Gli opposti si attraggono, ma anche no

Buongiorno pulcini e benvenuti all’ultima puntata di questa rubrica. Non so bene dove andremo a parare e se ci sarà un nuovo Diario nella prossima stagione oppure no. Durante la mia assenza voi ricordatemi così come mi avete letto in questi mesi: molto stupida.

Scusate per il preambolo, ma volevo fare la melodrammatica.

Ebbene, oggi, per concludere, vorrei parlare di una di quelle massime che proprio non si può fare a meno di citare durante una conversazione qualunque sull’amore: “gli opposti si attraggono”. Dai, non iniziate ad alzare gli occhi al cielo.

Sarà vero o no? Bah, io penso di sì. Devo ammettere che la sbandata più gigantesca della mia vita me la sono presa proprio per uno che è esattamente il mio opposto. Uno tutto sicuro di se stesso, senza equilibrio, menefreghista, totalmente maschio in tutto e per tutto. Non so come spiegare, ma era come se io fossi una superfemmina e lui un supermaschio. Eravamo proprio agli antipodi; “siamo il Sole e la Luna” gli ho detto la prima sera che siamo usciti insieme. Ah, che maledetta romantica che sono! Dove per romantica intendo idiota.

Devo ammettere, però, che c’è stato un pomeriggio in cui davvero ho creduto che “gli opposti si attraggono” fosse solo un’orrida menzogna. Dunque, qualche settimana fa, sono uscita con uno di Tinder e da quel momento in poi ho smesso di utilizzarlo, tanto sono rimasta traumatizzata. Appuntamento in centro alle 16 della domenica più calda dell’estate, arriva lui (pure in ritardo): Federico Zampaglione. Giuro, era UGUALE e no, dalla foto non sembrava. Io già lì basita. Poi mi chiede di entrare in un bar perché deve andare in bagno. Di seguito passiamo mezz’ora da LUSH ché lui deve comprare un gel per i capelli, nonostante non siamo nel 1997. Durante questa mezz’ora ho rischiato più volte lo svenimento a causa delle esalazioni nauseabonde derivanti da quei prodotti lì. Gli chiedo, poi, se gli va di accompagnarmi allo stand delle Haribo lì vicino ché danno le caramelle gratis e lui non dimostra entusiasmo. Infine, passeggiamo per il parco sotto il sole cocente e mi parla per tre ore di se stesso, di quanto gli piacciano il teatro, la letteratura esoterica (aiuto) e le discipline orientali.

Praticamente gli piaceva tutto quello che io detesto e detestava tutto quello che a me piace. NO. Va bene gli opposti, ma così è too much.

Devi trovare la complementarietà nella diversità” mi ha detto qualcuno, un po’ di settimane fa. Ok, banalissimo, ma piuttosto vero. Anche perché, pensavo, se dovessi trovare uno troppo uguale a me, magari anche con i miei gusti, sarebbe sicuramente un ragazzo omosessuale. E no, nonostante sarebbe bellissimo stare con il mio migliore amico, non voglio fare come Madonna in “Sai che c’è di nuovo?”. Oppure sarebbe uno un po’ chiuso e timido, che non fa il primo passo, che non mi spinge ad essere migliore, ad imparare da lui. Troppo comodo avere al mio fianco una persona tanto simile a me, no?

Ah, complementarietà, questa sconosciuta. Voi cosa ne pensate? Aiutatemi a risolvere l’enigma.

Amici, siamo giunti al termine, ma non posso non ringraziare di cuore il Signor Ponza per avermi ospitato qui durante questi mesi. E un grazie speciale a voi, per aver letto, commentato, condiviso e cuoricinato i miei post. Vi voglio bene. E se anche voi me ne volete un po’ non dimenticate di votare il post su Tinder ai Macchianera Italian Awards 2014. Sono in corso, infatti, le selezioni per entrare in nomination nella categoria Best Post.

Limoni stellari a tutti!

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Ilalicious

Mi ispiro a Beyoncé, ma sono più Michelle Williams, quella delle Destiny's child che nessuno si ricorda.
Mi piacciono gli unicorni e gli arcobaleni, la musica pop e i programmi trash, i dolci e la pizza, i panda e i gatti ciccioni, i glitter e i minipony.
Scrivere mi aiuta a ordinare i pensieri e dare senso a ciò che mi accade. Anzi no, scrivo perché voglio diventare famosa come Chiara Ferragni.
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