MolEstate s01e02 – Una valigia di sogni. Brutti.

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Fare la valigia è un lavoro da veri esperti, soprattutto in un’epoca in cui le compagnie aeree tassano anche l’extra weight di una french manicure e le valigie non possono superare la capienza delle guance di un criceto.

Il vero dramma è aprire la cabina armadio e scoprire che nulla, ma proprio nulla, può essere lasciato a casa: perfino quell’orribile giacca gialla a pois blu, con maniche a sbuffo e bottoni dorati, acquistata in un impeto di nostalgia per gli outfit di Sue Ellen in Dallas. Tutto è indispensabile alla sopravvivenza propria e dell’intero genere umano. Metti caso che arrivi un invito a una festa in spiaggia il cui tema è “Principesse Disney”, vuoi non portati l’abito da Cenerentola della terza media? Improvvisamente quello che potrebbe essere scambiato per il bidone giallo della Caritas, è il guardaroba più funzionale mai esistito, all’interno del quale è quasi impossibile compiere una scelta razionale. Come fare allora per non portarsi in valigia anche il water, perché “fuori casa non riesco a farla”?

Dimenticate i consigli di Carrie Bradshaw: vi ricordo che quella sta a NY, ha un conto corrente illimitato e un indice di massa grassa come il mio conto corrente, con un meno davanti. I consigli per la vostra valigia li trovate solo qui: seguiteli e vedrete che la vostra vacanza cambierà piega. Un po’ come Simona Ventura a ogni edizione di X Factor.

Simona Ventura - Mi sembra che non ci siamo

Per prima cosa è bene sapere che trolley fa rima con lavatrice. Pertanto, se si desidera preservare capi e dignità, occorre non mischiare troppi colori e tessuti come una stagista alla Whirpool. Tessuti naturali come lino e cotone non stanno bene con spandex e lurex: casomai, vittime di un’insolazione, vi veniste in mente di partecipare al gioco aperitivo, tenete sempre a mente che la lycra va bene per i costumi olimpionici, non per t-shirt e top abbinati a morbidi pantaloni di jersey leggero.

A proposito di costumi da bagno, signore e signori, parlare di libertà di espressione è un falso storico, come la diceria su Gianni Morandi e la sua coprofilia. Siamo liberi di andare al mare indossando tutto ciò che esalta e non mortifica la silhouette. I signori uomini, per esempio, vivono l’eterno paradosso: chi c’è l’ha piccolo indossa costumi enormi, chi enorme scampoli di elastene. Bene, facciamo il punto. Per i primi: indossare il copridivano Zucchi non vi aiuterà affatto a camuffare la vostra pochezza ma, semmai, produrrà quel fastidioso effetto fradicio di un passeggero sul volo per Helsinki costretto a un ammaraggio. Chi, invece, ha la fortuna di avere tra le gambe un estintore a polvere di CO2 deve fare attenzione alla buona educazione, perché, oltre a me, che sono erotomane freelance, ci sono persone che non amano un prepuzio in 3D esibito con sicumera. No ai costumini da feto anche per gli oversize: quando la pancia cade sulle ginocchia, l’effetto naturista è raccapricciante tanto quanto il posticcio di Baudo in ammollo col Perlana.

E ora voi, care signore. L’ONU ha di recente spiccato un mandato di cattura per coloro che scelgono il pezzo di sopra a fascia pur avendo una seconda scarsa. A meno che non si tratti di una quinta coppa C, la fascia cancella il seno più della mastectomia preventiva di Angelina. Se non volete sembrare una quercia lacustre, evitate, per favore. Stesso consiglio a cambiare modello per coloro che hanno pancia, culo e cosce di una balia di colore della cotton belt, ma desiderano sfoggiare triangoli, perizomi e salvabuchi: va bene sentirsi comode, ma nessun avvocato prenderà a cuore la vostra causa. Per carità, in vacanza il bello è sentirsi liberi dalle catene dell’etichetta, ma sapete cosa accade quando un bambino vede il proprio padre con i pinocchietti e le infradito? Smette di crescere. Rimarrà basso e arcigno come un hoompa loompa.

Costume da bagno FAIL

Per non cadere nella trappola del cattivo gusto, in agguato come Rambo tra i cespugli, la soluzione è una sola. Prendete carta e penna – o il vostro tablet – e suddividete il foglio in giorni della settimana, mattino, pomeriggio, sera e cominciate a comporre gli abbinamenti tenendo a mente quanto detto finora. Limitare il caso fortuito o la scelta repentina vi aiuterà a optare per gli outfit migliori.

Un paio di ultimi accorgimenti: in spiaggia non si va truccate come la statua di Britney Spears nel museo di Madame Tussaud, e gli accessori da indossare devono rispondere a requisiti di semplicità e comfort, quindi evitate il cestello della lavastoviglie tempestato di strass al polso e i cinturoni di El Charro con fibbia osservabile a occhio nudo da Plutone.

Lo stile vi ringrazierà ed Enzo Miccio non finirà in carcere.

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Valerio Canevaro

Soubrette d'indole, copywriter per professione, sono come la traccia fantasma in un album di Paola & Chiara: pochi ci arrivano, meno mi amano.
Cresciuto con la speranza di scoprire una parentela con almeno uno dei Ricchi e i Poveri, ho sempre studiato poco e bevuto molto. Non posso vivere senza i miei gatti e almeno 50 gocce di Xanax al giorno. Disoccupato in amore, freelance per lavoro, astigmatico all'occorrenza, la mia vita è pericolosamente simile a una soap opera argentina doppiata in bresciano.
A sette anni sapevo fare la spaccata, a venti la french manicure bendato, a trentacinque più un cazzo. Nel futuro vorrei condurre una maratona benefica che unisca la raccolta fondi alla forma fisica: 30 ore per la vita. 40 per i fianchi.

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