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Il blog del Signor Ponza

Lo scambismo è la soluzione ai problemi dell’Italia

È ormai piuttosto chiaro che il nostro Paese si trovi nella merda in una situazione particolarmente delicata. Sono convinto che dietro i problemi economici che sta attraversando l’Italia si nascondano problemi ben più profondi, che interessano la società nel suo complesso e da diversi punti di vista.

Il vero grande problema dell’Italia è rappresentato dalle reti di relazioni, dalla fiducia reciproca e dallo spessore culturale che vanno deteriorandosi gradualmente. Ed è per questo che occorre mettersi in testa che per uscire dal tunnel, non sono sufficienti pochi mesi, ma un lavoro costante e deciso di ripensamento della società.

Quindi le possibilità sono due: o apriamo le nostre frontiere all’invasione del primo popolo più o meno confinante (Svizzera, ci sei?) oppure investiamo qualche risorsa e un po’ di fiducia in più sulle nuove generazioni.

Premetto che quello che sto per scrivere non ha la pretesa di essere considerato un documento programmatico in vista delle prossime elezioni. Piuttosto, il suo valore potrebbe essere più vicino a quello della carta da usare in bagno in caso di emergenza. Premetto anche che è frutto di una piccola riflessione durante una mia passeggiata in solitaria nel mezzo di Hyde Park, subito dopo essere entrato da Primark e non aver acquistato nulla, quindi la dose di frustrazione potrebbe aver influenzato le mia capacità di giudizio e di sintesi razionale.

In sostanza, se fossi nelle stanze del potere che contano (aka Palazzo Grazioli), proporrei una riforma che renda obbligatoria per tutti gli studenti fino alle scuole superiori di trascorrere almeno un periodo di 1 mese a studiare all’estero. Per gli studenti universitari invece diventerebbe un obbligo studiare per almeno un semestre in un’università straniera, altrimenti niente laurea.

Utopia? Boutade? Buttanata? Forse.

Ma c’è qualcosa di meglio per la formazione di un giovane che andare in un altro Paese e confrontarsi con altre culture, altre persone, altri stili di vita, altri modi di affrontare le questioni? Che siano migliori o peggiori, questo ha poca importanza. Perché il valore della consapevolezza che esistono altre prospettive diverse dalla nostra è incommensurabile. Per non parlare di tutti i vantaggi collegati ad un esperienza di questo tipo, dalla velocità con cui si imparerebbero nuove lingue, al cominciare ad imparare ad essere indipendenti.

Questo potrebbe secondo me aiutarci ad aprire il nostro campo visivo ed essere Italiani al centro dell’Europa e non Italiani provinciali d’Europa.

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Comments (18):

  1. gmdb

    15 ottobre 2012 at 11:21

    Come non essere d’accordo? Io ho passato 8 mesi a studiare in Inghilterra e ti assicuro che aver vissuto all’estero e conosciuto gente proveniente da paesi lontani è una bellissima ed utilissima esperienza. E non è la stessa cosa di fare i turisti per alcune settimane all’anno

    Rispondi
    • Signor Ponza

      15 ottobre 2012 at 22:49

      Completamente d’accordo. L’esperienza è diversissima dal semplice turismo, si fa davvero i conti con che cosa vuol dire vivere a contatto con un’altra cultura.

      Rispondi
  2. Grazia

    15 ottobre 2012 at 18:36

    Purché poi i giovani non preferiscano restarsene all’estero..!

    Rispondi
    • Signor Ponza

      15 ottobre 2012 at 22:52

      E’ vero, è un’arma a doppio taglio. Ma questo potrebbe spingere l’Italia a tornare veramente ad essere attrattiva.

      Rispondi
  3. Baol

    15 ottobre 2012 at 19:33

    Beh, la proposta non è male, convengo, ma sarebbe anche meglio mandare tutta la nostra classe politica all’estero…e lasciarcela.

    🙂

    Rispondi
    • Signor Ponza

      15 ottobre 2012 at 22:56

      In quel caso dovremmo allora tenerci tutti i giovani. Avrebbero a disposizione un Paese nuovo di zecca e pieno di futuro.

      Rispondi
  4. Roberto ®

    16 ottobre 2012 at 12:30

    Io ho vissuto 6 mesi in Spagna, a Santander, affacciato sull’Atlantico. Ufficialmente per preparare la tesi di laurea. In pratica per vivere uno dei periodi più belli della mia vita. Lo consiglio a tutti, anzi, lo renderei obbligatorio. Purtroppo però mi è sembrato di capire che siano stati tagliati i finanziamenti per queste cose, e mi sembra assurdo!!

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    • Signor Ponza

      16 ottobre 2012 at 18:53

      Come al solito le cose che dovrebbero essere strategiche, come questa e la ricerca, sono quelle dove si taglia per primo. Si era parlato addirittura di una cancellazione del programma Erasmus, ma poi è stato salvato. Meno male.

      Rispondi
  5. Chit

    16 ottobre 2012 at 14:39

    Un’idea troppo furba ed intelligente per essere presa in considerazione da una classe politica che non lo é per nulla! :-/

    p.s. fossi in te comunque metterei i copyright su questo post che Renzi te la fregasse questa idea 😉

    Rispondi
    • Signor Ponza

      16 ottobre 2012 at 19:05

      Ci deve solo provare. Lo manderei affanculo ADESSO!

      Rispondi
  6. Fabry

    17 ottobre 2012 at 23:16

    Ma mandarli a lavorare invece che tenerli in università otto anni?

    Rispondi
    • Signor Ponza

      18 ottobre 2012 at 10:44

      No be’, max 1 anno fuori corso. Se no tagliamo il pisello.

      Rispondi

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