Gioie (poche) e dolori (tanti) del trasloco

Ad ognuno di noi, prima o poi nella vita, capita di dover cambiare casa: deve esserci in qualche lingua un anatema del tipo “ti auguro di traslocare”, e mi stupisco che nella Genesi, dopo il “partorirai con dolore”, non sia stata formulata questa maledizione. Perché è proprio così: non c’è niente di più stressante, spossante e faticoso a livello fisico e psichico di dover cercare una nuova sistemazione.

Prima di tutto, in che zona vado? Abbandono il centro per la periferia? Ma non diciamo cazzate Resto nello stesso quartiere o vado in una zona più comoda?tumblr_m3zhonqpsf1qdabg8o1_500Tutte domande a cui bisognerebbe rispondere ponderando attentamente e seguendo le proprie esigenze, sempre che non si abbia abbastanza tempo a di posizione, col rischio di ritrovarsi a fare le cose all’ultimo momento. regret_this_decision_anchormanPoi: che budget mi posso permettere? Vado a vivere in un monolocale perché amo girare nudo in libertà e nutrirmi di solo riso e crackers, o risparmio qualche soldo condividendo un appartamento più grande con un amico o due?tumblr_mzod9uncxa1sgtkiro1_500Una volta individuata la casa dei sogni, parte l’organizzazione del trasloco vero e proprio: dalla ricerca dei cartoni (vi consiglio di chiedere a qualche negozio o supermercato, ne hanno letteralmente da buttare), all’uso dei ventordici sacchi blu Ikea (anche se tu hai sempre preferito quelli gialli), preparare borse, valigie e cappelliere. Proprio una cosa da nulla.anigif_optimized-7002-1442176540-1Ti rendi presto conto che hai comprato una quantità incredibile di roba che non hai mai usato, con l’etichetta ancora attaccata, o che non usi più, e quindi prepari gli scarti i doni per la Caritas per separarti da quei pantaloni di una taglia che non ti entrava già quando li avevi acquistati. Ti penti anche di aver collezionato così tanti libri invece di investire in un pratico e leggerissimo Kindle, che non ti spezza la schiena come tutta l’Enciclopedia della Cucina Di Benedetta Parodi.

manual-dump-truck-funny-gif-9to5Inevitabilmente salterà fuori un ricordo di qualche ex del passato: un peluche, una lettera, una ciocca di capelli, un braccio che ancora non hai sciolto nell’acido. Il consiglio è ovviamente di bruciare tutto.Dragon-Breaths-Fire-In-The-Game-Of-Thrones-GifTi sfiora l’idea di chiamare una ditta di traslochi, ma capisci che o paghi loro o paghi l’affitto, quindi ripieghi su amici e parenti per darti una mano, soprattutto se stai lasciando una casa al quarto piano senza ascensore. Affitti quindi una Enjoy (o ti fai prestare una Punto) e inizi a caricare l’auto senza esagerare.anigif_optimized-3322-1441917338-10La prima notte nella nuova casa poi non ti accorgi nemmeno di dover dormire su un materasso gettato in terra, circondato da scatoloni con la sola luce di una abat-jour da 30 Watt, perché sei più morto che vivo. Fosse tutto finito poi: vogliamo parlare di dover andare all’Ikea di domenica? Preferirei fabbricarmi i mobili con i mattoncini Jenga. E poi l’operaio che non arriva a sistemarti il rubinetto che perde, il cambio delle utenze, l’allacciamento di internet – Telecom che ti odia, e tu che odi Telecom. giphyDevi assolutamente individuare l’Esselunga più vicina per fare la spesa, perché il pizzaiolo sotto casa ormai ti saluta con troppa confidenza. Insomma, ne passa del tempo prima di riuscire a riposarsi. Però il nuovo materasso super comodo, la camera da letto che piano piano prende forma, una cucina dove c’è addirittura il forno funzionante, ti fanno capire che hai fatto la scelta giusta.

Almeno finché non arriva tua madre a farti visita.

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Enrico Siringo

Sedicente blogger fin dal 2007, se la sua vita fosse una serie TV si intitolerebbe "The Procrastinator". Arrivo sempre tardi con le serie, e sono il classico binge-watcher che per recuperarle aspetta una bella influenza per spararsi dieci ore non stop davanti allo schermo. Keep calm & Drakarys
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