Lettera a Babbo Natale – #AskFabry

Caro Babbo Natale,

ti scrivo anche quest’anno nella speranza di trovare sotto l’albero il regalo che ti chiedo. Questa volta è diverso perché so di essere stato veramente buono: non ho fatto grandi storie quando il Governo ha aumentato di nuovo l’IVA, e come lui ho cercato di andare d’accordo con tutti in uno spirito di “grandi intese”. Sono dimagrito un sacco, vuoi un po’ per tutte le corse che mi sono fatto per acchiappare treni sempre in ritardo, vuoi per tutta la pasta Barilla che non ho mangiato. Ho avuto tempo di curarmi di amici e parenti, perché nonostante lavori a ottanta km di distanza almeno un venerdì al mese me lo prendo libero grazie ai sempre verdi scioperi dei trasporti. Mi sembra chiaro Babbo Natale che quest’anno un regalo me lo merito proprio, e mi trovo costretto a chiedere a te perché tra IMU e TARES mi trovo il conto corrente in rosso.

Non è poi tanto complicato quello che ti chiedo, lo fanno in molti paesi in tutto il Mondo ma non Italia. Mi piacerebbe svegliarmi la mattina di Natale e scoprire di vivere in un paese civile che rispetti sotto ogni punto di vista il mio essere omosessuale. Lo so, in Italia siamo un po’ farlocchi con la legislatura, scriviamo sulla Costituzione di essere contrari alla guerra e poi mandiamo soldati a destra e a manca a combattere battaglie che non abbiamo nemmeno istigato noi. Sarà che tutti i milioni di euro che spendiamo per la Marina Militare in qualche modo dobbiamo usarli, per dire. Mi piacerebbe però che ogni tanto si pensasse al benessere civile dei cittadini di questo Paese, mi piacerebbe che qualcuno che pago con le salate tasse trattenute dalle mie buste paga decidesse di onorare mezza promessa dei sui programmi elettorali. Mi piacerebbe che qualcuno tutelasse me e i ragazzi e le ragazze come me, permettendoci di costruire un futuro proprio come ogni altro individuo di questo mondo. Non trovo molta differenza nel modo in cui la mia vicina di casa vive il proprio amore rispetto al mio, allora perché lei può presentarsi in Comune e unirsi in matrimonio con il suo ragazzo e io no? Non ho controllato ma non credo che sposarsi sia gratis, ci sarà sicuramente qualche marca da bollo da comprare e appiccicare un po’ ovunque. E allora sposare anche i gay e le lesbiche sarebbe anche un guadagno, sbaglio?

Ironia a parte, sono stanco di essere considerato un cittadino di serie B, perché è questo che sono: ho gli stessi doveri ma diversi diritti, e allora a questo punto mi dovete almeno fare uno sconto sulla TARES. Non parliamo poi di bambini, perché chiedere di rendere legali le adozioni alle coppie omosessuali sarebbe fantascienza. Mi chiedo però dove questo Paese stia andando, che direzione voglia prendere. Se vuole diventare un Paese Civile e normale la strada è una e una sola, se invece vuole rimanere nel suo Medioevo istituzionale basta saperlo, mi cercherò un fidanzato francese che possa sposarmi. Non voglio fare il polemico Babbo Natale, mi sembra di chiedere cose di sorprendente facilità.

Voglio svegliarmi nel mio letto accanto all’uomo che amo sapendo di essere una coppia non solo nella vita ma anche sulla carta. Voglio la certezza che se uno di noi venisse travolto da un insolito destino, il futuro che con fatica e sacrifii ci siamo costruiti venga almeno garantito all’altro. Voglio sapere di potermi prendere cura di lui in caso una malattia sopraggiunga, e non essere cacciato dagli ospedali perché non siamo parenti. Voglio poter sognare un giorno di spiegare ad un bambino cosa significhi crescere, cosa voglia dire amare incondizionatamente qualcuno. Voglio poter dire a quel bambino che sono suo padre, che genitori non si diventa per diritto acquisito, ma per esperienza. Voglio potergli spiegare che la sua mamma e il suo papà, eterosessuali, l’hanno messo al mondo forse senza pensarci troppo ma che io e il suo nuovo papà invece abbiamo pensato tanto al suo arrivo e siamo qua solo per amarlo. Voglio smettere di guardare il telegiornale e sentire di ragazzini che si suicidano perché non sopportano più le angherie dei coetanei. Sai Babbo Natale, anche a me da piccolo prendevano in giro perché sono gay, mi picchiavano anche. Cose che mi hanno segnato ma che fortunatamente non hanno avuto conseguenze sulla mia psiche perché sono una persona forte. Ma non siamo tutti fatti così, anzi. Cosa pensiamo di lasciare alle nuove generazioni se non siamo in grado di accudire quelle di adesso?

Questo è quello che voglio, poter essere una persona normale e avere tutto quello che mi merito in qualità di essere umano, perché last time I checked non stava scritto da nessuna parte che io non merito pari diritti a chiunque altro. Quindi Babbo Natale, se proprio non riesci a far scendere dal camino un decreto legislativo o quello che serve, almeno fai crescere nella testa della gente la mia stessa idea. Digli di abbassare i forconi che non serve a niente, digli che i ragazzi omosessuali sono figli loro e che è ai loro figli che viene negato un futuro. Digli che non siamo sbagliati e che non abbiamo scelto di nascere in questa maniera, che il calvario per accettare la nostra intrinseca “diversità” non è una passeggiata e che loro non ci aiutano certamente. Digli che molto spesso abbiamo paura di essere noi stessi perché quando non ti menano ti sbattono fuori di casa. Digli che ci sono persone che sono nate nei panni sbagliati e che prendono il coraggio in mano e compiono percorsi da incubo per svegliarsi un giorno e sapere di essere finalmente se stessi. Digli un po’ quello che ti pare a questa gente, ma diglielo che quando saliamo sui carri conciati come Lady Gaga e perché ci piace esagerare e far parlare di noi, sperando che questo serva a qualcosa.

Io voglio questo Babbo Natale, voglio svegliarmi in un Paese civile ricoperto dei diritti che mi spettano. E se con la mia lettera riuscirò a far cambiare idea anche solo ad una persona, a farla sbattere contro i proprio pregiudizi, a convincerla che tutto quello che ho scritto non è nulla di trascendentale, allora questo sarà un Natale bellissimo.

Il tuo affezionato Fabrizio

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Fabry

Livelli di egocentrismo da denuncia penale. Sto zitto solo quando dormo e ascolto solo quando si parla di me.
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