MANiCURE – La questione del depilarsi

Bentrovati miei cari lettori nella rubrica più fuori luogo del web. Questa settimana, as usual, devo per forza dedicare lo spazio telepromozione all’arrivo della nuova e pantagruelica PONZAPP. Sì, avete capito bene. Non la solita App ovviamente. Fate conto che scaricandola, all’improvviso il colorato mondo di Così è (se vi pare), sarà immediatamente nelle vostre mani. Tutte le rubriche pronte da leggere, con gli updates in tempo reale e tutto quello che c’è da sapere su noi che siamo qui nella redazione. E poi il Ponza ha fatto le cose davvero in grande, partendo dalla grafica che è accattivante ed una gestione assolutamente intuitiva e pazescah. Se volete altri dettagli in merito basta cliccare qui, altrimenti cercate la PONZAPP sull’App Store altrimenti levatevi super ASAP. Detto ciò, ciancio alle bande e gustatevi il nuovo episodio di MANiCURE.

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La questione del depilarsi

Sapete com’è? Quando uno cresce scopre il suo corpo. E scoprendo il proprio corpo si arriva ad abbracciare teorie che forse in passato non avresti mai potuto neanche lontanamente pensato potessero coesistere con te stesso. Ed è questo il caso. Premetto che sono certo che l’argomento possa non destare alcun interesse in voi, e ci sta, ma è doveroso trattarlo in questo preciso momento storico. Guardatevi attorno. Lo so. Quelli che sono di fronte a voi, che siate in metro, al bar o in un locale gay altamente qualificato hanno tutti la barba. Tutti. Addirittura le checche. Quelle che qualche anno fa giravano con i pantajazz e giocavano a fare le Jill Cooper in palestra. Anche loro. Ritratto di una società che col tempo si è evoluta, mi direte voi. Ok. Va benissimo. 

D’altra parte, nonostante i nostri animi da popstar e soubrette, ecco siamo pur sempre uomini. Ma quando, a sorpresa uno di questi esamplari ghey si rasa, accade il vero dramma. Che ricordiamolo, è sempre dietro l’angolo. Il ragazzetto tanto mascolino e scopabile, senza la barba diventa il cugino di Clara di Heide con almeno sedici anni di meno. Dimostrando che 1 è stato un grave errore rasarla e 2 che grazie al cielo non sono l’unico che senza viene scambiato per uno studente delle superiori. Che è comunque un piacere. Ma inevitabilmente, nella mia testolina si innescano ragionamenti che non posso evitare di condividere. Più che altro, perché sono fondati, e sintomo dell’esteriorità che prende il sopravvento su tutto. Su tutto quello che poi siamo. E non mi piace. Ma per capire meglio partiamo da un flashback. Inizia tutto qualche anno fa. Nella cucina della mia vecchia casa di Roma Nord, quando ancora ero una ragazza dell’Upper North Side.

Dopo diversi mesi di chattate con questo ingegnere finalmente lui decide che possiamo incontrarci. Lo invito da me per un caffè, e si svolge tutto come da copione. Parliamo del più e del meno, del passato, degli amori e di ex. E sull’ex lui mi tentenna a tal punto che attacca un pianto incontrollabile ed ingestibile. Candy Candy, che indebitamente occupa un 50% di me, esce fuori e cerca di consolarlo. Ovviamente non come Annabelle vorrebbe. Finisce tutto a spallucce, buffetti sulla guancia, e abbracci da amici. Una lagnisteo che non mi sono buttato dalla finestra solo perchè abitavo al primo piano rialzato, e non mi sarei fatto niente. Tra l’altro lui alto, magrolino ed anche per niente sessuale. Finì così quel date, con io che gli passavo i cleenex senza dare un benchè minimo seguito alla cosa. 

