Mi epilerei per tutto il santo giorno, come le balle di un attore porno

L’uomo. Il pelo.

Un binomio considerato da sempre quasi inscindibile. Come Carmen e Enzo Paolo. Come Scala e i Kolacny Brothers.

Non solo l’omo ha da puzzà, ma l’omo ha anche d’esse peloso. Questo ci hanno insegnato secoli di storia, tant’è che una fonte autorevolissima, il “Forse non tutti sanno che…” della Settimana Enigmistica, mi ha fatto scoprire che c’è stato un periodo in cui gli uomini addirittura si attaccavano peli finti sul petto, a mo’ di parrucchino, per apparire più villosi.

In realtà i peli oggi non servono più a niente, visto che ci sono stati donati dal Creatore per ripararci dal freddo, quando ancora gli esseri umani andavano in giro nudi e non coperti come fanno oggi, magari con le orribili giacche di Versace for H&M. Quindi forse forse era perfino meglio prima.

Sta di fatto che oggi i peli sono praticamente del tutto inutili. Anzi, in molti casi addirittura nocivi. Quello che so per certo è che nel mio caso, fino a oggi, in ventisei anni di vita, i peli sono stati responsabili di un’operazione chirurgica, con ripercussioni per i sei mesi successivi, e di problemi alla pelle che stanno arricchendo i dermatologi e le farmacie del circondario (solo l’ultima volta ho lasciato giù 59 euro).

E a un certo punto anche chissenefrega dell’estetica.

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