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Il blog del Signor Ponza

Il professor Cenerentolo: when Pieraccioni goes Vanzina

C’è stato un tempo in cui Leonardo Pieraccioni era la grande promessa della comicità italiana. I laureati, Il ciclone, ma anche Fuochi d’artificio e Il paradiso all’improvviso. Tutti film brillanti, che in qualche modo hanno definito un nuovo modo di fare commedia all’italiana e che, allo stesso tempo, si sono guadagnati una posizione stabile nella classifica dei film con maggiori incassi nella storia del cinema tricolore.

Poi qualcosa si è rotto. E Il professor Cenerentolo è solo l’ultimo capitolo di questa brutta storia.

Trama: Il professor Cenerentolo non è in realtà un professore, ma un ingegnere. Risponde al nome di Umberto Massaciuccoli (Leonardo Pieraccioni) e sta scontando una pena nel carcere di Ventotene, luogo dove si guadagna l’appellativo di “professore”. Mentre trascorre gli ultimi mesi in prigione, Umberto conosce la giovane Morgana (Laura Chiatti) della quale si innamora.

La trama già di per sé è abbastanza imbarazzante. Aggiungeteci il fatto che il personaggio interpretato da Pieraccioni trascorre praticamente tutta la durata del film (per fortuna “solo” 90 minuti) a cercare di convincere lo spettatore che lui in realtà è una brava persona, lasciando intendere che sia in carcere per errore. Quando in realtà è stato arrestato per tentata rapina (oltre a continuare a rubare e mentire dall’inizio alla fine dei 90 minuti).

Al di là del fastidio che può generare il personaggio di Umberto Massaciuccoli, il problema vero è che Pieraccioni non si è mai spostato di un centimetro dalle commedie di successo che lo hanno portato alla celebrità. Lui interpreta sempre lo stesso identico cliché di uomo, mentre i personaggi che ruotano attorno (compreso l’onnipresente e inspiegabile Massimo Ceccherini) ricalcano sempre la solita storia con ben poche variazioni sul tema.

Un’aggravante ulteriore che ho riscontrato in maniera preoccupante ne Il professor Cenerentolo è la sempre più frequente presenza di momenti comici à la Vanzina, al punto che spesso mi sono chiesto se non stessi assistendo alla proiezione di Vacanze a Ventotene.

Il film è talmente noioso e scontato che non sono riuscito nemmeno a trovare curiosità interessanti per allungare il brodo di questa recensione.

In sintesi: 1 Anna Praderio su 5. Una, come il numero di risate che ho fatto.

1 Anne Praderio

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