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Il blog del Signor Ponza
Caterina Caselli - Nessuno mi può giudicare

Nessuno mi può giudicare – #AskFabry

Nelle puntate precedenti abbiamo parlato di sincerità, di come sia complicato essere onesti e di come spesso la via più facile sia la menzogna. Oggi mi vorrei soffermare su di un argomento coevo e poi giuro che ritorno a parlare di cose leggere e ricomincio ad insultare tutti. Ed è proprio questo quello di cui vorrei parlare. Avete mai avuto a che fare con i pregiudizi?

Mi capita spesso di imbattermi in persone che mi danno poco conto data la mia chiarissima e poco latente omosessualità. Qualcuno a lavoro, che prima di conoscere le mie capacità si permette di ostruirmi perché sono gay e, cosa peggiore, non prende nemmeno in considerazione l’idea di volersi ricredere. Prima che il mio amministratore delegato capiti su queste pagine specifico che è capitato, ora invece è tutto bellissimo. Magari qualcuno di voi lavora in un negozio di abbigliamento, e quando entra in negozio qualcuno con vistosi problemi di peso si permette di pensare quello che non dovrebbe. Ma anche senza entrare nello specifico, quante volte ci siamo trovati ad odiare, metaforicamente parlando, qualcuno conosciuto da poco più di un minuto?

Perché la nostra mente non riesce a liberarsi dai pregiudizi?

Personalmente ho sempre cercato di dare alle persone il valore che meritavano per il loro percorso, basandomi sulle loro azioni e sul rapporto che intrattenevano con me. Personalmente sto dicendo una bugia enorme, più grande anche di Platinette. Ecco, l’ho fatto di nuovo. Perché mi lamento delle persone che usano poca cortesia nei miei confronti quando sono il primo a non adoperare nessuna gentilezza con il prossimo? Mi fa tanto male quando le persone non interagiscono con me scegliendo di discriminarmi perché sono gay, e allora perché insisto nel dare agli altri quello che vorrei non venisse dato a me? Dobbiamo fare un discorso generale, primo per la sede in cui ci troviamo e secondo perché non siamo sociologi. Mi capita molto, troppo spesso di avere a che fare con persone che non sono nate nella mia città e mi capita quasi sempre di avere pensieri poco carini nei loro riguardi. “Guarda questa napoletana che belle Hogan che si è messa”, “Senti la siciliana come starnazza al cellulare”, “Madonna quanti peli, cento euro che sei di Cagliari”. Voi non vi vergognate? Io in tutta franchezza un po’ sì, perché qualcuno di loro sono sicuro che pensi “Vedi quello quanto è finocchio e quanto sculetta”, e me lo merito. Mi merito tutto quello che mi viene detto perché a colazione mangio latte ed ipocrisia. Terrone, frocio, albanese, cicciona, pezzente. Non sono solo io, siete anche voi degli ignobili ipocriti. Ci ho messo una vita a riprendermi dal bullismo subito durante l’infanzia e la pubertà per finire a fare il razzista appena ne ho l’occasione. C’è un “ma”, ed un “ma” che vale tutto: me lo avete fatto notare voi, sono molto più buono da qualche mese a questa parte. Non ho fatto miracoli, ho provato e sto ancora provando a non ferire nessuno. Cerco di fregarmene se le tue abitudini sono diverse dalle mie, passo avanti ai comportamenti che mi urtano il sistema nervoso, non mi pronuncio sulle discutibili scelte altrui. E come ho detto ci sto riuscendo e me lo hanno detto gli altri. Dicono, “Mi sembri più buono”, “Sei cambiato”, “Il nuovo Fabry è migliore”. Non ho la presunzione di essere la nuova Madre Teresa di Calcutta, spero ancora nell’estinzione del genere umano ma mi limito a non riservare agli altri lo stesso trattamento che fa soffrire me. Ed è molto semplice in realtà trattenere dentro i vari “Muori” che ogni giorno sento di dover condividere con le persone.

Mi piacerebbe che ci provassero tutti, anche i gay che si sentono feriti a morte dal Sig. Barilla e poi passano la giornata a trovare difetti a quella o questa cantante, lanciandosi parrucche e strappandosi le unghie facendomi vergognare di essere omosessuale. Mi piacerebbe anche che gli amici meridionali la smettessero di lamentarsi delle città in cui emigrano e dei loro abitanti, perché quando li chiamiamo terroni ci abbassiamo al loro livello. Potrei andare avanti all’infinito ma mi fermo. Ho scritto questo un po’ per chiedere scusa a tutte quelle persone che ho trattato male ingiustamente, un po’ per far capire che non bisogna essere stronzi a tutti i costi, e un po’ per darmi un tono così che crediate che sia un peccatore redento. E lo sono, ci provo almeno. Non è sgradevole, riflettendoci, dimostrare di essere terribilmente simili a coloro che noi persistiamo a condannare? Siamo tutti come Brunetta? Predichiamo bene e razzoliamo male? Saranno parole banali le mie, ma provate a ripensarci la prossima volta che qualcuno vi prenderà per il culo. Ve lo siete meritati? Io forse un pochino sì.

Abbiamo finito con i post seri, la settimana prossima ci aspettano sorrisi e risate alla vecchia maniera. Nel mentre fatemi sempre sapere cosa ne pensate a [email protected] 

(Tutto questo discorso non ha valenza per gli ex obesi, loro sono persone cattive che meritano tutti gli insulti che riuscite a pensare.)

(Non venite a fare la morale a me dopo questo post per le parole non lusinghiere che ho usato nei confronti di qualcuno, era necessario. Un po’ come il dolore in certe posizioni, fa male ma vai avanti lo stesso.)

