Nel ghetto con Miley Cyrus e il suo “Bangerz”

Buongiorno gattini of my heart e ben trovati per questa nuova stagione di Questione di Leaking. Iniziamo la prima puntata con un vero e proprio BANG!, ossia la recensione di BANGERZ, l’ultima fatica discografica della leccamartelli popstar del momento Miley Cyrus, in uscita in tutti i negozi il prossimo 8 Ottobre ma già disponibile in streaming sulla piattaforma iTunes. Diciamocelo subito: questo non è il disco che ci aspettavamo da Miley. Ma facciamo un passo indietro, per tutti i lettori eterAHAHAHAHAHAHAH del blog che si staranno chiedendo “Chi diavolo è  Miley Cyrus?”

Bangerz2

Miley Cyrus, classe 1992, è diventata famosa grazie alla serie tv targata Disney Hannah Montana. Dato il destino che lega tutte le ex-starlette Disney, una volta lasciata la scuderia della casa di produzione per bambini, Miley si è trasformata in una sgualdrinella pop da battaglia: avrete sicuramente letto le sue avventure sui giornali, o forse quelle della sua lingua, protagonista indiscussa di questa svolta sexy. L’ha sfoggiata un po’ ovunque: foto, videoclip, esibizioni, tanto da diventar quasi irritante.

Ma veniamo a noi: questo BANGERZ non è il disco che ci aspettavamo o meglio, che io m’aspettavo. Ero convinto che Miley avrebbe sfornato un cd degno delle peggiori discoteche rumene, invece questo lavoro di volgare ha ben poco, anzi, azzarderei dire che è un disco raffinato. I momenti goderecci sono circoscritti: la notevole 4×4, che vede come guest star il rapper Nelly, e la mediocre Love Money Party. I piatti forti dell’album sono le ballate mid-tempo e i lenti: dal secondo singolo Wrecking Ball, già diventato un classico, ad Adore You, che apre il disco, all’intensissima Drive. Fondamentale l’apporto di Pharrell Williams, che ha donato al tutto un tocco funky (belissima #GetItRight) mentre decisamente deludente è il duetto con Britney Spears SMS (Bangerz), duetto sul quale almeno tre generazioni di gay avevano puntato molto.

BANGERZ si allinea con il trend di un ritorno della musica alle atmosfere r’n’b/urban più classiche (trend lanciato l’anno scorso da Unapologetic di Rihanna e seguito poi, forse fin troppo alla lettera, dagli ultimi due lavori di Justin Timberlake) e che accantona le sonorità tamarre che hanno spopolato in questi ultimi due o tre anni.

Miley

Promosso? Per me sì: tolte le leccate ai martelli e gli atteggiamenti eccessivi, BANGERZ rimane un ottimo disco.

VOTO: 

Per oggi è tutto, posso raggiungere le amiche per la lezione di twerking! Alla prossima puntata,

M.

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Matteowolk

Vivo a Garbagnate Milanese, la piccola Bel Air di Milano. Uso la data di scioglimento delle Spice Girls come riferimento temporale, ascolto musica per passione e divoro Big Mac per professione. Penso che se il pianeta fosse governato dai gattini vivremmo tutti in un mondo migliore. Sono sobrio quanto il matrimonio di Clemente Russo e ho già lasciato disposizioni per esser fritto non appena morirò. Questa bio è stata scritto in un pesante stato di hangover. Mia cugina è una figa.
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