L’amante a partita IVA

Ben ritrovati nella rubrica più sgrammatica ed imprecisa del web. Un’accozzaglia di indecifrate emozioni che ogni giovedì mattina convogliano qui sulle pagine del Signor Ponza in maniera del tutto inaspettata. Anche, e sottolineerei soprattutto, per il sottoscritto. Sì perché se voi foste a conoscenza del backstage di questo blog vi rendereste conto di quanto lavoro c’è. A qualsiasi ora del giorno e della notte. Ma ciancio alle bande: passiamo all’argomento scottante di questa settimana. Per gli eventuali reclami, o imprecisioni che chiunque di voi possa trovare qua e la in questo post, vi prego di segnalare tutto a [email protected] Grazie

L’Amante a partita IVA

Che ve lo dico a fare? Il dramma è sempre dietro l’angolo. E a quanto pare gli angoli che bazzico sono pieni di drammi che Annamaria Franzoni non sa minimamente che pesci prendere il sabato sera. Ma andiamo per ordine, altrimenti sono già confusa che ciao!

iva

Novembre 2012 Tutto ha inizio il pomeriggio freddo e buio di novembre. Con un banalissimo scambio di messaggi su Kik. In realtà io ed #IlRagazzoColSuv fino ad allora avevamo scambiato dei timidi like su Instagram. Like che diventavano sempre di più. Al limite di una gara priva di senso passavamo le nostre giornate tra doppio tocco e refresh per non perdere mai una frazione di secondo. Quello che però mi era chiaro era la presenza di un ragazzo. Ovvero leggasi come il suo fidanzato. E fin qui tutto ok. Ma quel pomeriggio abbiamo iniziato una vaga e inutile conversazione, sul chi sei, cosa fai e perché sei qui. Il tempo però è tiranno. Oltre che super veloce.

[…]

Agosto 2013 Nuova chattata. Questa volta abbiamo parlato di vacanze. Anche in questa occasione dove vai, con chi e perché. La banalità assoluta. Ci siamo raccontati quello che avremmo fatto. E ci siamo lamentati a dismisura per i nostri lavori. Dettagli, poco interessanti. Anche se al termine di questa conversazione ci siamo scambiati l’account faccialibro. Un dettaglio mica da poco ad essere sinceri. Ma io in quel momento non gli avevo dato molta importanza. #IlRagazzoColSuv non era né invadente né tanto meno ambiguo. Conversavamo del più e del meno come due sedicenni.

Una settimana dopo nuova conversazione mica da poco. Lui al lavoro bloccato in un malefico doppio turno, io al limite di una crisi epilettica al lavoro per i nervi. Qui, per la prima volta la stalker che in me si palesa gratuitamente: “Ma sei fidanzato?” come a dire: tutte queste inutili conversazioni a cosa dovrebbero portarci? E lui, sì, perché, ti da fastidio? Ecco proprio in questo momento avrei dovuto capire i suoi obiettivi. Con questa risposta avrei dovuto aver chiaro in testa di che stavamo a parlà. #EINVECE. Io, as usual, ho volutamente soprasseduto. Ho volutamente lasciato stare, perché in fondo il gioco iniziava a piacermi. “Sì ho visto una foto su Facebook. Non avevo capito che eri fidanzato!”. Come a voler sottolineare QUINDI? CHE DOBBIAMO FARE?

Da quel momento abbiamo provato a rivederci in più di un’occasione. Ma i giorni che sceglievamo infine, per un motivo o per l’altro, non andavano mai bene. Addirittura volevamo organizzarci per vederci in terre natie e neutrali (essendo entrambi made in Abruzzo), ma per colpa di mia madre o dei suoi amici anche lì l’incontro non c’è mai stato. Fino ad aprile.

Aprile 2014. Per vari e reciproci impegni ci siamo ritrovati entrambi in quel di Pescara. Talmente vicini che sarebbe stato un peccato non vedersi. Così, assecondata la prima serata, ci siamo bevuti una cosa insieme nella seconda. In tutto il tempo previsto in realtà abbiamo sì e no scambiato quattro parole, perché lui continuava ad alzarsi per andare a salutare amici che non rivedeva da moltissimo tempo. Come dire, la mia solita fortuna. Ovviamente anche io ho fatto incontri vari. Per cui dopo circa un’ora non ci eravamo detti niente di più di un ciao come stai. Appurato che non era sufficiente ci siamo dati appuntamento da me, perché dovevo riportare a casa le mie amiche.

Bene, la seconda parte del nostro appuntamento in realtà non è stata niente di che. Delusion. Abbiamo parlato e ci siamo aperti l’uno con l’altro in maniera molto sincera. La situazione non è trascesa come vi potreste aspettare da me, anzi. Lui un po’ oppresso dalla sua relazione, ed io invece stanco di correre dietro alla qualunque senza alcun obiettivo solido su cui dormire sonni tranquilli. Alle tre abbiamo deciso di comune accordo che potevamo andarcene a casa, anche se ecco, io sarei rimasto ancora un po’. Ma lui, il giorno seguente, sarebbe ripartito per Roma. Perchè AllTheWayLeadToRome.

Nei giorni successivi in realtà è successo tutto. Abbiamo riso e ci siamo avvicinati ed anche altro. Ma come sapete, come consuetudine vuole, per le persone comuni le cose si svolgono in maniera impeccabile e sempre con il vento in poppa. Per me no. Anzi, per me solo drammi a non finire. E il dramma, di li a poco si è palesato. E con esso una marea di inaspettate conseguenze devastanti. Di cui ovviamente vi renderò conto in uno dei prossimi appuntamenti di questa avvincente rubrica. 😉

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Annabelle Bronstein

È davvero poco interessante sapere chi sono veramente. Mi sono laureato e subito dopo mi sono trasferito a Roma. Alla ricerca dell’amore. Quello con la A maiuscola, che ti fa battere il cuore e ti stende senza parole. Ma la ricerca, purtroppo, tutt’ora continua e io ho deciso, qualche tempo fa, di condividere con il web le mie avventure. E così è stato! Amante della musica pop, del cinema e del teatro, e col sogno nel cassetto di diventare una star a 360°, per ora non supero i 90! E mi diletto sulle pagine de Il Pisello Odoroso a farne di ben donde. Definito dai più come una puttan blogger, a me piace poco definirmi, e farne di più di ogni!
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