La proposta di far votare gli Erasmus era pura propaganda elettorale

Ormai è ufficiale, non se ne può fare nulla. In questi giorni, però, si è fatto molto rumore per cercare di dare la possibilità di voto all’estero agli studenti impegnati nel programma Erasmus. Tanto rumore per nulla, mi verrebbe da dire. Anche se ovviamente le pressioni per fare un tentativo in questo senso sono arrivate da tutti i principali esponenti politici, incluso Mario Monti. Dal mio punto di vista si è trattato solo di un bieco tentativo di strizzare l’occhio ai giovani studenti che, mi auguro, non cadano in queste trappole.

Modificare in breve tempo la normativa per dare la possibilità di votare agli Erasmus italiani era infatti cosa assai improbabile, oltre che poco sensata. Che senso avrebbe avuto far votare solo gli studenti in Erasmus? E quelli fuori dall’Europa? E i lavoratori che si trovano per un periodo limitato all’estero? Se diritto di voto deve essere, allora lo dovrebbe essere per tutti. Per tutte queste ragioni, solo un ingenuo avrebbe potuto credere a questa proposta. Ma i politici, si sa, sono tutto fuorché ingenui.

Studenti Erasmus Ubriachi

Una diapositiva raffigurante un gruppo di studenti Erasmus poco prima di recarsi al seggio elettorale

E hanno anche la coda di paglia. Strizzare l’occhio ai giovani con questa mossa è ben poca cosa se si guarda all’assoluto silenzio che proviene in modo più o meno indifferenziato da tutti i partiti nei confronti di quella che Beppe Severgnini (tagliatemi le mani se dovessi ancora parlarne in modo positivo), in questo articolo, chiama “generazione trasparente“.

Un’altra elegante assenza in questa campagna elettorale. Per fortuna che quest’anno dura poco.

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