I 7 peggiori lamentoni del web

Lamentarsi è bello, fa bene allo spirito e al corpo e non lo dico io ma la SCIENZA. Com’è come non è, l’antica arte del lamento è una caratteristica di questo simpatico popolo noto come GLI ITALIANI, da sempre masters and commanders delle auliche lamentationes. Con l’esplosione dei social media lamentarsi è diventato ancora più catartico: sfogare una propria insoddisfazione diventa un gran gioco di gruppo, ci permettere di ricevere tanti pat-pat sulle spalle e fondamentalmente ci permette di sentirci meno soli nella nostra stronzitudine. Siamo onesti: anche se non abbiamo motivo di lamentarci, postare uno sconforto un po’ fake o spalleggiare quello del nostro BFF social ci fa sentire meglio.

Eppure tira la corda oggi, tira la corda domani, anche il lamento virtuale può rivelarsi un’arma a doppio taglio e scatenare l’eyeroll più cosmico della vita. E cari miei, ricevere l’eyeroll è come farsi cucire la lettera scarlatta sul proprio doppiopetto: non si torna più indietro.

Per esperienza personale, vi svelo i 7 tipi da lamento social che scatenano le più grandi rollate di occhi di sempre:

Quelli che si lamentano di essere grassi e invece.

Solitamente sono belli, ricchi, magri e hanno per caso mangiato un Mars fuori pasto. A questo simpatico fatto allegano selfie mezzi nudi che rivelano un corpo con accenno di six pack e culo in pizzo. Io boh. Totally offensivi verso quelli con disfunzioni ghiandolari e ossa grosse.

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Quelli che si lamentano di essere cessi e per dimostrarlo si scattano 13 selfie allo specchio.

Siamo tutti un po’ dismorfofobici, questo è vero. Inoltre il concetto di bellezza, come ci insegna quella zoofila di Belle, è del tutto relativo. Però. Se ritieni di essere un cesso, con che coraggio alleghi il tuo selfie? In un mondo coerente, se uno non si piace evita qualsiasi forma di esposizione, nevvero? Quindi BASTA BASTA BASTA con questi post-esca per racimolare consensi, io veramente eyeroll tipo slot machine.

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Quelli che si lamentano dell’Italia e non hanno mai votato una volta in vita loro.

Con loro eyeroll che proprio mi vedo il cervelletto. Partiamo da un assioma: la locuzione “Povera Italia” ve la dovete togliere dalla bocca con un sorso di Viakal. Ma se poi vengo a scoprire che oltre a lamentarvi di leggi, decreti e rappresentanti pensate che l’urna sia solo quella dove tengono le ceneri di vostro nonno allora ciao, vi levo ogni diritto di parola. Il nervoso.

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Quelli che si lamentano del #foreveralone e hanno una vita sociale.

Essere da soli è anche figo. Essere da soli 7 giorni su 7 anche no. Se poi ti lamenti di essere sempre da solo quando in realtà il tuo nome è in tutte le liste dei peggiori bar di via Lecco allora anche finiscila che l’Italia è un paese e, che lo vogliate o no, la gente mormora. Portate rispetto e non distruggete una categoria, please.

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Quelli che si lamentano del lunedì e non lavorano né studiano.

Allora, per me è già un reato lamentarsi del lunedì, cioè, chissene. Ma se poi sei universitario, non lavori e per te ogni giorno è uguale all’altro, ma #buongiorNO cosaaaaaaa? Sciolare per cortesia.

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Quelli che si lamentano della vita e sono minorenni.

Per loro non so se provare indignazione o pietas. Del resto sono minorenni, quindi non hanno idea che dopo i 20 la vita diventi la giungla del Vietnam negli anni ’70. Ma tant’è. Ovviamente se siete minorenni e avete una vita che Charles Dickens prendi e porta a casa allora ritiro tutto e lamentatevi pure <3

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Quelli che si lamentano di quelli che si lamentano.

Forse i più insopportabili. Tipo me!

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Filodrama

Sono nato sabato grasso di Carnevale e vabbè, ho già detto tutto. Mi piacciono le montagne russe e i parchi di divertimento, la perfezione degli alberghi, le poltrone. Non mi piacciono le persone che vincono nella vita. Ho un brutto rapporto con l’entusiasmo, nel senso che non ce l’ho quasi mai e quando mi viene sarebbe meglio non averlo. Ho studiato cinema ma faccio tutt’altro, non colleziono cose simpatiche e non ho un hobby da rivendermi nelle conversazioni con la gente. Vivo a Milano, e la amo senza riserve.

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