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Il blog del Signor Ponza

Olimpiadi 2018: cosa ricorderemo?

Con la cerimonia di chiusura che si è svolta nel pomeriggio di domenica 25 febbraio, si sono chiusi i XXIII Giochi Olimpici Invernali di PyeongChang 2018.

Cosa ci ricorderemo di queste Olimpiadi?

Le 10 medaglie azzurre

Il presidente del CONI Malagò disse punto a 10 medeglie e 10 medaglie furono. E in questo azzurro c’è tantissimo Rosa. I 3 ori vinti sono stati portati a casa da tre donne: Arianna Fontana, Michela Moioli e Sofia Goggia.

Al di là delle medaglie tanti italiani hanno fatto grandi risultati e realizzato record personali e/o nazionali. Bravi tutti, davvero!

I giornalisti mai contenti

Se ho detto che le medaglie sono state 10 e i bei risultati davvero tanti, ecco i miei colleghi (chchch…) della carta stampata sono stati ben più brontoloni.

Per loro Dominik Paris o Lisa Vittozzi sono arrivati SOLO quarti, Carolina Kostner è SOLAMENTE quinta. Insomma se ne fregano degli sport invernali per quattro anni e poi sentenziano sui nostri atleti ignari del contesto in cui gareggiano.

Sportivi che sono costretti ad allenarsi usando le briciole che CONI e Corpi delle Forze Armate mettono loro a disposizione, perchè gli sponsor sono sempre troppo occupati ad occuparsi di calcio (ecco l’ho detto!). Io una medaglia la darei davvero a tutti perchè in queste condizioni fare sport mica è facile.

Se i giornalisti si ritengono tanto bravi, ecco alle prossime Olimpiadi gareggino loro.

Il costume birichino

A tenere banco sui siti di mezzo mondo è stato il wardrobe malfuncion della danzatrice Gabriella Papadakis. Peccato che la stampa non abbia sottolineato come davanti ad un imprevisto del genere i due francesi abbiano fatto comunque un punteggio monster, ma si siano soffermati solo sullo scapezzolamento (anche se a dire il vero c’è ben poco da scapezzolare… e noi avremmo preferito l’avesse fatto il suo partner Guillaume). Insomma la prestazione sportiva ahimè è passata in secondo piano ed è un peccato perchè questi due giovanissimi francesi hanno la stoffa per dominare nella specialità almeno per altre due olimpiadi.

Il bacio appassionato

Dopo le tante polemiche di Sochi 2014 sul ruolo degli atleti LGBT in una Russia sempre più omofoba, l’edizione coreana ci ha regalato tanta normalità.

Gus Kenworthy dopo tante natiche al vento non ha stupito per la sua prestazione sportiva ma per il bacio appassionato che ha dato in diretta mondiali al suo compagno.

Un gesto quotidiano che secondo me dovremmo vedere più spesso negli eventi sportivi, perchè (anche se lo sappiamo a memoria) “It’s OK to be GAY”.

E la pattuglia arcobaleno arrivava un po’ da tutti gli angoli del mondo e ha raccolto tante medaglie. Casa Italia come sempre tace… come se di atleti LGBT in Italia non ce ne fossero. Sia chiaro, non voglio obbligare nessuno a fare coming out, ma come atleta olimpico si ha anche un enorme responsabilità verso tutte le persone che ti guardano. E poi, vuoi mettere come si gareggia meglio quando non si deve pensare a “nascondersi nell’armadio”?

Adam Rippon (bronzo) e Eric Radford (oro). Out and Proud.

 

Le cerimonie di apertura e chiusura. Chi le ha viste?

Pochissima attenzione mediatica è stata posta alle cerimonie di apertura e chiusura. Non ci sono stati momenti epici o da ricordare. E dire che noi aspettavamo un tripudio di K-Pop e di tecnologia (un po’ come ad Expo2015). E invece nulla.

Certo quando uno deve competere con la re-union delle Spice a Londra 2012

Il fuso orario maledetto

Queste Olimpiadi passeranno alla storia come quelle maggiormente spoilerate da internet. I giochi in Asia ci costringono a nottate in bianco per assistere a qualsiasi gara, oppure a colazioni a caffelatte e curling. Insomma prima abbiamo scoperto i risultati sui giornali e poi abbiamo visto le gare.

Come rovinarsi tutta la curiosità.

Cari miei dobbiamo metterci il cuore in pace. Le prossime olimpiadi estive saranno a Tokyo 2020 e le prossime invernali a Pechino 2022. Insomma c’è da sperare che Europa o Nordamerica rimettano le cose a posto perchè altrimenti saranno ancora nottate passate tra Marzullo e gare di sci alpino.

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claussibraun

Milanese espatriato, vivo a Bruxelles. Parlo almeno 3 lingue al giorno, ma non sempre le stesse. Delle volte sogno anche coi sottotitoli.
Eurovision Song Contest connoiseur, le 5 presenze in loco fanno da garanzia. Viene da se che amo la musica pop, magari anche un po’ baraccona ed appariscente. Una canzone uptempo con un key change, un ventilatore e dei lustrini e sono contento. Se la canzone è svedese, sarò vostro per la vita.
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