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Il blog del Signor Ponza

La prima settimana

Dopo la prima settimana (anzi no, anche meno visto che ho cominciato martedì), sto già iniziando a pensare di fare un dottorato o un master, pur di tornare al più presto studente. Poi non vi dico la mattina che tristezza, appena uscito dalla metropolitana, vedere tutti i ragazzi che vanno a destra verso la Cattolica e io che giro a sinistra per andare in ufficio. Farei volentieri a cambio.

Comunque, per riassumere schematicamente i miei primi giorni di stage in pochi punti:

  • sto imparando a fare le cose nel doppio del tempo che normalmente impiegherei per farle, per non rimanere con le mani in mano;
  • ho scoperto la discriminazione al contrario per chi non beve caffè e non fuma: in pratica io non ho scuse per fare pause continue dal lavoro, se non quella di fingere di essere incontinente;
  • non sono più abituato a mangiare in mezz’ora. Ho bisogno dei miei tempi o in alternativa di mangiare la metà di quel che mangio normalmente;
  • a volte in ufficio si passano le mezze giornate a parlare di macchine e di figa.  Non ci siamo capiti;
  • inizio a capire il significato del venerdì.
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Comments (47):

  1. Kiko

    6 marzo 2010 at 14:32

    Trovo stupendi i punti 2 e 4!

    Rispondi
  2. Kiko

    6 marzo 2010 at 14:33

    Comunque, in Italia almeno, ti sconsiglio di lasciare qualcosa simile a un lavoro per un dottorato! Magari avrai pure tanta passione e senso di sacrificio, ma proprio in Italia e in particolare con certi personaggi italiani accademici… mi fermo qui, va!

    Rispondi
    • Signor Ponza

      7 marzo 2010 at 10:35

      Infatti era più una battuta, in realtà la voglia di fare un dottorato al momento è tendente a zero. 🙂

      Rispondi
  3. palbi

    6 marzo 2010 at 16:10

    se ti avessi a tiro, ti mollerei un coppino per questo post.
    Deal with it, a meno di clamorose e inaspettate botte di culo per i prossimi 40 anni, meta’ del tuo tempo (togliendo le ore di sonno) lo passerai a lavorare.
    E visto che come la metti la metti cmq ti tocca, ci sono solo 2 criteri validi per cui sceglierti un lavoro: uno e’ se ti piace, l’altro se ti ricoprono di soldi.
    Personalmente li trovo entrambi criteri degni anche se c’e’ chi propende piu’ per l’uno o piu’ per l’altro.
    Mo’ e’ solo lo stage e posso pure capire ma quando dovrai scegliere il lavoro vero non fare l’errore di prendere quello che ti capita. Che tanto sei intelligente e puoi fare quello che ti pare, te capit?

    Rispondi
    • Signor Ponza

      7 marzo 2010 at 10:38

      Grazie per avermi dato dell’intelligente! 😀 In effetti al momento lo stage che sto facendo è obbligatorio, altrimenti non mi laureo. Poi, dopo la laurea, spero di avere una posizione di partenza diversa rispetto alla ricerca di un lavoro.

      Rispondi
  4. Val3ri0

    6 marzo 2010 at 16:17

    ti capisco ti capisco! ormai sono due anni che lavoro in consulenza..e quello che dici è la stragrande normalità. aggiungerei:

    – il weekend lo passi a dormire ed è sempre troppo corto

    😉

    Rispondi
    • Signor Ponza

      7 marzo 2010 at 10:40

      Me ne sono appena reso conto. Tra l’altro avrei un sacco di cose da fare, ma non ho idea di quando le farò. Eh, benvenuto nel mondo Signor Ponza!

      Rispondi
  5. tony soprano

    6 marzo 2010 at 16:36

    Sì, la vita fa schifo.

    ps: io sono fortunato perchè sono realmente incontinente

    Rispondi
    • Signor Ponza

      7 marzo 2010 at 10:41

      E dimmi Gianlu, come si fa a diventare incontinenti? Lo voglio diventare pure io! 🙂

      Rispondi
  6. Ester

    6 marzo 2010 at 18:30

    Che brutta vita… 🙁
    Ok, allora dovrei farmi bocciare un po’ di volte per rimandare queste sciagure? 😀

    Rispondi
  7. Luca

    6 marzo 2010 at 18:30

    E lo stage ovviamente non è retribuito?
    Da quello che è ancora nei panni dello studente potrei sollevare una protesta, ma d’altronde l’erba del vicino è sempre più verde.
    Per fortuna è solo una prova, no?

    Rispondi
    • Signor Ponza

      7 marzo 2010 at 10:44

      Sì, ovviamente non è retribuito ed è un periodo di tre mesi di “prova” che devo fare per forza per laurearmi.

