5 cose che impari sui tuoi genitori solo col tempo

Vuoi più bene alla mamma o al papà? Quella domanda sui genitori a cui da piccolo  non sai proprio che cosa rispondere.

Poi arriva l’adolescenza dove gli ormoni e quella voglia di ribellione ti travolgono e tutto si rovina. Non tanto perché smetti di voler loro del bene, ma perché litigare con i genitori diventa il tuo passatempo giornaliero e poi va avanti con quella voglia di indipendenza e di scappare a vivere da solo e studiare fuori. Soprattutto se vieni dal paesello.

Arriva però un’età in cui diciamo che “si diventa maturi”, ma in realtà diventiamo vecchi, in cui tutto più o meno si risolve. In cui forse fai pace con te stesso e quindi anche con loro, insomma esci dall’adolescenza e li riscopri, riscopri il rapporto con loro e ti rendi conto di quali insegnamenti ti hanno lasciato. Il discorso ovviamente non vale per quelli che a quarant’anni girano ancora con canotte fluo e occhiali a specchio, che ancora faticano a fare i conti con la sindrome di Peter Pan.

Quando si parla di famiglia, soprattutto negli ultimi tempi, si cammina in un campo minato. Ognuno ha la propria esperienza, molte meno rosee delle altre. Tante volte però, mettendo per un attimo da parte le proprie pretese e il proprio orgoglio da figli, riusciremmo davvero a vedere nei nostri genitori molto di più di quello che abbiamo sempre visto. Ci mancherebbe molto meno di quello di cui spesso lamentiamo.

Perciò, lasciandomi molto andare alla mia, in fondo fortunata, esperienza personale ecco 5 cose che impari sui tuoi genitori solo col tempo.

I sacrifici

Ogni volta che ci si appresta a scrivere il discorso per gli Oscar o i ringraziamenti della laurea che dopo tanto tempo siamo riusciti finalmente a conseguire, iniziamo con “ringrazio i miei genitori per tutti i sacrifici che hanno fatto per me”. Sapete che c’è? Cazzo se è vero! Perché quanto sareste disposti a mettere in gioco la maggior parte delle vostre energie, del vostro tempo, dei vostri soldi per qualcun altro?

Genitori Gif Baby Boss

Le (inutili) regole

“Alle 23:35 devi essere a casa!” “No mamma, torno a mezzanotte!!!” “Allora torni alle 23:00!”. Insomma, chi non è mai dovuto sottostare alle regole, spesso inutili, dei propri genitori che seguivano la logica di una scimmia urlatrice? Quante volte avreste preferito vivere la vita ribelle, wild & free dei ragazzi di strada del quartiere? E invece no, dal salutare per forza quella vicina che ti sta sui coglioni, al doversi svegliare presto comunque la domenica mattina. Insomma, se ora siamo delle persone realizzate, scrittori di successo su siti come questo, è soprattutto grazie alle (inutili) regole.

Regole Rules Gif

Le preoccupazioni

Leggi sopra. La telefonata già 2 minuti prima dell’orario previsto perché eri uscito col motorino e non si sa mai. Le nottate di tuo padre sul divano perché rientravi tardi. O quella volta che sei rientrato a casa ubriaco marcio, di prima mattina e senza rispondere alle tremila telefonate. Ti saresti meritato una pestata a sangue, ma alla fine dopotutto sei rientrato quindi poteva andare peggio. O delle scelte che deciderai di fare nella vita, sperando che ti porteranno ad essere felice e a stare bene. C’è che alla fine nessuno si preoccuperà per te così come faranno loro e quindi mandatelo un cazzo di WhatsApp (o Telegram) ogni tanto!

Gli addii

Succede a volte che il tuo sogno di “essere indipendente”, di lasciare la provincia si realizza e arriva quel momento in cui vai a vivere fuori. E così inizia la vita da fuori sede, in cui si lotta contro Trenitalia per accaparrarsi i biglietti scontati per rientrare per le feste o dover insegnare ai tuoi genitori come si usa Skype, perché devi potergli chiedere con gli occhi dolci di ricaricarti la PostePay. Ogni volta che torni dai tuoi, ti bastano quelle 12 ore per bramare in cuor tuo (e quindi su tutti i social) di andare di nuovo via. Il problema arriva poi (forse vuol dire che ti sei fatto vecchio) in cui ti ricordi della faccia triste dei tuoi, degli occhi lucidi di tua madre ogni volta che il treno stava per arrivare e la gioia ogni volta di rivederti. In un certo senso gli riempivi la vita e loro la tua.

Addio triste bambino gif

L’amore incondizionato

Perché certo, forse tua mamma ti avrebbe voluto avvocato, un bravissimo pianista e tuo padre astronauta con la passione per il bricolage, ma alla fine anche se tu decidessi di diventare il truccatore di Lady Gaga loro ti ameranno comunque. Certo a volte non è facile neanche per loro scendere a compromessi con le loro aspettative su di te. E diciamocelo, noi a volte non lo rendiamo più facile di quello che è: intanto perché non ci accontentiamo, ma pensiamo facciano sempre meno di quello che dovrebbero. E poi, prima devono imparare a fare i conti col fatto che siamo gay ad esempio, poi gli presentiamo il fidanzato pieno di tatuaggi e poi dopo un mese lo lasciamo per un altro. E prima studiamo una cosa e poi ci trasferiamo in un’altra città per fare altro. E adesso si devono abituare anche alle troppie e insomma, dovremmo darci una calmata ed essere più pazienti anche noi.


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clippermark

Ho 26 anni e sono nato in Abruzzo anche se negli ultimi anni ho iniziato a cambiare città come le mutande. Vado spesso in Germania per cercare di capire come mai mettano l’ananas sulla pizza ma voglio viverci da quando ho scoperto che mi piace. Da ormai 4 anni scrivo ricette sul mio blog "Una cucina per Chiama" ma tutto è iniziato quando da piccolo ho visto in TV Antonella Clerici: io però ho imparato a cucinare.
Dicono di me: "stai sempre in giro", dico di loro: "fatevi i cazzi vostri".
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