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Il blog del Signor Ponza

L’agenda diritti civili

Potrei avervi tratto in inganno, settimana scorsa, facendovi credere che il voto sia per me solo una questione di convenienze dettate dalla legge elettorale. Non la penso così, anche se sono convinto che in contesti da Terzo Mondo, come quelli creati dal nostro porcellum, sia meglio prepararsi spiritualmente e tenere in considerazione tutti gli elementi in gioco.

Detto questo, anche se molto spesso candidati e giornalisti vorrebbero farci credere il contrario, il programma è la cosa più importante che dovrebbe essere al centro della valutazione che ciascun elettore deve fare prima di entrare nell’urna e affrontare il lenzuolo con sopra quei diecimila simboli di partiti.

A questo proposito, io sono stato un sostenitore discretamente convinto del Governo Monti. In una situazione di emergenza del Paese, con un’orizzonte di tempo limitato e definito a priori, un governo tecnico d’emergenza, appunto, era probabilmente una delle poche soluzioni possibili. Un esecutivo di questo tipo e nato con queste premesse giustifica anche l’assoluta focalizzazione dell’azione di governo su temi principalmente economici.

Ora però questa fase è terminata. Si riapre una fase “politica” che quindi, per quanto mi riguarda, non può focalizzarsi solo attorno ai temi economici. Ecco perché non potrei mai e poi mai alle prossime elezioni votare per una coalizione guidata da Mario Monti. Punto primo: è alleato con Gianfranco Fini (non aggiungo altro) e l’UDC di Casini, che non solo è la vecchia Democrazia Cristiana, ma è anche uno dei più fieri sostenitori che tutti i problemi si risolvano facendo perno sulla famiglia tradizionale. E poi dando uno sguardo al programma elettorale, la famosa “Agenda Monti”, lo spazio che viene destinato alla questione dei diritti civili è inferiore di quello dedicato da questo blog al cinema d’essai.

Agenda Monti Casini

Ma se né i tecnici, né i politici si occupando di diritti civili, allora chi dovrebbe farlo?

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Comments (8):

  1. Pier(ef)fect

    18 gennaio 2013 at 11:45

    Monti si conferma la noia. Altro che tecnico, altro che “europeo”. noia.

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    • Signor Ponza

      19 gennaio 2013 at 12:47

      Vero. Se da un lato lo sì può apprezzare per aver riportato un minimo di serietà nella politica italiana, dall’altro non lo si può certo riconoscere come grande oratore pieno di verve. E poi anche sui contenuti, niente di nuovo.

      Rispondi
  2. Marco

    18 gennaio 2013 at 17:28

    Curioso come da una parte l’UDC sia visto come il braccio armato degli estremisti cattolici mentre dall’altra sia visto come il rifugio dei finti cattolici 😉
    (per me e’ un rifugio di opportunisti, come tutti gli altri partiti.)
    Pero’, non trovo fuori luogo che le questioni etiche stiano fuori dall’Agenda. L’emergenza non e’ finita, e vorrei che prima si pensasse a risolvere la situazione lavorativa.

    Rispondi
    • Signor Ponza

      19 gennaio 2013 at 12:49

      Se da un lato concordo nel dire che l’emergenza (anche se la fase più acuta è stata risolta) non è finita, dall’altro non riesco proprio a concepire come possa la politica tenersi fuori dall’affrontare la questione diritti civili. E soprattutto come si possa pensare che i due temi siano incompatibili fra di loro.

      Rispondi
  3. DISCO REX

    20 gennaio 2013 at 20:57

    Risposta: succede che siamo un paese di merda.

    Rispondi
    • Signor Ponza

      26 gennaio 2013 at 22:07

      Purtroppo la risposta è proprio esatta. Bisognerebbe iniziare a valutare di più la presenza di questi temi nei programmi elettorali.

      Rispondi
  4. duhangst

    21 gennaio 2013 at 09:56

    Si paral di paese moderno e civile sono in base all’economia, ma come può essere un paese moderno e civile se non tutti i cittadini hanno accesso agli stessi elementari diritti!

    Ottima analisi la tua bravo!

    Rispondi
    • Signor Ponza

      26 gennaio 2013 at 22:10

      Io sono abbastanza convinto, per altro, che i diritti civili siano alla base di un sano sviluppo economico del Paese. Quindi anche coloro che sono tanto attaccati alle sorti del PIL dovrebbero tenere in considerazione questo tema.

      Rispondi

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