      Rispondi
  8. dublina

    6 marzo 2010 at 19:08

    No dai non dire così!
    Mi fai venire la tristezza… tutti dobbiamo passarci per sto stage del cavolo!
    Io mi immagino le scene da film americano… i grandi sogni delle proposte di stage della l’ Oréal..
    Così le hai uccise tutte!

    Rispondi
    • Signor Ponza

      7 marzo 2010 at 10:45

      Meglio partire con aspettative basse e rivederle al rialzo, fidati. 😉

      Rispondi
  9. b.

    6 marzo 2010 at 21:53

    ah come ti capisco!
    Il punto 1, 2 e 5 li appoggio in pieno, anche se ora che ho un lavoro “vero” e non sono più stagista (anche se tutto sommato le condizioni generali non sono cambiate di molto) ho un po’ meno tempo libero grazie soprattutto ai clienti che mi chiamano settecento volte per prendere una decisione. Per fortuna ho una pausa pranzo lunga, almeno me la posso godere, ma il weekend è sempre troppo corto e l’ombra del lunedì sempre troppo vicina.

    Almeno non hai citato il capo che ti tratta come uno zerbino, e ti fa pure la morale su quanto tu sia fortunato a lavorare per lui e come sia semplicemente ridicolo pretedere di essere pagato in modo decente. Per fortuna questo capo non ce l’ho più nemmeno io..

    Rispondi
    • Signor Ponza

      7 marzo 2010 at 10:47

      Per ora del capo non mi posso lamentare. Però non vorrei parlare troppo presto.

      Rispondi
  10. suibhne

    7 marzo 2010 at 13:25

    questo ti dimostra che non si può non bere caffè…

    Rispondi
    • Signor Ponza

      7 marzo 2010 at 18:42

      E’ più forte di me, proprio non riesco a farmelo piacere.

      Rispondi
  11. chechimadrid

    7 marzo 2010 at 14:02

    questo è solo l’inizio, caro signor ponza! quando ti faranno un contratto di lavoro vero, allora sì che “so cazzi amari”, come direbbe mia nonna!!!

    Rispondi
    • Signor Ponza

      7 marzo 2010 at 18:44

      Ma almeno mi pagheranno! Cioè lavorerei con uno scopo, i soldi, che sono anche lo scopo principale della mia vita. 😀

      Rispondi
  12. Sara

    7 marzo 2010 at 15:15

    Come ti capisco..tutti a fare la “pausa – speriamo vi venga un tumore grosso come un pompelmo geneticamente modificato – cicchino” e tu lì da solo costretto a decidere se morire di passivo o continuare la manovalanza..che ingrato destino!
    Io fossi in te mi darei alla caffeina..per altro non so come tu faccia a vivere senza!

    Rispondi
    • Signor Ponza

      7 marzo 2010 at 18:46

      In realtà è possibile vivere senza caffeina. Senza pause un po’ meno, però devo escogitare qualcosa di alternativo a questo punto.

      Rispondi
  13. Laura

    7 marzo 2010 at 16:36

    Anche io non fumo né bevo troppi caffé, però ho trovato il modo per fare pause: tè à manetta. A fine giornata sono un po’ elettrica però almeno faccio un po’ di pause durante il lavoro….

    PS sei fortunato a non passare le tue giornate a fare fotocopie….

    Rispondi
    • Signor Ponza

      7 marzo 2010 at 18:47

      Mi sa che mi butterò anch’io sul tè, almeno fino a che farà così freddo. Comunque a volte rimpiango di non avere anche qualche fotocopia da fare… Riempirei i tempi morti.

      Rispondi
  14. upclose

    7 marzo 2010 at 16:38

    ahahaha quella del caffè e sigaretta che ti autorizzano a fare tremila pause è verissima! (fortuna che a me va bene)

    Rispondi
    • Signor Ponza

      7 marzo 2010 at 18:48

      Eh ma non vale. Cioè voglio un equivalente per non fumatori/non bevitori di caffè. 😀

      Rispondi
  15. findarto

    7 marzo 2010 at 17:14

    ma io infatti l’ho sempre detto che la vita dello studente è una pacchia (certo i miei non sono così felici di mantenermi ancora ma vabeh…)

    Rispondi
    • Signor Ponza

      7 marzo 2010 at 18:49

      Sì, ma sono d’accordo. Il problema è che non posso permetterla ancora tanto a lungo, ahimè. 🙂

      Rispondi
  16. Ester

    7 marzo 2010 at 18:23

    * L’ultimo commento era riferito alla tua replica, non so perché me l’ha piazzato lì! ^_^

