Le mostre a Milano durante l’Expo: dimmi chi sei e ti dirò cosa vedere

L’Expo è alle porte e Milano si è preparata al meglio per accogliere lo sciame di turisti che dalle Alpi alle Piramidi dal Manzanarre al Reno ci si aspetta si riverserà per i padiglioni di Rho. Molte sono le offerte culturali che in questi sei mesi animeranno i musei ambrosiani e molte le grandi opere d’arte che, in via eccezionale, alloggeranno all’ombra della madonnina. Districarsi tra queste numerose offerte non è certo facile (sia chiaro, ben meglio avere l’imbarazzo della scelta che quello della vuotezza); per questo motivo ho deciso di stilare questo breve prospetto cucito su misura per ciascuno di voi, così che alla prima domenica uggiosa di luglio non rimaniate raggomitolati sul divano a crogiolarvi nel dolore per esservi persi il manzi-watching alla piscina Ponzio o la grigliata all’Idroscalo, ma abbiate già, col minimo sforzo, un piano b.

1) L’IMPERDIBILE: LEONARDO

Ahimè devo iniziare con un fuori categoria. Come celebrare al meglio l’Italia dell’Expo se non con il grande genio di Leonardo? La mostra, la più ricca dedicata all’artista toscano mai realizzata in Italia, è incentrata per lo più sulle opere riconducibili al soggiorno milanese di Leonardo presso la corte di Ludovico il Moro e si pone idealmente in dialogo con gli scrigni di altri due tesori leonardeschi meneghini: il Codice Atlantico (la più ampia raccolta di disegni e scritti di Leonardo) della Biblioteca Ambrosiana e l’affresco dell’Ultima Cena presso Santa Maria delle Grazie.

TOP: La Belle Ferronière, il San Gerolamo , l’Uomo vitruviano

DOVE: Palazzo Reale

QUANDO: 16 aprile – 19 luglio

uomo vitruviano

2) IL PATRIOTTICO: ‘LA GRANDE GUERRA. ARTE E ARTISTI AL FRONTE’

Se la vostra donna ideale è Daniela Santanchè e siete i soli tra i vostri amici a conoscere le parole esatte dell’Inno di Mameli, siete nel posto giusto. La mostra è organizzata in tre sezioni, ciascuna delle quali dedicata alle espressioni artistiche rispettivamente della fase antecedente lo scoppio del conflitto (per l’Italia, il Liberty e il Futurismo), del periodo della guerra e di quello successivo, con la celebrazione della vittoria. Nel centenario dell’ingresso dell’Italia nel conflitto (1915-2015), la mostra intende illustrare un periodo chiave della nostra storia, quando la neo-nata Italia si trova per la prima volta a combattere unita uscendo vittoriosa.

TOP: ciclo de La vita umana di Giulio Aristide Sartorio.

DOVE: Gallerie d’Italia

QUANDO: 1 aprile – 23 agosto

Giulio-Aristide-Sartorio-Il-Poema-della-vita-umana-ciclo-pittorico-realizzato-per-la-Biennale-d’Arte-del-1907

3) IL TRADIZIONALISTA: GIOTTO

Se la citazione nelle vostre bio è «il mio falegname con 30.000 lire la fa meglio» siete nel posto giusto. Come Leonardo, anche nel caso di Giotto ci troviamo davanti ad un grande artista italiano che ha trascorso un periodo, seppur brevissimo, della propria vita a Milano (e di questo soggiorno, ahimè, non rimane quasi del tutto traccia). Una mostra dedicata a quello ufficialmente riconosciuto da tutta la critica come il fondatore della pittura moderna, e questa dovrebbe bastare come ragione per non lasciarsi sfuggire questo appuntamento.

TOP: Polittico Stefaneschi

DOVE: Palazzo Reale

QUANDO: 2 settembre – 10 gennaio 2016

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4) IL FAN DE L’ORA DI LATINO: ‘NATURA, MITO E PAESAGGIO DALLA MAGNA GRECIA A POMPEI’

Se avete la mia foto sul vostro comodino e passate le vostre giornate a refreshare il mio profilo Instagram siete nel posto giusto. La mostra, a Palazzo Reale, ci riporta indietro di molti secoli, in un’Italia ancora molto incontaminata, dove il paesaggio naturale costituisce la principale concezione ambientale dell’uomo, che anche nella realtà urbana (Pompei) cerca di ricostruire intorno a sé il mondo agreste.

