Eurovision Song Contest 2015 – 2a Semifinale – Liveblogging

Buonasera a tutti e finalmente eccoci con la seconda semifinale dell’evento più atteso dell’anno, l’Eurovision Song Contest. Vi dico solo che sto scrivendo con ancora la giacca addosso dato che sono appena rientrato in casa, ma del resto questo ed altro per evitare il licenziamento.

21:00 – Inizio col botto: scenografia con “le palle che scendono” stupenda, Queen Conchita Wurst con uno splendido black dress e la classica sfilata dei paesi partecipanti in stile olimpiadi.

21:05 – Vi annuncio che, per punire quell’irriconoscente di mamma Rai, ho deciso di seguire questa seconda semifinale su SanMarino TV. Tenerissimi gli appelli dei presentatori ai telespettatori italiani affinché televotino i cugini. Carezza.

21:09 – Le tre presentatrici parlano, parlano, parlano e, per un secondo, mi sembra di guardare la televisione italiana.

Ma fermi tutti si parte.

Lithuania – Monika Linkytė and Vaidas Baumila “This Time”: bho, lui ha un sorriso che mi conquista, lei ha un vestito palesemente Pimkie. Amiccano, si prendono per mano e limonano duro sul palco. Non so se amarli o odiarli. Vabbè odiarli. Voto 6/10.

Irlanda – Molly Sterling “Playing With Numbers”: la giovanissima Molly canta una struggente ballata dal titolo “Playing With Numbers”. Bella voce, ma quando parte il ritornello sembra quasi sia sul cesso. Non mi convince. Voto 4/10.

San Marino – Anita Simoncini & Michele Perniola “Chain of Lights”: tocca ora alla rocca di San Marino e i commentatori di San Marino TV se la sentono di un bollente che non ve lo sto a spiegare. Un po’ John Travolta e Olivia Newton John, un po’ Rachel e Finn e di Glee devo dire che il risultato finale non mi dispiace. Voto 6/10. 

Montenegro – Knez “Adio”: un applauso a Knez perché si presenta con una canzone in lingua montenegrina e quindi voglio premiarlo per il coraggio. Un ulteriore applauso perché ha avuto anche il coraggio di uscire di casa e, con quella faccia, ce ne vuole. Sto odiando tutto. Voto 2/10.

Malta – Amber “Warrior”: partita in sordina, ho adorato quando sul ritornello c’è stata l’esplosione di fiamme. Leggo questo tweet e capisco tutto:

Brava ama sei la top. Voto 8/10.

21:31 – Grazie a Dio un attimo di pausa, mentre Conchita col suo vitino da vespa intervista i presenti io riesco finalmente a fare la pipì.

Norvegia – Mørland & Debrah Scarlett “A Monster Like Me”: neanche il tempo di scrollarmelo (scusate il francesismo) e si riparte con la gara. Nella mia testa una sola frase: “I want Mørland to murder my vagiaina”. Onestamente la canzone non è male, la descriverei così:

Nel complesso promossi. Voto 6/10.

Portogallo – Leonor Andrare “Há Um Mar Que Nos Separa”: Leonor sceglie di cantare in portoghese e la mia mente vola a lei:

Praticamente la versione portoghese di Tra te e il mare, adorotutto. Voto 7/10.

Repubblica Ceca – Marta Jandová and Václav Noid Bárta “Hope Never Dies”: vabbé Václav un bono che ciao, lo amo e voglio trasferirmi a Brno con lui. Però onestamente inizio ad essere pieno delle canzoni lente e dei duetti in stile Aleandro Baldi e Francesca Alotta. Mariagiovanna, anche basta. Voto 4/10. 

Israele – Nadav Guedj “Golden Boy”: i presentatori di SanMarino TV presentano questa canzone come “una delle più ballate nelle discoteche di Tel Aviv” e noi no, non possiamo che adorare. Lui un Justin Timberlake mediorientale, la canzone mi ricorda un pochino Kiss Kiss di Holly Valance e sul “Let me show you Tel Aviv” posso dire che sì, mi ha conquistato. Voto 9/10.

Lettonia – Aminata “Love Injected”: lei totally una trans di Rio De Janeiro a Carnevale, però la canzone devo dire mi piace parecchio. Nonostante sia lenta ha una base elettronica davvero molto, molto interessante. Voto 9,5/10.

Azerbajan – Elnur Huseynov “Hour Of The Wolf”: feticisti delle orecchie a sventola mi leggete?

La canzone è totalmente anonima ma devo dire che amerei se Elnur me la cantasse guardando la luna da una collina di Baku. Voto 5/10. 

Islanda – Maria Olafs “Unbroken”: io dico solo, ma perché indossare un tutù rosa davanti a tutta Europa? Bocciatura senza appello sia per lei che per la nenia che sta cantando. Voto 2/10. 

Svezia – Måns Zelmerlöw “Heroes”: prepariamoci a gufare come solo noi sappiamo fare, dato che la Svezia, insieme dall’Italia, è data per favorita alla vittoria. Queste le mie impressioni: la coreografia è totally un plagio di Beyoncé che a sua volta aveva plagiato la Cuccarini, la canzone è simpatica ma nulla di che e lui è tanto tanto bono. Voto 7/10. 

Svizzera – Mélanie René “Time to Shine”: No. Voto 2/10.  

Cipro – John Karayiannis “One Thing I Should Have Done”: mentre io ad avere i primi segni di cedimento John ci canta una struggente ballata che sembra uscita da un film della Disney. Non mi è piaciuto per nulla. Voto 4/10. 

Slovenia – Maraay “Here For You”: canzone prodotta da Gabry Ponte e già sento odore di capolavoro. Cambio idea circa 1 minuto dopo, quando anche questo pezzo si svela in tutta la sua inconsistenza. Tutti in coro ci chiediamo:

Voto 4/10.

Polonia – Monika Kuszyńska “In The Name Of Love”: la Polonia abbandona le contadine che fanno lo sburro in diretta dell’anno passato per un’opzione più politically correct, ossia Monika Kuszyńska, cantante in sedia a rotelle. Vestito top, ma la canzone è un’altra nenia ai limiti dell’ascoltabile. Voto 2/10. 

22:24 – Con la Polonia si concludono le esibizioni della seconda semifinale. Il livello, diciamocelo, è un po’ più bassino rispetto alla serata di martedì, davvero poche le performance degne di questo nome.

22:37 – Continua il ripasso degli artisti che abbiamo visto esibirsi questa sera mentre io vorrei solamente essere in una discoteca di Tel Aviv a ballare il brano israeliano. CAPOLAVORO.

22:40 – Nel mentre a Vienna…

22:50 – Finalmente scopriamo il nome dei paesi che accederanno alla finale di sabato: Lituania, Polonia (rolleye), Slovenia, Svezia, Norvegia, Montenegro (cioè ti prego), Cipro, Azerbajan, Lettonia (TOP) e Israele (SUPERTOP).

Per questa sera è tutto, ci vediamo sabato sera con il mega live in occasione della finale in diretta dall’ormai leggendario Divanoponza.

XOXO Matteowolk

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Matteowolk

Vivo a Garbagnate Milanese, la piccola Bel Air di Milano. Uso la data di scioglimento delle Spice Girls come riferimento temporale, ascolto musica per passione e divoro Big Mac per professione. Penso che se il pianeta fosse governato dai gattini vivremmo tutti in un mondo migliore. Sono sobrio quanto il matrimonio di Clemente Russo e ho già lasciato disposizioni per esser fritto non appena morirò. Questa bio è stata scritto in un pesante stato di hangover. Mia cugina è una figa.
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