La possibilità di scegliere

L’altra sera ho acquistato il mio primo biglietto per viaggiare da Milano a Roma con Italo. Non so come andrà il viaggio, se il treno sarà puntuale, se i sedili saranno comodi (ho richiesto l’opzione spazio “extra”, mentre ho evitato la carrozza cinema), se il wifi funzionerà o se passerò tutto il tempo imprecando contro la connessione 3G del mio telefono per cercare di accedere a internet. Non lo so, ve lo saprò dire al mio ritorno. Quello che però mi piace già a priori è l’avere possibilità di scelta, di confrontare tariffe e orari alla ricerca del viaggio più conveniente e comodo per le mie esigenze.

Questa è già una piccola vittoria.

E mentre io prenotavo i miei biglietti del treno, a Roma c’era un altro treno che deragliava. Quello del Partito Democratico. Un partito allo sbando, senza (mai aver avuto) una direzione chiara, pieno di mezze decisioni (ben diverse dal concetto di “sintesi” e di “compromesso”), senza leader in grado di portare alla vittoria il centro-sinistra alle prossime elezioni. Pierluigi Bersani, pur essendo sicuramente una brava persona, non possiede nemmeno un centesimo del carisma necessario. E se l’alternativa è Matteo Renzi, uno che è ancor più vecchio dentro (politicamente e non) dello stesso Bersani, allora è meglio se ci andiamo a rottamare tutti.

Se guardiamo ai contenuti le cose, purtroppo, non migliorano. Durante l’Assemblea del PD di sabato hanno fatto un pasticciaccio sul tema dei diritti delle coppie omosessuali e delle primarie per scegliere il candidato premier che metà basta. Un autogol tale da permettere ieri a Grillo e Di Pietro di proporsi come nuovi paladini dei diritti LGBT. Ormai, il PD ha abbandonato la definizione di “partito di centro-sinistra” per diventare ormai definitivamente un “partito di centro”. Così facendo ha anche perso, in maniera definitiva, il mio eventuale voto. E ha ragione Ignazio Marino quando dice che su certi temi il Partito Democratico è più arretrato di Gianfranco Fini.

Quello che più mi getta nello sconforto, tuttavia, non è il lento affondare del Partito Democratico, quanto piuttosto la totale assenza di alternative valide che impediscano a Berlusconi o Grillo (un Berlusconi 2.0) di fare man bassa di preferenze alle prossime elezioni.

E’ la sostanziale mancanza di possibilità di scelta, quello che veramente mi preoccupa.

E questa è una grande sconfitta.

Commenti via Facebook
Signor Ponza
Seguimi

Signor Ponza

Founder & Editor at Signor Ponza Blog
Sono bravo in molte cose, tra queste non c'è "scrivere bio".
Signor Ponza
Seguimi
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: