La famiglia Bélier

È un periodo di magra per le uscite cinematografiche. La scorsa settimana è stato davvero difficile scegliere che cosa andare a vedere al cinema, tant’è che fino all’ultimo ero tentato di preferire il divano a qualsiasi film attualmente in sala. Alla fine la scelta è ricaduta su La famiglia Bélier, su cui avevo sentito alcuni pareri positivi.

Stupido io che continuo ad andare al cinema a vedere film francesi.

La famiglia di cui racconta questo film è composta da due genitori sordi, Gigi e Rodolphe, che vivono nella campagna bretone insieme ai loro due figli: il più piccolo, Quentin, è anch’egli sordo, mentre la più grande, Paula, è una ragazza di sedici anni che aiuta la famiglia nella fattoria e anche nel tradurre per loro attraverso la lingua dei segni. Tutta la trama è incentrata sugli sforzi di Paula di mettere assieme la sua “difficile” vita familiare, quella a scuola e la passione per il canto. Quest’ultima la porterà a conoscere Gabriel, un compagno di scuola che si farebbe di brutto le piace molto e che ha la faccia di uno che, crescendo, diventerà rugbista e finirà in copertina sul calendario Dieux Du Stade.

Credo che l’idea del regista fosse quella di raccontare in modo abbastanza irriverente la vita di una famiglia non esattamente “normale” e non parlo del fatto che tre quarti dei componenti sia sorda. Il risultato tuttavia risente inevitabilmente della presenza di questa disfunzione e finisce per sembrare una caricatura delle persone sorde. Non mi stupisce che le associazioni che rappresentano le persone affette da sordità abbiano aspramente criticato il film.

Detto questo, si tratta pur sempre di una commedia, per cui va anche presa per quello che è. I momenti divertenti non mancano, anche se hey, è pur sempre un film francese, quindi anche la comicità è quella che è. La famiglia Bélier serve inoltre a ricordarci come la musica d’oltralpe non sia esattamente la migliore mai sentita.

Devo invece fare i miei complimenti all’attrice che interpreta Paula, Louane Emera, che è stata scoperta grazie all’edizione francese di The Voice; tra i giovani alunni della scuola molti CBCR che speriamo di ritrovare in altri film tra qualche anno. Magari da vedere a casa invece che spendere soldi per il cinema francese.

Livello di SHAZAMMABILITÀ: medio-basso. Durante tutta la durata del film sentiamo ben tre canzoni francesi di cui forse una e mezzo si salva.

Livello di BONAGGINE DEL CAST: basso. Ma c’è del potenziale.

Quanto dura / quanto sarebbe dovuto durare: 105 / 90 minuti. Le commedie non dovrebbero mai andare oltre i 90.

Mi devo fermare dopo i titoli di coda per vedere la SCENA NASCOSTA o posso andare direttamente a casa? A casa subito.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 2 Anna Praderio su cinque. Film da vedere a casa la domenica pomeriggio. Al massimo.

2 Anne Praderio

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