Insalata Metropolitana (Del)Rio Mare.

becauseisaidso

Bentornati nel salotto vittoriano di Because I Said So. Se non sapevate che questo era un salottino vittoriano è – probabilmente – perché me lo sono appena inventato. Ma infondo se si possono cambiare le regole in corso di campagna elettorale delle primarie del PD, perché non posso io dire che questa rubrica è ambientata in un salottino vittoriano una volta che è già bella e che iniziata? Devo scusarmi con il ritardo, ma i potenti cercano di imbavagliarmi oramai e mi sento un po’ come una suffragette 2.0 che lotta per diffondere la verità, un eroe di Dan Brown che si inventa cazzate strappa via il velo di bugie che copre gli occhi dell’uomo medio.

Prima di affrontare il tema di questa settimana, vorrei un attimino fare il balletto del “Te lo avevo detto” in riferimento alla peristalsi del PDL e del ritorno a Forza Italia ed in particolare le parole di Berlusconi in merito alla durata del governissimo delle larghe intese. Non vi avevo predetto questi fatti poco tempo fa? Non sono forse meglio del Mago Donascimiento? LEVATEVI.

Fatta questa parentesi di imbonimento dell’ego, passiamo al tema di oggi. Non so se avete letto (ma penso proprio di no perché sarete stati troppo impegnati a intagliare zucche e a sembrare più cessi di quello che siete  preparare i vostri costumi per la festa di Halloween), ma è tornato alla ribalta il tema dell’istituzione delle città Metropolitane, dopo che il Ministro per gli Affari Regionali e per le Autonomie Delrio ha firmato un disegno di legge su questo tema. Per chi non lo sapesse (ovvero l’80% di voi), le città Metropolitane vennero inserite nella Costituzione agli inizi degli anni 2000, assieme a Città, Province e Regioni nell’art.14: si tratterebbe di un nuovo ente a metà tra città e provincia, una fusione delle due per dirla in soldoni. Esempio: il Comune di Milano e tutta la sua provincia nell’ottica delle Città Metrpolitane diverrebbero un solo grande ente con un sindaco metropolitano eccetera eccetera eccetera.

Quali sarebbero i pro delle città metropolitane? Sicuramente ci permetterebbero di risparmiare un sacco di soldi. Il taglio delle Provincie, di cui oramai si parla quasi quanto del cambio della legge elettorale, è provvedimento necessario per eliminare un organo che ha fatto il suo dovere nel passato ma che non si rivela più in grado di rispondere alle sfide e alle necessità del territorio. Se prima il loro lavoro di raccordo e organizzazione (là dove ha funzionato eh) poteva essere necessario per l’armonizzazione delle risorse, ora si tratta solo di un istituto in più che davvero non ha necessità di esistere. Con la nascita delle città metropolitane e con il loro apparato burocratico nuovo saremmo in grado di avere un coordinamento nella gestione delle risorse e dei servizi essenziali in territori che spesso sono tra loro uniti già di fatto. I piccoli comuni satellite delle grandi città italiane sono da sempre attaccati come piccole Remore e nonostante siano autonome vivono di fatto di quella che è la vita del centro: dall’istruzione alla sanità, per non parlare dei posti di lavoro, le grandi città sono il cuore pulsante e decentrato di numerosissimi comuni che non possono disporre di tali risorse in maniera individuale perché impensabile e poco efficiente sotto tutti i punti di vista.

Ma come per tutte le cose buone che si vogliono fare in questo Paese, se ne parla tanto ma non si fa una sega. Contate che per modificare l’articolo 14 della Costituzione per inserire le città Metropolitane si è dovuto attendere una decina di anni di dibattiti. Ora son più di dieci anni che si è lasciato languire il tema, che è tornato alla riscossa nell’ottica della spending review del Governo Monti (Monti WHO?), che le aveva rese con un DL esecutive entro e non oltre l’inizio del 2014, salvo essere tutto mandato a fare a quel servizio dalla Corte Costituzionale che ha dichiarato insufficiente il DL per deliberare in materia Costituzionale. Questo, in breve, l’iter legislativo. Il nuovo capitolo di questa appassionante saga ora lo sta scrivendo il Ministro Derlio con questo nuovo disegno di legge che dovrebbe portare, secondo i suoi piani, alla nascita delle città metropolitane già dal 2014 ma senza un eliminazione vera e propria delle provincie che, sempre secondo Delrio, dovrebbero rimanere con alcune competenze di raccordo nei servizi, avere costo zero e in taluni casi, laddove un terzo dei comuni destinati all’inglobamento nella città metropolitana faccia richiesta di non aderire alla stessa, rimanere in vita con le stesse funzioni che ci sono ora; inoltre, nel disegno di Delrio, anche il ruolo dei capoluoghi è modificato rispetto alle vecchie intenzioni del Governo Monti, rendendoli più importanti nel concerto della città metropolitana.

Quello che mi chiedo io è se sia normale che finiamo sempre a pizze e fichi con tutto quello che vogliamo fare di buono in questo disgraziato Paese. Iniziamo con il Porcellum, nato per sostituire il Mattarellum ma poi degenerato in questa schifezza di legge elettorale che ora. Continuiamo con la legge contro l’omofobio che da un provvedimento necessario in un Paese così arretrato in materia di diritti civili, è diventata una specie di barzelletta che veramente Ivan Scalfarotto adesso te meno io. Sì, perché questo disegno di legge proposto da Delrio fa acqua da tutte le parti. In primis, non sono per niente chiari proprio i termini del passaggio, tutto viene visto come una specie di indicazione ma non c’è rigorosità e pianificazione, non c’è una visione organica che permetta di rendere tutto meno confuso e più lineare. Il mantenimento poi di queste “nuove province” pare veramente un controsenso, quasi come un duplicare i problemi invece che dimezzarli, senza contare poi per la possibilità dei comuni di non entrare nel disegno delle città metropolitane. Insomma, penso sia evidente che è un disegno arronzato che manca proprio di una visione strategica di insieme, che non mira a risolvere un problema, ma che crea solamente confusione e incertezza nei nuovi iter e nelle nuove procedure.

Si tratta però sempre di un disegno di legge, quindi c’è ancora la speranza che in Parlamento venga emendato e perfezionato dai nostri bravi elettahahahahahahahahahahahahahah. Vabbè, regà, speriamo che cade il Governo per tempo per evitare che questo abominio legislativo diventi realtà. Anche se personalmente io mi trovo avvilito dal fatto che in 30 non siamo riusciti a realizzare una legge decente per rendere realtà le Città Metropolitane e rinnovare gli enti locali.

Con questa nota di amarezza io vi lascio, augurandovi sempre di non dimenticare di mettere l’ammorbidente quando fate la lavatrice con le mutandine.

 

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solodallamente

Nella prossima vita voglio rinascere in grado di scrivere biografie accattivanti, per il momento mi limito a confermarvi che sono troppo intelligente per essere anche bello e che nella vita quello che conta davvero è la pizza. Il mio animale guida è Taylor Swift, con la quale condivido la dote di essere odiato da tutti (a ragione).
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