Glee ci ha rotto le corde vocali

Negli ultimi 2-3 anni si è diffusa, grazie a cinema e televisione, questa idea distorta secondo cui se (negli USA) vai al college e fai parte di un gruppo vocale che canta a cappella sei un figo pazzesco. Roba che nemmeno nella squadra di Football ormai. Tutto questo è  probabilmente merito anche di Glee che ha sdoganato il genere e portato al coming out migliaia di regazzini.

Io che sono una persona vera, con emozioni veri (dove sono miei sigaretti?!) vorrei avvisare gli adolescenti di tutto il mondo che NELLA VITA VERA NON È COSÌ. Se sei uno sfigato, un po’ nerd a cui piace cantare in un coro, ti pisciano sempre e comunque nelle scarpe. E se sei basso, brutto e antipatico ti prenderanno sempre in giro, come fanno con Brunetta.

Ed è con questo spirito che mi accingo a recensire Voices (meglio conosciuto negli USA come Pitch Perfect).

Il film è uscito negli Stati Uniti nel 2012, quindi se tutto va bene hanno iniziato a concepirlo almeno un anno prima, ossia quando i ragazzi di Glee ancora riempivano i palazzetti e facevano il pieno davanti alla televisione. Oggi ormai lo show è in declino e altrettanto dovrebbe essere la moda per lo show choir (e per le robe borchiate).

Voices è il racconto del primo anno di college di un gruppo di ragazzi e ragazze, tutti in qualche modo legati alla musica e ovviamente desiderosi di unirsi a una delle squadre di canto della scuola. Sì, perché in un solo college esistono ben 4 diversi team di canto a cappella e questa già è una bomba. I protagonisti sono Beca, giovane ragazza che vorrebbe fare la produttrice musicale (non cantante, non musicista, ma produttrice = ASSETATA DI SOLDI), costretta ad andare al college per volere del padre, e Jesse, un anonimo mezzo nerd che sa cantare bene. Incisivo quanto Fabio Troiano. Guarda caso, la prima si arruolerà nella squadra femminile di canto (mai vincitrice nella storia del canto corale), mentre il secondo in quella maschile e titolatissima.

La forza di questo film probabilmente non è tanto nelle performance musicali, in parte roba già vista e sentita altrove, quanto per il cast. E non sto parlando dell’insipido Jesse, ma soprattutto delle protagoniste femminili. Negli States sono tutti letteralmente impazziti per l’attrice che interpreta Ciccia Amy, ossia Rebel Wilson. La brava e bella simpatica Rebel spicca per le sue doti comiche, confermando l’equazione musical=cicciona che fa sempre ridere ed entra nel cuore di tutti. D’altronde abbiamo visto tutti Hairspray (MUSICAL DELLA VITA) e abbiamo tutti amato Nikki Blonsky. Anche per Rebel prevedo la stessa fine.

Ciccia Amy

E a proposito di Hairspray (FILM DELLA VITA) Brittany Snow è la vera perla della pellicola: brava e bella. Deve esserci un errore sulla sua pagina IMDb perché non trovo nessun Oscar tra i riconoscimenti. E poi c’è Freddie Stroma, già visto in Harry Potter, ma che tutti ricorderemo per sempre in questa diapositiva tratta dal film.

Come avrete notato, non mi sono per nulla soffermato sulla trama, non perché questa sia del tutto inesistente, ma perché basta che prendiate un qualsiasi film del sabato pomeriggio su Canale 5 ed ecco la storia di Voices.

CHIPS e CHEAP: momento CHIPS dell’intero film è la performance delle ragazze sulle note di Party in the USA di Miley Cyrus che ricordo essere la naturale candidata alla successione sul trono di Britney Spears. Molto CHEAP alcune battute e alcune trovate che mi aspetterei al massimo in un film dei fratelli Vanzina. E ci sarà un motivo se non li guardo nemmeno sotto tortura.

Livello di SHAZAMMABILITÀ: medio. Nonostante si tratti di una commedia musicale, solo la metà delle performance dei ragazzi meriterebbe di occupare qualche megabyte sui nostri iPod. Solo perché la maggior parte dello spazio è già occupata dalle canzoni di Glee. #gaygaygay

Livello di BONAGGINE DEL CAST: discreto. Brittany Snow e Anna Camp sono fighe dall’inizio alla fine e fanno desiderare a tutti  di trascorrere 7 minuti in paradiso con loro. La parte maschile del cast è di qualità piuttosto scarsa, fatta eccezione per il già citato Freddie Stroma e ai suoi addominali a cui viene dato troppo poco spazio.

Quando dura/quanto sarebbe dovuto durare: circa 112 minuti / 90 minuti sarebbero stati più che sufficienti. Un paio di canzoni in meno e più ritmo (#AskAutoriDiTheVoice). E possibilmente sullo schermo di un televisore.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: due Anna Praderio su cinque

Anna Praderio Anna Praderio

[Mandaci in NOMINESCION ai Macchianera Italian Awards 2013]

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