La Padania non esiste e soprattutto non potrà mai esistere. Vi spiego il perché.

Negli ultimi giorni si è parlato tanto di Padania, anche perché è senza dubbio uno dei temi prioritari in questo momento di crisi.

La Lega Nord, con alcuni distinguo al suo interno, ci crede ancora alla storia della secessione. Tanto che Bossi è arrivato a paventare l’ipotesi di un referendum per l’autodeterminazione del popolo padano. Che è un po’ come chiedere il referendum per l’autodeterminazione del popolo di Narnia.

In questo post tralascio volutamente le considerazioni semi-serie che mi portano a essere convinto che questo ipotetico referendum sarebbe un flop clamoroso per la Lega, anche perché l’idea stessa della Padania è un cavallo di battaglia politico che difficilmente, e loro stessi lo sanno, potrà trasformarsi in realtà.

Vorrei tuttavia porre l’attenzione su un aspetto che probabilmente molti Italiani, specialmente coloro che si dichiarano favorevoli alla secessione, hanno fino ad ora trascurato. Qual è la cosa che sta più a cuore del popolo italiano? “La gnocca”, direbbe Berlusconi. E invece no: è il calcio. Che cosa succederebbe, da un punto di vista calcistico, se fosse effettivamente creato lo stato della Padania? Ho cercato di fare uno sforzo di immaginazione e sono tornato al 2006, quando abbiamo vinto il mondiale e ce la siamo menata per quattro anni. E se la Padania fosse già esistita? Ecco come si sarebbe modificata la formazione che è scesa in campo e che ci ha permesso di vincere contro l’odiata Francia, in base alla nazionalità padana o meno dei calciatori.

  1. Buffon
  2. Zambrotta
  3. Cannavaro
  4. Materazzi
  5. Grosso
  6. Gattuso
  7. Pirlo
  8. Camoranesi
  9. Perrotta
  10. Totti
  11. Toni
Italiani, siete pronti a rinunciare a tutto questo? Rifletteteci.
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