TOP: La tomba del tuffatore (da Paestum)

DOVE: Palazzo Reale

QUANDO: 21 luglio – 10 gennaio 2016

PaestumTaucher

5) IL CAMPANILISTA: ‘ARTE LOMBARDA: DAI VISCONTI AGLI SFORZA’

Suoneria del cellulare ‘Oh mia bela Madunina’, limite di conoscenza geografia la cerchia dei bastioni, la domenica a pranzo risotto giallo e ossibuchi: benvenuti. Come molte altre corti italiane tra medioevo e rinascimento, anche Milano ha avuto nei propri Signori dei grandi mecenati, che hanno chiamato a sé i più grandi artisti del tempo (tra i quali, come abbiamo visto, Giotto e Leonardo). Sebbene la vera essenza di questa mostra siano i grandi edifici che sono diventati il simbolo di Milano, il Duomo e il Castello Sforzesco, l’esposizione riunisce cimeli più insoliti che, meno maestosamente ma altrettanto dignitosamente, rendono testimonianza dei fasti della corte ambrosiana.

DOVE: Palazzo Reale

QUANDO: 12 marzo – 28 giugno

6) L’HIPSTER: ‘ARTS & FOODS’

Sì lo so, voi non «andate a vedere una mostra», ma provate esperienze extracorporali generatesi tramite la stimolazione dei sensi mediata attraverso lo schermo del vostro MacBook. Questa esposizione è l’unico padiglione dell’Expo allestito in città, e sappiamo quanto amiate le cose uniche voialtri. Un percorso che riunisce il significato conviviale e nutrizionale del cibo, veicolato tramite varie espressioni artistiche e commerciali (sì si parla di Pop Art, okay calmi, da bravi seduti, ecco).

TOP: Andy Warhol and The Velvet Underground, The Velvet Underground

DOVE: Triennale

QUANDO: 9 aprile – 1 novembre

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7) IL PICCOLO CHIMICO: ‘FOOD. LA SCIENZA DAI SEMI AL PIATTO’

Mettetevi il cuore in pace, è domenica, il laboratorio è chiuso e, in tutta sincerità, non avete proprio un fisico da sfoggiare in piscina. Per di più la bassa percentuale di calcio delle vostre ossa le rende particolarmente fragili e il contatto con l’erba al parco rischierebbe di frantumarle. E poi il sole, con la vostra risicata percentuale di melanina non è proprio il caso. La mostra ripercorre in parallelo l’evoluzione dell’uomo e dell’ambiente, dai primi agricoltori ai grandi problemi della biodiversità, per concludere con il sottobosco di regole chimiche che si nascondono dietro i fornelli.

DOVE: Museo di Storia Naturale

QUANDO: 28 novembre 2014 – 28 giugno 2015

8) IL RADICAL CHIC: MEDARDO ROSSO

Sì lo so, andare alle mostre è molto old-school. Al massimo giusto un vernissage, magari con del cibo vegan, preferibilmente finger food. Nato a Torino (la città delle streghe), trasferito nella Milano mitteleuropea, emigrato nella Parigi della Belle Époque e delle Avanguardie, Medardo Rosso direi che fa proprio al caso vostro.

TOP: Madame X

DOVE: Galleria d’Arte Moderna di Milano

QUANDO: 18 febbraio – 30 maggio

9) IL FASHION BLOGGER: ‘DA BOLDRINI A SEGANTINI’

Quando dite Parigi sospirate senza accorgervene, Chiara Ferragni non sa un cazzo ma stima perché «lei ci è riuscita». Avete finito i giga di internet ma non potete comprarne altri perché l’ultimo stipendio è finito tutto in una canotta a rete di Dolce & Gabbana, quindi cuore in pace e per oggi niente Lookbook. La mostra, un po’ come le sfilate che da Milano irradiano il mondo, ripercorre l’arte italiana apparsa nelle prime esposizioni universali, tra cui i maestri del realismo e della scapigliatura.

TOP: L’uscita dal Duomo di Mosè Bianchi

DOVE: Galleria Gammanzoni

QUANDO: 27 marzo – 28 giugno

mosèbianchi

Buona visita!

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alepuntoacapo

maestrino dalla penna rossa che vede sempre il bicchiere mezzo pieno (preferibilmente di gin tonic), strenuo difensore dei valori fondanti della cultura occidentale impersonati dalla poesia omerica e dalla discografia di Raffaella Carrà, ricercatore di antichità per passione e per professione, ho la chioma celtica, il nome greco, il cognome ebraico, ma qui vi parlo di latino.
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