La Fabry ti fa bella s01e01 – Etero si nasce. Lady Gaga si diventa

La Fabry Ti Fa Bella

Mi sento un po’ emozionato a sbarcare su queste pagine con una nuova rubrica, ma ci tengo a precisare che non raddoppierete le dosi di Fabry settimanali perché con questi speciali andremo in onda una volta al mese. Ma come siamo giunti fino a questo punto? Come ha fatto il mio delirio di onnipotenza a spingersi fino a qua? Devo ammettere che non è tutta farina del mio sacco, anzi. L’amico @solodallamente ci ha messo del suo. Mentre un giorno mi tirava addosso delle menate che mollatemi e io lo insultavo come fosse una boliviana qualunque, mi suggerisce che la mia saccenza ha varcato la soglia dell’accettabile: “Fanne una rubrica, hai talento a dire alla gente come dovrebbe essere!”. Rimango estasiato da questa rivelazione: io e la mia superbia decidiamo quindi di proporre la cosa al Signor Ponza, che accetta di buon grado tutto quello che gli dico perché proprio non se la sente di ascoltare le mie lamentele (Leggi: io che esco urlando da casa sua minacciando di scrivere per Vice). Quindi siamo qua, con la presunzione di andare a dire alla gente come deve comportarsi e l’arroganza di criticare tutto e tutti. Niente di nuovo insomma, ma basta questi preamboli che sono PIENA ed entriamo nel vivo.

La lettera che è arrivata in redazione, la prima richiesta di aiuto che abbiamo ricevuto parla di froci, nemmeno a farlo apposta. Egidio dammi il collegamento con l’Isola per favore:

Caro Fabry,
sei dimagrito e lo dico con cognizione di causa perché ti vedo in treno molto spesso. La mia richiesta è molto semplice: sono un ragazzo di ventuno anni che si è scoperto gay da poco e vorrei avvicinarmi di più a questo mondo, vorrei cambiare un po’ la mia personalità per trovarmi più a mio agio. Hai qualche consiglio da darmi? Mi piacerebbe far capire agli altri che sono gay ora, perché nessuno mi fila e non sono capace di esplicitare bene la mia sessualità. So che non esiterai a rispondermi, un bacio.
Fabio

Diciamo subito che stereotipo è l’anagramma del mio nome, e che tratto ogni argomento con superficialità perché esigo ridere. Ridere fa benissimo allo spirito, dovreste provarci qualche volta. Ma com’è che la gente ora mi riconosce anche sui mezzi pubblici, sopra i quali per altro passo la maggior parte della mia vita? Esigo un invito alle sfilate della moda, un’ospitata dalla Parodi o quantomeno assistere ai casting di qualche film porno. Ma vediamo se quindi ho capito la questione: vuoi sbandierare al mondo che sei gay? Amore, sei nel posto giusto!

Gridare al mondo la propria omosessualità è complicato, se non sei come me. Credo che già capire in età adulta di essere gay sia abbastanza traumatico, e io questi traumi per fortuna non li ho vissuti. Non dico che alle elementari fossi attivista dei diritti LGBT, ma ci sono persone che decidono di smettere di avere a che fare con la vagina appena ne escono. E pensa che io sono nato con parto cesareo, quindi. Fare luce sui propri gusti e accettarsi deve essere un processo doloroso e mi spiace molto per i ragazzi e le ragazze che soffrano per questo, almeno io me lo sono risparmiato perché era chiara a tutti quale fosse la mia strada dal momento che per Natale chiedevo sempre la casa della Barbie. Mai avuta, tra l’altro. Ma tu Fabio non hai avuto questa fortuna, tu fino a ieri snocciolavi clitoridi come fosse una cosa normale. Non mi fraintendete, va benissimo avere a che fare con i clitoridi. Io ho molti amici clitoridi, quello che intendo è che basta con le menate cosmiche: sei gay e lo devi urlare al mondo.

Dobbiamo inquadrare un attimo la situazione generale però, perché devi sapere che ci sono ruoli ben precisi in questo mondo. Alcuni di noi voi sono attivi, generalmente sono gli individui dominanti della coppia, quelli autoritari che magari si vestono in pelle e mettono i pantaloni con le chiappe al vento. Quelli che sanno sempre cosa fare quando lo spinterogeno (???) dell’auto si rompe in tangenziale. Sei attivo se le tue sopracciglia non sono deturpate che sembrano un’opera concettuale di Pablo Picasso. Se sei passivo invece hai le sopracciglia a forma di pinzetta e la cosa più maschile che sai fare è portare la macchina dal meccanico solo perché egli, buono come il pane, ti si presenta sempre in canottiera e tu al richiamo del tamarro non sai proprio resistere. Ci sono le eccezioni ovviamente, ma diffida da quelli che ti dicono “Sono solo attivo” mentre cercano il correttore in borsa. Sui versatili non mi esprimo che non voglio querele. Ma chi non ha bisogno del biglietto da visita? Le pazze!

