Il ponte delle spie e il tempo della pensione

Steven Spielberg ha fatto la storia del cinema e credo che su questo nessuno possa veramente obiettare. Ma come succede per tutte le persone anziane (Woody Allen, mi leggi?), si arriva ad una certa età alla quale bisognerebbe solo prendere atto che forse è tempo di andare in pensione.

Ed è con queste affermazioni pacate e per nulla tranchant che mi appresto a recensire Il ponte delle spie (Bridge of Spies), l’ultima fatica del due volte miglior regista secondo l’Academy.

Trama: Siamo durante la Guerra Fredda e un avvocato americano di nome James B. Donovan (Tom Hanks) difende in tribunale una spia filocomunista, Rudolf Abel (Mark Rylance), attirando non poche critiche da parte di colleghi e amici. Le cose si fanno interessanti quando Rudolf Abel diventa un’importante pedina di scambio per riavere un soldato statunitense catturato nella Germania dell’Est: Donovan viene infatti inviato in Germania come negoziatore.

La storia raccontata, ispirata a fatti realmente accaduti, è in sé molto interessante e coinvolgente. Anche la tematica che è al centro (soprattutto della prima parte) del film non è affatto banale: una spia nemica catturata sul territorio americano ha lo stesso diritto di avere una difesa al pari degli altri cittadini, anche se mette a repentaglio la sicurezza del Paese?

Ecco, peccato che poi Spielberg rovini tutto, farcendo il personaggio interpretato da Tom Hanks e tutta la trama di una retorica stucchevole e, a tratti, insopportabile. Ho rollato talmente tanto gli occhi che ormai mi sono visto il cervello più volte e saprei descrivervelo meglio di una TAC.

Eyeroll Tina Fey

Uscito dal cinema ero talmente infastidito che sono andato su Wikipedia a ripercorrere la filmografia di Steven Spielberg per ricordare a me stesso quale fosse stato l’ultimo film bello che ha fatto. Sono andato indietro quasi fino a Jurassic Park.

Curiosità che si apprendono leggendo l’internet:

  • È il quarto film che Tom Hanks e Steven Spielberg fanno insieme. Prossimo step: unione civile.
  • Tom Hanks ha 59 anni, ma interpreta Donovan che ai tempi degli eventi narrati ne aveva circa 40 (è morto a 53 anni).
  • È il film di Steven Spielberg che ha fatto registrare gli incassi più bassi dai tempi di Munich.

In conclusione dunque 3 Anne Praderio su 5, perché di sicuro non è un brutto film. Ma Spielberg si deve dare una regolata (e dedicarsi al burraco con gli amici).

3 Anne Praderio

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Il ponte delle spie e il tempo della pensione
La tramaTom Hanks
Steven Spielberg
2.9Anne Praderio
Trama
Regia
Livello di bonaggine del cast
Livello di shazammabilità
Durata
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