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Il blog del Signor Ponza

La vita è un treno

La settimana scorsa il blog è andato in onda a intermittenza, un po’ tipo l’ADSL di Infostrada. È mancato il tradizionale appuntamento del giovedì con #AskFabry, ma solo perché la redazione era ospite della trasmissione di Benedetta Parodi. È mancata invece la mia presenza (e quella dei miei post) semplicemente per mancanza di tempo.

Ho passato gli ultimi sette giorni a salire e scendere dai treni, ferroviari o della metropolitana che fossero, fino a rendermi conto che la mia stessa vita è ormai divenuta un treno. Un treno che corre, che non si ferma mai e una volta che ci sei sopra non puoi più scendere, perché è uno di quelli ad alta velocità che non fa fermate intermedie. E a volte quindi la stanchezza si fa sentire, come quel momento fastidioso in cui si attraversano gli Appennini e si tappano le orecchie, ma non ci puoi fare nulla perché tanto il treno deve continuare ad andare per la sua strada, fino a destinazione.

Che poi spesso la destinazione sia ignota ai più, questo è tutto un altro discorso.

Berlusconi inaugura il Frecciarossa

Che poi ormai il Frecciarossa faccia minimo 30 minuti di ritardo, è un altro discorso ancora, e questa volta non c’entra Luca Bazooka, parola di Barbara D’Urso.

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Comments (6):

  1. Lele

    28 gennaio 2013 at 12:17

    Ma quando postate fabri che cucina dalla benedetta?!?!

    Rispondi
    • Signor Ponza

      29 gennaio 2013 at 09:56

      Appena Benedetta smette di strafogarsi le robe fritte che ha cucinato e ci passa il video!

      Rispondi
  2. Pier(ef)fect

    28 gennaio 2013 at 20:06

    oh prima o poi una destinazione si trova! per forza… spero!

    Rispondi
    • Signor Ponza

      29 gennaio 2013 at 09:57

      L’importante è non seguire i tabelloni luminosi, che spesso anche quelli sbagliano.

      Rispondi
    • Signor Ponza

      29 gennaio 2013 at 09:58

      Anche tu su e giù dai treni? Che poi io mi rendo anche conto di essere fortunato perché viaggio quasi solo in alta velocità… Ogni volta penso ai poveri pendolari che prendono i treni regionali e alle piccole odissee quotidiane che vivono.

      Rispondi

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