Google+ è come i cinesi

Mentre voi tutti eravate occupati a disquisire di Fabrizio Corona e aggiornare i vostri status di Facebook o di Twitter per schierarvi a favore o contro la sua ex-moglie, Nina Moric, Google+ è diventato il secondo social network del mondo per utenti attivi. Secondo solo a Facebook, che però non ha gli stessi ritmi di crescita si registrano per il social network creato da Big G.

Ora questo vuol dire solo una cosa: che come al solito avevo ragione. I più attenti ricorderanno che ho spesso parlato di Google Plus (ad esempio qui e qui ), tessendone le lodi e cercando di convincere anche gli scettici ad usarlo. A quanto pare i miei lettori affezionati non mi hanno cagato più di tanto, mentre quelli mondiali che leggono queste pagine grazie a Google Translate hanno capito tutto della vita e lo usano sempre di più. (Tra l’altro al prossimo prodotto Google che cito, mi attendo come minimo un’offerta di lavoro).

La realtà è che Google+ ci sta crescendo sotto gli occhi senza che ce ne accorgiamo più di tanto, un po’ come i figli che vediamo tutti i giorni, ci distraiamo un attimo e sono già all’università. Parlo come se avessi dei figli e questo è molto preoccupante.

google-Plus-icon

Ormai, oltre agli utenti comuni, è possibile trovare tutte le principali testate giornalistiche, le pagine ufficiali dei nostri idoli preferiti (e non sto parlando solo del mondo del porno), notizie che arrivano da ogni dove e da ogni cerchia. In effetti Google Plus è diventato una delle mie principali fonti di informazione, con una fruibilità e un’interfaccia grafica molto migliore da questo punto di vista rispetto a Facebook e soprattutto a Twitter.

Sono state poi introdotte alcune novità che lo hanno arricchito ancora di più, tra cui:

  • Gli eventi, pazzeschi in termini di funzionalità, layout e integrati con Google Calendar (ecco il terzo servizio che cito, ora controllo Gmail per vedere se mi è arrivata l’offerta di lavoro). Poi se avete Android potete attivare la modalità party per cui tutte le foto scattate nel corso dell’evento vengono automaticamente condivise all’interno della pagina ad esso dedicata. Sono così belli che mi viene voglia di creare un evento anche per quando vado in bagno.
  • Le community, ossia spazi virtuali a cui poter aderire e discutere di tematiche specifiche (qualcuno ha detto “forum”? Tipo, ma sempre in stile Google+).

Insomma, voi siete come al solito liberi di fare quello che volete, però Google+ è come i cinesi: ci distraiamo un attimo e ce lo ritroviamo titolare di tutti i bar delle nostre città.

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