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Fabry

Livelli di egocentrismo da denuncia penale. Sto zitto solo quando dormo e ascolto solo quando si parla di me.
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Comments (15):

  1. gabecnc

    24 ottobre 2013 at 15:16

    bel pezzo.

    Rispondi
    • Signor Ponza

      25 ottobre 2013 at 11:28

      Così Fabry si convince che non sono solo io a dirgli che i suoi pezzi sono belli! 🙂

      Rispondi
  2. Pas

    24 ottobre 2013 at 15:35

    Ma che vuol dire “Mi piacerebbe anche che gli amici meridionali la smettessero di lamentarsi delle città in cui emigrano e dei loro abitanti, perché quando li chiamiamo terroni ci abbassiamo al loro livello.”?

    Rispondi
    • Fabry

      24 ottobre 2013 at 20:24

      Significa che si lamentano quando li chiamiamo irrispettosamente terroni, per poi non fare altro che denigrare i luoghi dove vivono. E allora giochiamo allo stesso gioco, siamo tutti terroni e tutti polentoni. Ovviamente sto generalizzando.

      Rispondi
  3. Alec

    24 ottobre 2013 at 16:02

    Anche io mi faccio queste paranoie ogni tanto, la sera quando sono a letto solo e non riesco a prendere sonno nonostante i tranquillanti e gli ansiolitici. Poi mi sveglio la mattina e accendo la tv e la farfalla appesa cade giù..ehm- e quasi sempre becco gente ipocrita che litiga. Salgo sul treno per Milano e i passeggeri non fanno altro che guardarsi di traverso a vicenda con chissà quale voglia di fare commenti piuttosto che godersi un’ultima ora di sonno. E più la giornata va avanti più non fa che peggiorare trascinandoti dentro nel meccanismo del pregiudizio: cerchiamo solo di stare alla larga ed esorcizzare qualcosa che è distante da noi, non capiamo e quindi temiamo. Forse vogliamo solo evitarci sgradevoli sorprese e nel prendere decisioni veloci sulla miriade di persone che incontriamo, abbiamo solo il pregiudizio come criterio decisionale.
    O almeno così è per istinto.
    E tutto questo lo dico da ex-obeso ora sottopeso acido cinico e chi ne ha più ne metta.

    Io uso come criterio di giudizio l’insulto arguto: chi riesce a mettermi al mio posto con quattro parole ben articolate, ha il mio rispetto. A prescindere. In chi abbassa lo sguardo, come facevo io un tempo, vedo solo un bambino che deve essere educato a controllare le sue emozioni a suon di rispostacce, come ho dovuto imparare a fare io nel tempo. Se nella mia libreria ci sono sempre pronti Machivelli, Sun-Tsu, Dumas padre è solo per avere conferma, nei -più frequenti di quanto si possa pensare- momenti di debolezza di cui all’inizio, che la via della durezza è la via giusta per districarsi nella società come nella vita in generale. Qui si china la testa solo in camera da letto.

    Rispondi
    • Fabry

      24 ottobre 2013 at 20:27

      Devo dire che commenti del genere mi riempiono di felicità. Grazie per aver condiviso con me i tuoi pensieri. Credo tu abbia ragione su tutto quello che hai detto.

      Rispondi
  4. ilalicious

    24 ottobre 2013 at 19:44

    Ultimamente sto cercando anch’io di essere più buona e di non giudicare, ma quando vedo quelle donne con gli stivali bianchi ( o i vestiti di Desigual, la matita contorno labbra, le calze color carne ecc ecc) proprio faccio fatica a trattenermi.
    Sono una persona orrenda, orrenda.

    Rispondi
    • Fabry

      24 ottobre 2013 at 20:27

      Lo so, a volte le persone ci mettono a dura prova ma non ti curar di loro e guarda e passa, o come cazzo aveva detto Dante. (PS: Giovedì prossimo DEVI leggere il post)

      Rispondi
  5. Arth90 .

    24 ottobre 2013 at 19:53

    Ottimo pezzo. Purtroppo siamo tutti dei grandissimi ipocriti, io stessa mi odio a morte quando mi metto a rimproverare mio padre perché mangia troppo o parlo di diete e forma fisica altrui. Io che detestavo a morte quando mi facevano battute sul fatto che fossi in leggero sovrappeso, ora che sono dimagrita mi sento come uno stupido guru che pretende di insegnare agli altri come mangiare. Fortuna che i commenti acidi li formulo solo nella mia mente, altrimenti diverrei davvero antipatica. Penso che lo “sport nazionale della critica”, come mi piace chiamarlo, sia il classico mezzo che utilizzano tutti per proiettare e scaricare le proprie frustrazioni e insicurezze sugli altri.

    Rispondi
    • Fabry

      24 ottobre 2013 at 20:26

      Vero? Ipocrisia come nuovo inno Nazionale. Purtroppo.

      Rispondi
  6. Guy Overboard

    24 ottobre 2013 at 20:36

    Secondo me il nuovo Fabry ha semplicemente più cazzo da assaporare uhahuhauuhauha

    Rispondi
    • Fabry

      25 ottobre 2013 at 18:14

      Mio adorato, ma che linguaggio! (Comunque sì, è palesissimo che Fabry si stia sfogando in questi mesi.)

      Rispondi
  7. Filo

    24 ottobre 2013 at 21:42

    per quanto mi riguarda il casino è che poi si crea un corto circuito del tipo che io giudico gli altri e di conseguenza nella mia mente si infila il tarlo costante che anche gli altri giudicano me, quindi circolo vizioso, mi trasformo in un complessato orrendo che si incattivisce e vabbè, il resto è storia.

    Rispondi
    • Fabry

      25 ottobre 2013 at 18:13

      Forse se ci mettessimo tutti d’accordo che giudicare le persone è giusto allora ciao, avremmo vinto.

      Rispondi

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