Le madrine del Pride che vorremmo

Apprendiamo dalla stampa quella seria (#credici) che la madrina del #MilanoPride sarà Alexia Vassiliou, cipriota e già due volte partecipante all’Eurovision Song Contest nel milleottocentoevatteloaricordarepiù.

Bastati un paio di tweet e i nostri amici della stampa, quella seria, hanno corretto il tiro: trattasi di Alessia Aquilani in arte Alexia. Amica che ci ha fatto ballare negli anni ’90 e sfracassato le scatole con gli spot delle compagnie telefoniche.

Alexia in realtà sarà sul palco per cantare, mentre la madrina d’eccezione sarà Kween Paola Barale!

Ma siccome noi popolo LGBT(QIechipiùnehapiùnemetta) non siamo mai sazi, stiamo già pensando all’anno prossimo: quali altre super star ICONICHE e PAZZESCHE saranno issate sul carro del Pride come alla processione di Santa Rosalia?

Ho sentito l’esigenza di stilare una lista di wonderwomen italiane che dovrebbero essere MADRINE incontrastate dei Gay Pride da qui all’eternità.

Ma cosa serve per essere madrine? Non basta un outfit pazzesco o una presenza scenica importante. Bisogna anche essere impegnate in prima fila per difendere i diritti della comunità LGBT. Quindi bye bye veline e professoresse.

Io ho provato a riassumere per voi alcune categorie di Madrina che potrebbero davvero fare felici tutti noi amici di Dorothy, ma mi rendo conto che è una classifica molto personale e potrebbe non tenere conto di tutte le vostre sensibilità (ma come direbbe Dua Lipa: IDGAF).

La Madrina Comica

In tanti anni le comiche italiane hanno dimostrato che lo sketch con l’amico gay non era solo convenienza televisiva, ma si sono sempre adoperate per perorare le cause della comunità LGBT. Basta pensare a Luciana Littizzetto, Paola Cortellesi o Geppi Cucciari. Oggi però  la stella che brilla più di tutte è quella di Virginia Raffaele, che solo qualche settimana fa nel suo programma su Rai2 ci ha regalato un bellissimo monologo sull’omofobia. E poi che dire, Virginia si troverà benissimo alla partenza del Pride di Milano, lei che di stescion se ne intende.

La Madrina TRASH

Potremmo fare a meno delle nostre dive nazionalpopolari che con i loro programmi tv inondano il palinsesto? Può mancare Maria con i suoi Amici ma ancora di più con il trono gay? Può mancare SuperSimo Ventura che cazzia un po’ tutta la politica italiana e si adopera per i suoi amici? Be’ alla fine sì, loro mancano perchè se stiamo bene a guardare, quella che si merita lo scettro di regina Arcobaleno è Barbara d’Urso. Lei che tra una tragedia e una sceneggiata napoletana trova sempre l’occasione giusta per schierarsi a favore delle unioni civili e delle adozioni. E come dimenticare le sue ferme condanne ad ogni atto omofobo. Lei sul carro ci sarà col CUORE. Che è nostro, dei suoi figli, e nostro!

La Madrina Secchiona

Chi non vorrebbe sul carro una Madrina acculturata, una che la sa tutta lei, che non solo ti ricorda i tuoi diritti ma ti ricorda anche perchè scendi in piazza, cosa stai ricordando e perché è giusto farlo. Tra le donne preparatissime delle tv italiana non posso fare a meno di citare Franca Leosini, una che tra un processo e l’altro trova anche il tempo di apparire come la Madonna alle serate del Muccassassina. Però per noi di secchiona ce n’è una sola, non è AirFrance, non è Lufthansa e non è Etihad, si tratta di Lilli Gruber. Lei che da europarlamentare ha approvato più volte delle risoluzioni che difendevano e allargavano i diritti LGBT, lei che potrebbe ipnotizzarci con 10 minuti di pronuncia perfetta di “stepchild adoption”.

La Madrina Canterina

Chi può essere più pazzesque di una cantante? Nessuno. Mi sembra giusto che ad aprire un Pride ci possa essere una madrina canterina. E qui la lista diventa lunghissima. Le nostre amiche phrociare che negli anni ci sono state vicine e ci hanno sostenuto sono davvero tante. Mi vengono in mente Alessandra Amoroso, Emma Marrone (che a Bake off Italia ha fatto una Rainbow cake che levati) e Giorgia. Ma di Queen of Gays in Italia ne abbiamo una sola. Una che anche se la tiene como todas poi alla fine figa come lei non ne abbiamo altre. Una che nelle interviste ci dice che non si sposa perché la sua migliore amica lesbica non può. Laura Pausini noi ti vogliamo bene e ti vogliamo vedere entrare volando sulla folla in Porta Venezia. Adoperati per il 2018, grazie!

La Madrina Politica

Qui rischio il linciaggio. So bene che molti vogliono che il movimento LGBT non sia politicizzato e non debba scendere a patti, blablabla. Ma alla fine un riconoscimento alle tante donne che ci hanno aiutato in questi anni ad ottenere un minimo sacrosanto riconoscimento giuridico mi sembra il minimo che si possa fare. Non devo nemmeno ricordarvi che Monica Cirinnà è stata già candidata al Nobel, vincerà un Oscar e verrà beatificata. Oltre a lei io citerei soprattutto una ragazza semplice, tutta acqua e sapone: Maria Elena Boschi. Una ragazza come noi. Una che all’approvazione della legge sulle Unioni Civili in Parlamento ci va con la coccarda arcobaleno. Una che in tv ti dice di essere cattolica ma fosse per lei ci sarebbe il matrimonio e l’adozione per le coppie dello stesso sesso. Ce ne fossero di più di amiche come Maria Elena Boschi!

La Madrina SUPREMA

In una ipotetica lista di Madrine, il posto d’onore spetta alla grande, all’unica, inimitabile, Raffaella Carrà. Lei che ci ha fatto scoprire la rivoluzione sessuale il sabato sera su Rai 1, lei che ci faceva capire che Luca la tradiva con un biondino, lei che riusciva a ballare Fatalità e 5 minuti dopo intervistare Madre Teresa. Lei che ha ipnotizzato i gay italiani, spagnoli e di tutto il Sudamerica. Una che ha suggerito gli outfit anche a Lady Gaga. Insomma una così dovrebbe aprire i Pride di tutta Italia come fosse il suo tour estivo. Raffaella noi ti perdoniamo anche gli anni in cui per lavorare in RAI hai dovuto fare un po’ la democristiana. Negli ultimi anni tra interviste e rainbow hai recuperato alla grande.

Io non so voi ma al Pride di Milano il 24/06 una madrina #PZSQ noi l’avremo comunque. La nostra, unica, inimitabile @wannabefre.

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claussibraun

Milanese espatriato, vivo a Bruxelles. Parlo almeno 3 lingue al giorno, ma non sempre le stesse. Delle volte sogno anche coi sottotitoli.
Eurovision Song Contest connoiseur, le 5 presenze in loco fanno da garanzia. Viene da se che amo la musica pop, magari anche un po’ baraccona ed appariscente. Una canzone uptempo con un key change, un ventilatore e dei lustrini e sono contento. Se la canzone è svedese, sarò vostro per la vita.

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