Gli 8 motivi per cui “La grande bellezza” deve vincere l’Oscar

Non ho mai fatto mistero di aver amato profondamente La grande bellezza, il film di Paolo Sorrentino candidato agli Oscar 2014 come “Miglior film straniero”. E mentre io andavo in giro ripetendo ossessivamente “CAPOLAVORO” ogni volta che sentivo nominare il titolo del film, ho scoperto che esistono persino persone che non l’hanno apprezzato. Siccome so che i membri dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences sono lettori assidui di questo blog, cercherò di influenzare il loro giudizio elencando gli 8 motivi per cui secondo me La grande bellezza si merita quella benedetta statuetta.

La grande bellezza - Locandina

  • L’interpretazione di Sabrina Ferilli. Se qualcuno pensava che l’apice della sua carriera fosse l’aver fatto il giudice del serale di Amici, accanto a due personalità del calibro di Gabry Ponte e Luca Argentero, be’ si sbaglia. Il malinconico personaggio di Ramona da lei interpretato è praticamente perfetto. Ma ancor più perfetta è l’idea di vederla camminare sul red carpet di Los Angeles, mentre si spara le selfie per immortalare questo momento indimenticabile. Sabrina una di noi.

Sabrina Ferilli nuda gif

  • I pochi secondi di Serena Grandi. Pochi secondi, ma indimenticabili. Sfido chiunque abbia visto La grande bellezza ad essersi dimenticato di lei (sebbene molte altre sue scene siano state tagliate nella versione finale). E non lo dico solo perché ormai siamo amici personali della bella e brava attrice, ma perché il suo “Auguri Jep, auguri tesoro. Auguri Roma!” resterà nella storia del cinema. E poi il sogno vero sarebbe lei e Sabrina artiggiane del red carpet ad Hollywood.

Serena Grandi - La grande bellezza

  • La performance di Tony Servillo a RaiNews24. Tony Servillo è senza ombra di dubbio un bravissimo attore. Quanto a simpatia, invece, deve essere un esponente della stessa corrente letteraria e filosofica di Renato Brunetta, Pierluigi Diaco e dei portavoce del Movimento 5 Stelle: i simpatici come una trave conficcata nel culo. E quindi ricorderemo per sempre la sua intervista a Rai News 24, all’indomani della vittoria ai Golden Globes, conclusasi con insulti di vario genere alla malcapitata giornalista.

  • Il determinante contributo di Raffaella Carrà. Guarda caso, le uniche cose buone fatte in Italia negli ultimi due anni portano tutte la firma della Raffa Nazionale. Già ci siamo espressi sul Festival di Sanremo, ma non bisogna dimenticare che Raffaella, seppure in sottofondo, con la sua A far l’amore (Remix) è la protagonista dei primi dieci minuti buoni di apertura del film. ICONIC.

La grande bellezza scena iniziale gif

  • Il protagonista Jep Gambardella. Il protagonista (non unico, si vedano i motivi successivi) della pellicola è probabilmente l’elemento più riuscito del film. Arguto, malinconico, nostalgico, consapevole. Ha scritto un solo romanzo nella sua vita, ma il racconto più bello lo fa della “sua” Roma.

Jep Gambardella gif

  • Nonostante tutto, Carlo Verdone. Ultimamente non è che Carlo stesse lasciando una traccia indelebile nella cinematografia italiana. Basti vedere gli imbarazzanti trailer del suo nuovo film Sotto una buona stella. Ne La grande bellezza interpreta un personaggio che non è comico e il risultato è ottimo. Forse è il caso di ripensare l’ultima parte della propria carriera?

Carlo Verdone gif - La grande bellezza

  • Il cameo di Antonello Venditti. Il film è fondamentalmente un film su Roma. E quando si parla della Città Eterna, non si può non pensare a uno che la Capitale l’ha sempre cantata. Approfitto inoltre per ringraziare Antonello per il concerto che ha deciso di tenere in onore della mia visita pastorale la prossima settimana, proprio a Roma.

Antonello Venditti - La grande bellezza

  • La vera protagonista: Roma. L’ho già citata molte volte ed è la principale artefice del successo di questo film. Ci sono tante donne nel cast, ma lei ruba la scena a tutte e anche allo stesso Jep Gambardella. A Sorrentino deve essere riconosciuto il merito di averne tracciato un ritratto fedele e allo stesso tempo poetico. Ed è forse questa la migliore carta che abbiamo da giocarci alla Notte degli Oscar.

La grande bellezza Roma

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