Se tu vuoi rendere inequivocabilmente noto al genere umano che suoni il flauto, devi prendere la seconda via che ti ho appena descritto. Ma a proposito, le zucchine hai già cominciato a mangiarle? Guarda, fallo quanto prima anche per una questione di salute: fare sesso rilascia speciali endorfine che aiutano il corpo con la diuresi, pisciare fa sgonfiare una cifra, e quando non sei gonfia qualcuno ti dirà che sei dimagrita. Ergo il pene fa dimagrire. Potrebbe sembrare un’affermazione non vera guardando il sottoscritto che non è carente né di pene né di kg, ma come ho detto poco fa ci sono sempre le eccezioni. Chiarito anche questo punto che Michele Mirabella levati la giacca e fammela calpestare, you need excess.

L’abbigliamento prima di tutto, ma lo sapete che per questo io mi devo avvalere del mio amico Etan. E anche in questa occasione ci delizia con un outfit per la passiva che non deve fare mai coming out, che provvedo ASAP a commentare per voi:

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Le losanghe sono gay, lo sanno anche i muri, e trovano la massima espressione abbinate alla pelle: indossa la giacca alla numero uno per sentirti una stupenda ragazza che cammina per le vie di Berlino traboccanti di biondini muscolosi con la passione per il pissing. Sciarpina rosso mestruo, quello che tu non avrai mai, alla due che te la puoi sistemare in metropolitana mentre un giovane padre sulla quarantina si sistema il pacco ammiccando verso di te. Raccogli la bava che alla numero tre qualcosa di serio: la maglietta simbolo della campagna contro l’omofobia della Stonewall, che invito tutti a diffondere ma non più dei miei post. Adoro i pantaloncini color salmone affumicato LAX NAJAD dell’Ikea che troviamo alla numero quattro che onestamente cosa ne puoi dire? Cinque come le dita della mano e come queste stupende Adidas featuring Topolino, un po’ per tornare bambini e ricordare i tempi in cui giocavamo con i Miny Pony, un po’ perché ci piace farci pestare dai Nazi di Piazzale Lotto. Ognuno ha le sue manie, e noi non siamo nessuno per criticare, ma la numero sei non si affronta facilmente: Lady Gaga. Cosa vogliamo dire di lei, a parte che ora che sta morendo conviene vendere tutto su e-bay appena Studio Aperto ne darà il triste annuncio? Scherzi a parte, vogliamo tanto bene a Lady Gaga che ci ha anche fatto una canzone sul nascere gay. Del resto doveva venire a dircelo lei che non siamo nati sbagliati. Sette come il numero dei fan di Glee che ormai seguono le peripezie di questi giovani froci che cantano canzoni di Rihanna dalla mattina alla sera e che si fanno schiacciare da quelli della squadra di Football ragazzi che donano il proprio talento alla massa. Numero otto per la cover dell’anno, per essere sempre al passo coi tempi mentre starai messaggiando con il tuo amante egiziano che sta finendo il turno in pizzeria.

Insomma, mi pare che come ti devi vestire te l’ho detto. Io dico che ce l’hai fatta se vai in giro conciato così senza farti prendere a parole da chiunque, me compreso. Ma siamo al momento della riflessione finale, Maria abbassa le luci, chiama i postini e i bambini che giocano con le palle di sapone. Perché dovresti voler gridare al mondo a tutti i costi che sei gay? Vai bene così, credimi. Sarà già difficile dire alla tua famiglia che no, non porterai all’altare nessuna futura cornuta  perché alla patata preferisci il cetriolo. Un conto è prenderci un po’ per il culo, un conto è fare le cose seriamente, quindi ci sta che ridiamo un po’ dei casi più eclatanti che troviamo in giro ma in fin dei conti FOTTESEGA di tutti, e che ognuno facesse quello che meglio crede nella sua vita. Ricordati sempre e comunque, che qualsiasi cosa farai ci sarà sempre un elettore di Giorgia Meloni che si dimostrerà nella sua interezza di idiota con diritto di voto. Sono loro che devono cambiare, non noi.

Ma poi Fabio, tutta questa menata quando dovresti solo dire: ascolto Madonna.

E quindi siamo giunti al termine del pilot di questa serie, quanto adoro credere veramente di essere in un telefilm, e se vi è piaciuto quello che ho detto o se volete esprimere il vostro totale dissenso attendo con ansia le vostre mail a [email protected] come aspetto ogni mattina che il poliziotto della stazione di Sesto San Giovanni mi perquisisca. Ringrazio infine il mio amico Dave che mi ha prestato il suo talento anche questa volta per la creazione del logo ufficiale. Correte a visitare la sua pagina e fate diventare ricco Dave, grazie.

Oscar Wilde – “Be yourself, everyone else is already taken.”

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Fabry

Livelli di egocentrismo da denuncia penale. Sto zitto solo quando dormo e ascolto solo quando si parla di me.
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