Il successo (?) di Nicola Roberts

Parliamo del “fenomeno” Nicola Roberts, cominciando col precisare che  si tratta di una donna e non di un uomo. Il suo nome non va letto alla barese (tipo Nicóla), ma all’inglese con l’accento sulla prima i (quindi Nìcola).

Ne parlo perché sembra che in qualche modo la Mafia Gay stia cercando di imporcela come nuovo fenomeno pop, anche se, ammetto le mie colpe, non riesco proprio a capirla e a farmela piacere.

Innanzitutto è un’ex componente delle Girls Aloud (chi? esattamente). In secondo luogo è piuttosto cessa, ma come ci insegna quel roito di Lady Gaga, non è più necessario essere bellissimi in modo assurdo per diventare una stella interplanetaria del pop. E poi è inglese. Ora, se sei inglese, non puoi cercare di scimmiottare il pop americano. Puoi darti al pop-chic (vedi Adele e altre), ma non puoi fare cose di questo genere perché col tuo colorito pallido e il tuo accento non sei credibile.

Che poi ci ho provato a farmela piacere, l’ho persino inserita nella playlist dell’estate 2011 che ha fatto da sottofondo alle nostre mangiate in Puglia, ma lo skip veniva naturale dopo i primi cinque secondi di canzone, quei cinque secondi necessari a riconoscere che si trattava di Nicola Roberts.

Quindi non capisco tutto lo spazio che le viene dedicato e soprattutto non capisco tutto lo spazio che le ho dedicato con questo post.

PS: Non dimenticate di amarmi e di nominarmi ai MBA 2011. In questo post tutte le informazioni, so che morite dalla voglia.

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