Fat days are over: in palestra a settembre

Dog Days Are Over, cantava Florenzia, io la rivisito e mi permetto di aggiungere che se i giorni da cani potrebbero non finire mai, quelli da grassi sì. E come? Ovviamente evitando di andare a mangiare gelato tutte le sere con la scusa che in estate è bello fare due passi dopo cena. Oppure lasciando perdere la Ciobar d’inverno con il pretesto che fa freddo e bisogna riscaldarsi. E, chiaramente, evitando di fare spuntini ogni qualvolta in ufficio ci si stia annoiando, perché altrimenti si dovrebbe iniziare a mangiare alle nove di mattina e finire alle otto di sera. MA, un altro punto fondamentale per chi voglia rimettersi in forma, è l’attività fisica. Poi non ditemi che non vi avevo avvisati. Soffrire la fame e basta non serve a gnente. C’era un tempo (già ne avevo parlato qui) in cui pensavo che contare le calorie ingerite grazie all’app Shape Up fosse sufficiente. La mia proverbiale pigrizia mi impediva di mangiare qualcosa solo perché poi non avrei avuto lo sbatty di inserirlo sull’iPhone. Il punto, amici, è che non serve soffrire se non abbinate alla dieta un po’ di movimento. E per un po’ intendo almeno un paio di volte alla settimana in palestra. Stop.

Settembre è il mese migliore per cominciare una dieta. Ad agosto la parola “no, grazie” rivolta all’invito a prendere il bis non viene quasi mai pronunciata, il picco massimo di movimento consiste nel girarsi sul lettino e si passa dall’aperitivo, alla cena, al dopocena, all’after con una nonchalance degna di un alcolizzato. In più, esistono foto scattate da altri (e per ‘altri’ intendo tutti coloro che ignorano il vostro profilo migliore, la posa che non rende giustizia, la luce che risalta le imperfezioni, la posizione che ingrossa nasi e quant’altro) in grado di far cadere a picco ogni minima autostima. Personalmente, evito con cura che chiunque possa immortalarmi. Purtroppo, però, qualcuno quest’estate ce l’ha fatta e il risultato è stata questa foto, finita dove non doveva finire (ovviamente, su Facebook), che rivelava in tutta la sua bruttezza una situazione generica di disfacimento. Un fisico, un tempo genuinamente tonico, sodo in quella maniera pubescente che adesso mi fa sorridere, quel fisico che non veniva scalfito nemmeno da una frittura mista, adesso era sulla via dello scempio.

Superati i 25 anni il metabolismo non è più lo stesso. È vero, in parte, eppure ci sono anche testimonianze opposte. Testimonianze in grado di far piangere lacrime salate. Infatti, la palestra è quel luogo in grado di farvi dare la merda dalle vecchie. Per vecchie, intendo proprio le vecchie. Non le Milf, proprio le Granny. Quelle che potrebbero essere vostre nonne e sono più sode di voi. Che accendono il televisorino sul tapis roulant, attaccano Real Time o Studio Aperto e prendono a camminare con pendenza 7.0 e velocità 6.5 che se solo ci provi tu ti sale l’acido lattico fino al cervello nel giro di due secondi. Ma c’è chi ha detto che solo toccando il fondo si può risalire. E farsi smerdare dalle nonne in palestra è l’esempio migliore di ‘toccare il fondo’. Così adesso ho preso a fissare le cosce di queste tonicissime anziane: mi posiziono sul tapis roulant dietro il loro, le metto a fuoco e non smetto finché non mi sembra di essere vicina all’infarto. granny_gif_two_by_grannymuscle-d69j55q

Questa tattica mi ha fornito delle buone e giuste motivazioni e consentito una certa perseveranza. Sue due settimane ho varcato la soglia della palestra ben 12 volte. Un record a tutti gli effetti. Un record che comunque non mi ha fatto perdere un etto. Forse, mi dico, il metabolismo ha bisogno di ingranare dopo dieci anni di mancata attività sportiva. Forse, mi dico, è che non sono dimagrita perchè nel frattempo ho messo su massa muscolare (certo, come no, continuiamo a raccontarci bugie per non vedere la bruta verità). Fatto sta che la bilancia, posizionata come un segno del destino proprio all’entrata dello spogliatoio, non collabora.

Per ora, quindi, esco totally ridimensionata dalle due ore serali, con un’autostima pari a quella di Nanni Moretti all’apice della down, sentendomi ai piedi di una scala evolutiva dominata da granny in super forma e inchiavabile come una zia Pina qualsiasi. Ma non mollo: fat days will be over, oh se will be over.

Tua mamma veste Prada

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Chiara Ferraglia

Quello che dovrete sapere di me ve lo imparerò strada facendo: vi basti sapere, come tratti salienti, che negli anni ho sviluppato una dipendenza nei confronti della liquerizia, che disprezzo a prescindere chiunque dica 'melenzane' e che provo un sentimento ambivalente nei confronti di qualsiasi cosa.
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