Gente che ai concerti deve morire

In passato mi sono già espresso su alcune pessime usanze riscontrabili nel pubblico “medio” che frequenta i concerti. Tra queste annovero sicuramente quella che porta a trascorrere tutta la durata del concerto con la macchina fotografica o il telefono cellulare in mano, scattando foto o, peggio ancora, riprendendo tutte le esibizioni. La mia perplessità deriva principalmente da un paio di domande che sorgono spontanee: che cosa ve ne fate di foto in bassissima qualità, mosse e sfuocate? Ma soprattutto: a cosa servono quei video amatoriali che hanno in sottofondo urla, rumori e un audio pessimo?

Si tratta della piaga da concerto stabile al primo posto indiscusso da ormai 1543 settimane. Al secondo posto, e in rapida risalita, troviamo coloro che fumano (che poi sono gli stessi che si accedono la sigaretta in mezzo alla discoteca e ai quali auguro di prendere fuoco sul dancefloor). Tralasciando il fatto che esiste una legge che vieta di fumare nei locali pubblici, mi stupisco come queste persone non capiscono il profondo fastidio che provocano ai non fumatori, costretti a respirare i frutti del loro disgustoso vizio. Se provi a farglielo notare, sono capaci anche di fare gli scocciati. Facciamo così: la prossima volta vi piscio in bocca e vediamo se non fate gli scocciati pure voi. Non mi risulta per altro che ci sia una legge che me lo impedisca.

Ma la cafoneria è una piaga sempre più dilagante, come dimostra quello che succede durante alcuni concerti in cui il posto a sedere non è numerato: quindi chi prima arriva, meglio alloggia. Ci sono persone, capaci di arrivare un minuto prima dell’inizio del concerto che si arrogano il diritto di piazzarsi in piedi davanti a chi è seduto da ore. Anche loro, se provi a fargli notare che forse stanno sbagliando, nella maggior parte dei casi risponderanno mandandoti a quel paese, insultandoti la mamma e augurandoti la peggiore morte (che è un po’ quello che sto facendo io in questo post). A loro auspico per il resto della vita uno stangone di 2 metri e trenta che si piazzi davanti alle loro facce durante qualsiasi concerto, spettacolo teatrale, film al cinema e persino nel salotto di casa.

Poi ci sarebbero da aprire il discorso su coloro che arrivano ai concerti e si mettono in coda dalla sera prima, che però non fanno nulla di sbagliato e la loro unica colpa è quella di ricordarmi che non sono più un giovane che non ha un cazzo da fare e che si può permettere di perdere le ore in attesa dell’apertura dei cancelli.

Mi sono dimenticato qualche piaga?

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