Ilalicious e il magico mondo del dating online

Buongiorno piccoli panda! Siete pronti per una nuova entusiasmante avventura nella mia vita priva di senso? Dai che oggi si ride forte: vi parlo di Tinder, il Grindr etero!

Perché mi sono iscritta? Perché YOLO!

Non è la mia prima avventura nel mondo del dating online. Mi spiego: ho sempre odiato i siti di incontri, ma quest’estate ero disperata, così ho creato un profilo su adottaunragazzo.it e vi prego, imparate dai miei errori e non iscrivetevi mai! Idea carina la storia degli incantesimi, ma certi morti di figa che ciao. Ho chiuso tutto dopo un mese e ho giurato che non avrei mai fatto più un’esperienza del genere.

Tinder però mi ha incuriosita, perché sfrutta la geolocalizzazione e mi volevo sentire un po’ come tutti i miei amici gay e come i protagonisti di Looking. (Poi un giorno parliamo del fatto che mi rivedo più in loro che nelle ragazze di Girls).

Dunque, funziona che scarichi la app gratuitamente, ti logghi con Facebook, che ti giura di non pubblicare mai nulla sul tuo profilo, e imposti i parametri di età e distanza che preferisci. Poi cominci a sfogliare questa galleria di uomini e se becchi uno che ti piace gli metti un cuoricino, altrimenti gli dai il benservito e gli si stampa in faccia un “NOPE” che solo quello mi fa ridere come una cretina. Lui non vede che tu l’hai cuoricinato, ma se anche lui ti cuoricina allora “it’s a match” e potete chattare. Che top!

Ho intrapreso questa magica avventura con due amiche e tutte siamo diventate Tinder-dipendenti in una sera. Starei le ore a guardare le foto profilo e le frasi di presentazione: è tutto meraviglioso. Il nostro sport preferito in questi giorni è mandarci su Whatsapp gli screenshot dei più assurdi.

Siccome nella vita dovevo fare la sociologa e non la wannabe social media manager, ho riassunto le caratteristiche principali degli uomini di Tinder:

  • si chiamano tutti Luca (per altro tra questi anche lo stronzo di cui vi parlavo qualche puntata fa, ma state tranquilli ché non l’ho cuoricinato, ho solo screenshottato le foto, perché sono comunque un’orrenda donnamerda), e se non si chiamano Luca all’80% hanno dei nomi assurdi, tipo: Manlio, Vitantonio, Bernardo, Calogero, Celestino, Emidio, Angelico;
  • ci sono molto studenti Erasmus, soprattutto francesi;
  • alcuni sono famosi, tipo il sessuologo di Loveline, true story;
  • fanno gli architetti, i designer, lavorano nel marketing e nella comunicazione (o almeno così dicheno);
  • non sanno scegliere le foto profilo: c’è quello con due amici abbracciati che non capisci chi è lui (in genere quello più brutto), quello che non ci mette la faccia, quello con la fidanzata (classy), quello sempre sfocato, quello con la foto di dieci anni fa, quello mascherato da Carnevale. Qui devo dire che un po’ è colpa del fatto che puoi caricare foto solo tramite Facebook, il che è un bel problema. Sono molto adirata signor Tinder, che si sappia;
  • casi umani, casi umani everywhere;
  • amano gli sport estremi;
  • si vestono demmerda;
  • quanti gay latenti! Io lo so che a voi piace quello che piace a me, lo so.

Quindi, è necessario scremare. Si deve andare un po’ di istinto, perché le foto sono davvero poche ed è inutile ragionarci. Io fondamentalmente cuoricino se vedo la barba, un’età compresa tra i 25 e i 32 anni, vicinanza, faccia simpatica, assenza di orrenda frase ad effetto (se è una roba di Vasco Rossi sono sempre molto tentata di buttare l’iPhone per terra dal nervoso, poi mi ricordo quanto costa), assenza di sopracciglia più sottili delle mie e/o fisico palestrato e/o abbronzatura alla Carlo Conti e/o occhiali da sole demmerda, no fighetti, no pantaloni bianchi, no mingherlini, no capelli lunghi, no pelati, no tronisti, no gente abbracciata alla bottiglia di Belvedere, sì tatuaggi.

In ogni caso lo scoglio più arduo è poi la conversazione, dove elimini un altro 99% delle persone che ti contattano, che a sua volta rappresenta una percentuale minima dei match. Ecco, qui io non capisco una cosa: ho una valanga di persone con cui potenzialmente chattare, ma mi avranno scritto in 5 o 6. Boh, ma dove siete? Ma cosa fate? Ma perché? Hai cambiato idea e ti faccio schifo? Ma come ti permetti?

Per la fase di chat non servono molte parole, mi limiterò a farvi degli esempi direttamente dal mio account e da quello delle mie amiche, che ringrazio per aver deciso di condividere con noi queste perle:

tinder1

Dai, ma potete? Ma per favore, imparate a corteggiare una ragazza. Ok, che siamo online e tutto è lecito, però, carissimi, se volete solo una notte di sesso sarebbe comunque carino almeno chiedere due cose e poi in seguito esplicitare educatamente la propria intenzione, così una si regola, ma almeno alla base c’è stato del rispetto. Come? Dite che vivo nel mondo degli orsetti del cuore e già è tanto che mi dicano ciao? Ah, già, ma cosa pretendo, cosa? Ma io vado a fare l’eremita.

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Dai cazzo, ma il nome è lì, come fai a sbagliare, COME?

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Ma ti pare una cosa da dire? Ma chi ti credi di essere? E poi la vogliamo smettere di usare il verbo friendzonare ché non abbiamo 15 anni?

tinder4

Ma cosa, ma cosa? Ma stai calmo per favore.

Gli uomini mi basiscono, SEMPRE.

Insomma, amici, più che altro lo faccio per il LOL, anche perché dal punto di vista strettamente funzionale questo esperimento si è rivelato ovviamente un epic fail e l’entusiasmo dei primi giorni è già scemato lasciando spazio a un forte senso di vuoto. Mi è addirittura  apparsa Tina in sogno, così:

 Voi avete scaricato Tinder? Come vi trovate? Anche voi avete beccato il sessuologo di Loveline?

 Alla prossima!

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Ilalicious

Mi ispiro a Beyoncé, ma sono più Michelle Williams, quella delle Destiny's child che nessuno si ricorda.
Mi piacciono gli unicorni e gli arcobaleni, la musica pop e i programmi trash, i dolci e la pizza, i panda e i gatti ciccioni, i glitter e i minipony.
Scrivere mi aiuta a ordinare i pensieri e dare senso a ciò che mi accade. Anzi no, scrivo perché voglio diventare famosa come Chiara Ferragni.
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