Il tempo, tiranno, malvagio e sempre machiavellico ci ha fatto rincontrare dopo quasi tre anni e mezzo e boom! Il ragazzo mingherlino, deperito e senza un pelo in faccia mi è apparso con una croce di spalle invidiabile ed una serie di devastanti addominali che si potevano contare ad occhio nudo, e lei: la barba. Folta, non lunghissima, ma era lì. Un figo pazzesco. Ci siamo ripresentati, perchè nonostante tutto il pesce che i ghey mangiano è risaputo che il fosforo non viene assimilato, e conseguentemente il solito gioco che fai/di dove sei/come mai a Roma. As usual io ignorata come se non ci fosse un domani, perché a volte neanche mio fratello mi riconosce, figuriamoci uno che ha pianto per un’ora e mezza per il suo ex tra le mie braccia nella cucina di casa mia. Ma vabbè.

jake-gyllenhaal

Il punto. Fatemi tenere il punto. Il punto è che il tempo lo ha migliorato. Sicuramente la forma fisica l’ha duramente guadagnata in palestra,e tanto di cappello. La barba l’ha fatta crescere ed eccolo lì che lo Smilzo Sfigato ti diventa un figo devastante. Quello che non mi ha convinto è il racconto di un mio amico che ci è uscito insieme. Insomma hanno fatto l’aperitivo (cenato), la passeggiata per le vie del centro e poi sono andati a casa sua. Ovviamente a casa sua hanno bevuto vino e continuato la conoscenza. A tal punto che si sono spinti oltre. Un bacetto. Un abbraccio. Una limonata. E via a levarsi i vestiti. E via di dramma. Si perchè il mio amico, notoriamente depilato lì dove non batte il sole, si è sentito dire “No guarda, scusami, ma sei troppi depilato, io non ce la faccio, a me piace il pelo! Mi piacciono mascolini”. Passo e chiudo. Arrivederci e grazie. Te le sei lavate le mani Antonellina. No vabbè, quella è n’altra cosa!

L’oblio apertosi per il mio amico non era tanto per il rifiuto. Non era tanto perché lui si depila. L’oblio si è aperto perché secondo lo Smilzo Sfigato il fatto di essere depilato sia sinonimo di poco testosterone. E qui che io non ci sto. Qui io mi rifiuto. Ho dovuto convenire col mio amico che non valeva neanche la pena di prendersela. Proprio per l’episodio avvenuto nella mia cucina. Che a mio parere ha molto poco di mascolino. Ma poi invece mi sono infervorato. Ma è possibile che una comunità ghey, da sempre pregiudicata, discriminata e qualsiasi altro termine vi venga in mente che finisca con “ata”, al suo interno debba contenere gente che se la sente calda e ripaga gli altri ghey con quella stessa meschina moneta? Ma la coerenza? No. Non c’entra la coerenza. Lo Smilzo Sfigato se la sente calda solo perchè ha messo massa e pelo. Ma il vero Smilzo Sfigato è quello che nella mia cucina si è messo a piangere come una sfigata orrenda. 

Che organizza incontri random su grindr e poi non è capace a gestirli. Ecco. Questo non mi va. Sono piena. Esisteranno sempre le mode, per l’amor del cielo, ci abbiamo costruito delle carriere sopra, ma potrà mai esistere il rispetto? Sottolineo sempre che i gusti sono sempre gusti, ma la si può sempre mandare in caciara per cazzate del genere? Io credo proprio di no. Trovo tutto sempre ingiusto. E neanche davanti le cose più importanti che possono essere avere degli interessi comuni, riuscire a parlarsi e avere degli stimoli positivi per raggiungere degli obiettivi insieme, no. Queste diventano bazzecole. Ecco, è bastato un appuntamento al mio amico per capire che erano sulla stessa lunghezza d’onda. Forse un po’ pretenzioso, certo. Ma non si può essere così superficiali per na rasata al pelo. 

Pelo che eventualmente ricrescerà. Ma l’intelligenza, quella no. Non ricresce.

Smilzo Sfigato

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Annabelle Bronstein

È davvero poco interessante sapere chi sono veramente. Mi sono laureato e subito dopo mi sono trasferito a Roma. Alla ricerca dell’amore. Quello con la A maiuscola, che ti fa battere il cuore e ti stende senza parole. Ma la ricerca, purtroppo, tutt’ora continua e io ho deciso, qualche tempo fa, di condividere con il web le mie avventure. E così è stato! Amante della musica pop, del cinema e del teatro, e col sogno nel cassetto di diventare una star a 360°, per ora non supero i 90! E mi diletto sulle pagine de Il Pisello Odoroso a farne di ben donde. Definito dai più come una puttan blogger, a me piace poco definirmi, e farne di più di ogni!
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