    Rispondi
    • Signor Ponza

      7 marzo 2010 at 18:52

      Non ti preoccupare, l’avevo intuito. 😉 non sottovalutare le mie capacità! XD

      Rispondi
      • Ester

        8 marzo 2010 at 17:46

        Aaaaaah, ma NO che non ti sottovaluto! 🙂
        Era per pignoleria mia! (o “per eccesso di zelo”, come dicono le mie prof)

        Rispondi
  17. Lor

    7 marzo 2010 at 19:21

    Non so se ricordi un mio vecchio post che parlava proprio della pausa caffé (http://lord79.splinder.com/?from=30) comunque bando alle ciance; io lavoro ormai da… 4 anni (mi pare) e ho capito che sono l’unico che si fa problemi anche per alzarsi a fare pipì. I primi tempi credevo di sottrarre tempo al lavoro con le mie inutili funzioni corporali e quindi facevo pipì tipo… due volte al giorno e me la tenevo fino a che non scoppiavo non sto scherzando. Adesso ho capito che tanto ognuno fa come cazzo gli pare e che impegnarsi troppo sul lavoro è proprio uno spreco, perché bisogna impegnarsi il giusto; né troppo e né troppo poco… è solo lavoro suvvia! Quindi ho deciso che dirò al mio capo che a luglio non ci sono santi che tengono, io me ne vado in vacanza due settimane e se non gli sta bene gli lascio le dimissioni sul tavolo.

    Rispondi
    • Signor Ponza

      8 marzo 2010 at 18:11

      Fai bene! Io però aspetto di avere un contratto prima di fare così, che per altro penso sia il comportamento giusto da tenere.

      Rispondi
  18. Giulio GMDB©

    7 marzo 2010 at 21:47

    Si vede che sei un pivello… 😉
    Intanto facile dire che stai imparando a fare le cose nel doppio del tempo che ci metteresti normalmente: non si può pensare di correre al massimo per tutta la vita lavorativa, soprattutto se il lavoro che fai diventa ripetitivo, monotono, insulso, malpagato e magari senza far carriera… E questo senza voler essere un fancazzista.
    Dopotutto si lavora per vivere e non il contrario 🙂

    Rispondi
    • Signor Ponza

      8 marzo 2010 at 18:12

      Eh ma appunto io sono ancora un pivellino e come tale mi trattano! 😉

      Rispondi
  19. Jah

    7 marzo 2010 at 22:38

    Ho letto il punto 1 slegato dal contesto. Non ti dico a cosa avevo pensato, mi vergogno di me stesso.

    Rispondi
    • Signor Ponza

      8 marzo 2010 at 18:13

      Ora voglio sapere a cosa hai pensato. Anche privatamente. XD

      Rispondi
  20. Guady

    8 marzo 2010 at 16:36

    oddio che tenero ghghghghgh il primo lavoro….. aaaah!
    Cmq, ti capisco per la storia della pausa sigaretta/caffè. Io faccio pausa merenda! Oppure quando il capo non c’è PausaChicchere!!!
    Faccio compagnia a chi beve il caffè! ^^

    Madò, mi hai fatto troppo sorridere! Grazie. Oggi mi ci voleva proprio! ^^

    Rispondi
    • Signor Ponza

      8 marzo 2010 at 18:15

      Sono felice di averti rubato un sorriso! E ho capito che pure io la dovrò buttare sulle chiacchiere.

      Rispondi
  21. Ransie

    9 marzo 2010 at 11:07

    Il lavoro d’ufficio è un po’ così ed è ovvio che faresti di tutto pur di scappare da quelle mura ricolme di impiegatucoli e fotocopiatrici.
    Tra qualche mese dovretsi adeguarti, se resisiti.
    Resisterai perché l’onda della quotidiana attesa dell’arrivo del weekend ti trascinerà di settimana in settimana. E sarà passato un anno quando per la prima volta guarderai indietro.
    Sei ancora all’inizio, attendi.
    Oggi è solo martedì.

    Rispondi
  22. commodus

    9 marzo 2010 at 11:55

    Il punto 4 è terriBBBile!! Se si aggiunge il calcio sarai un uomo morto :)))

    Rispondi
    • Signor Ponza

      9 marzo 2010 at 21:55

      Eheh, ma a me parlare di calcio tutto sommato piace e posso dire la mia. Purtroppo non è uno degli argomenti contemplati. 🙁

      Rispondi
  23. La Vyrtuosa

    1 ottobre 2010 at 15:59

    Pensa che io non fumo e non bevo più caffè né alcolici. Per gli altri sono “la diversa”.
    😉

    Rispondi

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