Le principali tipologie di paccari

Quante volte vi è capitato di essere invitati a una festa, alla pizzata delle medie, alla cena per la raccolta fondi dell’associazione “Amici della Muffa”? quante volte avreste voluto perdere gli incisivi piuttosto di dover uscire? Ma soprattutto, quante sono le scuse che avete inventato pur di rimanere a casa il sabato sera a guardare la tv?
Se anche solo ad una di queste domande avete risposto con un “eeee, hai vojia”, significa che rientrate nella categoria dei paccari. Lungi da me dal giudicarvi, siamo tutti una meravigliosa famiglia di gente orrenda.

Vediamo insieme le principali tipologie di paccari.

L’eterno indeciso

Ha letto tutte le conversazioni sulle chat di gruppo, senza mai esprimere un parere chiaro (vedi sotto la voce: “visualizzo ma non rispondo”). Una sola volta ha abbozzato un “ok”, ma poi quell’intenzione si è persa tra fotocazzo emoji e altre risposte. Di fatto, questo tipo di paccaro non conferma né declina mai la propria presenza. Fino all’ultimo non si è sicuri se contarlo all’interno dei SI’ o dei NO, perché questo eterno indeciso è capace da un momento all’altro di presentarsi alla festa facendo una “comparsata veloce”. Il più delle volte tende a dire no all’ultimo, ma lasciando sempre una porta aperta: “Magari passo dopo per un saluto veloce”.

Il preparatore di terreno

Lui SA GIA’ TUTTO. Ha già deciso che, piuttosto che venire alla pizzata delle medie, si tatuerebbe in fronte il logo di Baci&Abbracci. Nonostante questo non se la sente di tirare pacco dall’inizio, forse intimidito dall’entusiasmo del resto del gruppo. Il suo “Raga, non so, vi faccio sapere” è un mantra che continua nel giorni successivi, sino al pacco definitivo. In questo caso specifico, il paccaro si sente un po’ meno in colpa, perché di fatto aveva espresso il scarso entusiasmo sin dall’inizio.

Il malato delle 20.59

Un virus che dilaga e che si trasmette tra le 19 e le 21 del sabato sera, che colpisce alcuni sfortunate vittime, costrette a rinunciare all’uscita programmata da mesi a causa di un’indisposizione improvvisa. Ora che i social network hanno conquistato le nostre vite, questo tipo di paccaro ha la vita più semplice, perché può comunicare il suo disagio semplicemente con un lapidario messaggio o – ancor più pragmeticamente – con un’emoji tipo

Queste alternative sollevano il paccaro dal dover mettere un fazzoletto davanti alla bocca mentre chiama gli amici, simulando una terribile voce roca e nasale.

Il salvatore della Patria

Tu hai già preparato tutto: la tavola, l’arrosto, gli stuzzichini, i tovaglioli piegati a forma di cigno. Tutto è perfetto, iniziano ad arrivare i primi ospiti. D’un tratto ricevi una telefonata, quel tuo amico ti sta paccando perché “C’è un’emergenza, no non puoi proprio capire che casino”. È talmente tanto una situazione confusa che non si dilunga nelle spiegazioni, taglia corto con un “Ti dico domani, guarda scusa ma è un disastro proprio”. Talvolta, quando il paccaro è in vena di fornire dettagli, riesce a bofonchiare qualche scusa al limite del paradossale: la nonna che si è fratturata la tibia, il gatto che ha la coda in fiamme, la fidanzata che ha scoperto di avere le doppie punte ed è in un mare di lacrime. Per fortuna c’è il paccaro che si immola e tenta di salvare il salvabile, rinunciando eroicamente alla cena cui era invitato. Che brava persona.

Il silente

Semplicemente non si presenta all’appuntamento. Sparisce, non compare, rimane nel limbo del “Ma dov’è? Ma c’era ieri sera o no?

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Di solito questo tipo di paccaro lo si ritrova nelle occasioni in cui ci sono molti invitati, tantissima gente tra cui dissimulare la propria presenza (matrimoni inclusi). Il giorno dopo, se gli vengono chieste delucidazioni, tende a tagliare corto con un secco “Ah, sì, no poi non ce l’ho fatta”. Non ce l’hai fatta no, perché fondamentalmente NON CE LA FAI NELLA VITA IN GENERALE.

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Wannabefre

Credo nell'ironia e nel sarcasmo come armi per conquistare il mondo.

Sognavo di fare il prete, ma poi ho finito per studiare economia. Se però mi chiedete cosa sia il cuneo fiscale io vi rispondo che cuneo lo potete dire a vostra sorella, razza di maleducati.

Vivo di pasta, sushi e Nutella sui biscotti di pastafrolla, pertanto credo che le persone che non mangiano siano meschine e abiette.

Sono una figa, perché oltre ad avere gli occhi verdi e una faccia che si abbina ai centrotavola fatti all'uncinetto, so anche la tabellina del cinque a memoria. Il mio sogno di vita è essere pagata per trasformare ossigeno in anidride carbonica.
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