I’m As Free As My Hair

Ore 7:45 di sabato mattino. Suona la sveglia.

Nei primi istanti successivi al risveglio, mi chiedo chi sono e dove mi trovo. Ma questo credo sia normale. Successivamente mi convinco che sia un giorno qualsiasi della settimana e mi domando quale sia l’inutile impegno lavorativo che mi costringe ad alzarmi dal letto. Dopo poco realizzo che in realtà ho puntato la sveglia di sabato mattino perché ho deciso (probabilmente sotto l’effetto di alcol e stupefacenti) di prendere appuntamento alle 9:30 per tagliarmi i capelli.

Ormai i miei capelli erano diventati così voluminosi che a breve mi sarebbe toccato pagare l’IMU. Quindi ho deciso di rivolgermi a una delle catene di parrucco più top che ci sia, in centro a Milano. Alle 9:30 di sabato mattino.

Arrivo. Mi fanno accomodare. Mi offrono il caffè. Poi passiamo a una rapida consulenza per cercare di capire come agire sulla mia cofana. E poi si cominica. Il lavaggio, lo shampoo con massaggio alla testa, il taglio, la rifinitura, il nuovo lavaggio, l’asciugatura. E poi eccoli lì i tuoi “nuovi” capelli, nello specchio. Son sempre loro, leggermente sistemati, ma sempre così problematici. Né lisci, né ricci. Una via di mezzo ingovernabile che in confronto governare la Grecia è una passeggiata.

E poi arriva il conto: cinquantun euro. 51. 5-1. Sì.

A quel punto ti ricordi che non è tanto una questione di parrucchiere, ma di capelli. Quindi non cambierà mai e devo farmene una ragione, non c’è Yuko Yamashita che tenga. La prossima volta torno a tagliare i capelli dal barbiere Alfonso.

Commenti via Facebook
Signor Ponza
Seguimi

Signor Ponza

Founder & Editor at Signor Ponza Blog
Sono bravo in molte cose, tra queste non c'è "scrivere bio".
Signor Ponza
Seguimi
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: