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Il blog del Signor Ponza

La Chieso-fobia non combatte l’omofobia

Bentornati a L’ora di religione, l’ora in cui leggete senza ascoltare, scambiandovi i diari per fare delle dediche, cretini. “Ma non mi piegherete MAAAAIIII” (einvece) parafrasando le urla di Simona Ventura quando, premiando Giorgia Palmas nella sua ultima Isola dei famosi, se la prendeva con i dirigenti Rai che poco la soffrivano e l’hanno lasciata vagare in giro nell’etere senza trovare mai più pace.

Prima di introdurre l’argomento di cui mi appresto a parlare mi scuso per la pesantezza di alcune parti. Questa settimana farò di questo spazio un uso del tutto privato, cercando di spiegare questo mio tweet che giovedì scorso, durante la puntata di X Factor, ha infiammato qualche animo. Ora, per carità, non creo scompigli sull’etere, figuriamoci, però in mancanza di argomenti più succulenti, ho deciso di spiegare cosa intendevo dire quando, in risposta alle parole che Fedez aveva scritto presentando Madh, io ho twittato:

Le parole pronunciate da Fedez sono le seguenti:

“[…] un rapper che parla di omosessualità e va a rompere l’assioma del rapper sessista e omofobo e per il nostro Paese può essere un piccolo promemoria per ricordarci che viviamo in uno stato laico e che nessuna istituzione religiosa può permettersi di giudicare l’amore come un senso di colpa“.

Allora, a parte che, rileggendole, non ha alcun senso ciò che dice (cosa vuol dire ‘giudicare come un senso di colpa’?), credo (e sottolineo che è assolutamente stata una mia impressione) che chi si è prodigato ad applaudire la sgrammaticata Cristina D’Avena del rap abbia letto (come ho fatto io) in questa esternazione uno scarica-barile: non sono i rapper a essere omofobi, è la religione e se in Italia c’è l’omofobia è colpa della religione che ne inquina la laicità.

A Fedez, ma che stai a dì??

Allora, inizierei col dire che il mio concetto di religione lo definirei liquido, come mi ha insegnato il maestro del pensiero post-moderno Bauman, e che, non avendo mai studiato teologia, non sono informato sui dogmi e teoremi del pensiero cattolico più strettamente ortodosso, per carità. Dopo aver messo le mani avanti, ogni tipo di religione, a mio parere, ha un messaggio d’amore verso il prossimo e ogni pretesto da parte degli uomini di usare la religione per combattere battaglie di ideologia e d’odio è del tutto erroneo. Poi se anche uomini di Chiesa si avventurano in campagne di odio e intolleranza, usando il loro altisonante ruolo, non è detto che questi non siano nel torto e, allora, io preferirei contestare i singoli ma non il pensiero religioso.

A tal proposito citerò il pensiero del tanto bistrattato Papa emerito Benedetto XVI quando dice che nessun seguace di nessuna religione può considerare Dio come una sua proprietà e credere quindi di essere nella verità rispetto agli atei. Allo stesso tempo, voglio anche citare il pensiero del tutto laico della filosofa e psicanalista francese Julia Kristeva che ammette: “Concentrati sul combattere l’abuso di fede da parte delle religioni, noi laici abbiamo dimenticato la base benefica del credere, il patto di fiducia con l’altro“. Io non sarei mai stato in grado di dirlo meglio di così, anche perché, biondo come sono, non ho una struttura di pensiero così ben articolata, quindi Julia voglio solo dirti

L’ultima risposta al mio tweet la indirizzo al caro amico Matteowolk, che giovedì ha prontamente risposto linkandomi l’articolo della notizia secondo cui la Curia di Milano ha chiesto di segnalare tutte le scuole in cui ci sono insegnanti omosessuali. Innanzitutto sottolineo che la Curia ha prontamente risposto scusandosi tramite il proprio arcivescovo Angelo Scola, che ha smentito subito qualsiasi intento di creare un indice sollevando l’ipotesi di un errore della segreteria della Curia. Vabbè senza entrare nel merito dell’avvilente e incresciosa situazione accaduta, ricordiamo che Scola era uno degli esponenti di punta alla successione di Benedetto XVI, appoggiato dalla Curia vaticana e poi decaduto in favore di Bergoglio.

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Infatti, in sede di conclave, lo stesso Scola non è stato molto stimato dai cardinali suoi colleghi come mente progressista capace di guidare la Chiesa fuori dal declino post-Ratzinger, anche per la vicinanza di Comunione e Liberazione a Berlusconi. Ma sugli intrighi vaticani ci sarebbero da scrivere non post ma serie tv Hbo capaci di far impallidire I Borgia e House of cards.

Tutta ‘sta pippa per dire che l’omofobia va combattuta non attaccando la Chiesa e le religioni ma lo Stato, perché è vero, l’Italia è un Paese laico e perciò deve essere lo Stato a garantire diritti. Attaccare le religioni è una scelta ipocrita per sottrarci alle responsabilità che ha ognuno di noi nel combattere tutti i giorni l’omofobia in ogni sua forma, perché…

antonella-elia-omosessualita

No, Antonella, dovevi dire omofobia.

Vabbè chiaramente siamo tutti contro l’omofobia e credo proprio che anche il Papa lo sarebbe, così come credo lo sia anche Fedez ma deve fare più attenzione quando si scrive le metafore dettate dal suo mentore J-Ax.

Anche per oggi la campanella è suonata, appuntamento alla prossima ora.

L'ora di religione

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Commenti via Facebook

Leone Lewis

Il fatto che io sia nato il giorno della finale di Sanremo fa di me una di quelle promesse dell'Ariston non ancora mantenute. La mia vita la vivo in attesa di scendere quella scalinata di Gaetano Castelli, immerso nei fiori della riviera. Nel frattempo ho avuto la malsana idea di evangelizzare questo blog di dannati.
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Comments (26):

  1. entropid

    19 novembre 2014 at 13:10

    Son d’accordo che non si risponde all’odio con l’odio e che il problema in Italia sia lo stato che non garantisce i diritti dei cittadini come dovrebbe, ma non mi sento proprio di escludere categoricamente che “se in Italia c’è l’omofobia è colpa della religione che ne inquina la laicità”.

    Rispondi
    • LeoneLewis

      19 novembre 2014 at 13:21

      la Russia è un esempi di stato laico se non ateo in cui l’omofobia è cruenta e l’omosessualità è reato, lì la religione non inquina nulla eppure…

      Rispondi
      • entropid

        19 novembre 2014 at 13:25

        Io non ho mai detto che la religione è l’unica fonte di omofobia! Sono molteplici, dico solo che non escluderei a priori la responsabilità di una religione i cui precetti dichiarano come peccato qualsiasi atto omosessuale.

        Rispondi
        • LeoneLewis

          19 novembre 2014 at 13:28

          beh, allora si potrebbe porre la stessa domanda sull’aborto o il divorzio, però questi ultimi sono legali. c’è ancora la responsabilità della chiesa?

          Rispondi
          • entropid

            19 novembre 2014 at 13:32

            Da quanto sono legali? Io non dico che la Chiesa sia l’unico problema, ma dando un’occhiata alla storia dell’Italia trovo innegabile che essa abbia avuto una forte influenza su determinate questioni, come aborto, divorzio e omosessualità.

          • LeoneLewis

            19 novembre 2014 at 13:38

            Da 44 anni ormai, 24 dopo la nascita della Repubblica italiana. Poi possiamo stare a piangere pensando al fatto che la Chiesa non benedirà mai le unioni gay e addio sogni di matrimoni organizzati da Enzo Miccio in cattedrale, ma quella è un’altra storia.

          • entropid

            19 novembre 2014 at 13:42

            Ma guarda, di quello a me onestamente frega poco. Però trovo che la Chiesa abbia avuto un grande ruolo in tutto ciò. Che lo abbia TUTTORA, ecco, su questo posso darti ragione, nel senso che ora, 2014, la Chiesa in questo ambito è quasi una minoranza, vuoi perché tanta gente non crede più, tanta non pratica, tanto pensa quello che vuole pur credendo, ecc.

          • LeoneLewis

            19 novembre 2014 at 13:46

            Esatto, proprio per questo continuare ad attaccarla è da ipocriti perché se davvero poi tutta l’Italia pendesse dalle labbra della Chiesa e si comportasse come prescrive non staremmo in queste condizioni. Invece è chiaramente un atteggiamento comodo quello di scaricare la colpa su altri per responsabilità personali.

          • Daniii

            19 novembre 2014 at 23:53

            sigh, io già ci sognavo sposi a S. Pietro (per l’occasione ridipinta in fucsia fluo).

          • Daniii

            19 novembre 2014 at 23:52

            anche in questo caso pero’ stiamo parlando delle opinioni dei suoi esponenti, e non della religione o dei suoi precetti (che notoriamente sono interpretabili un po’ come si vuole).

          • entropid

            19 novembre 2014 at 23:57

            No. Stiamo parlando del Cattolicesimo, non del Cristianesimo. I documenti emanati dai Concili entrano a far parte in tutto e per tutto nella dottrina della Chiesa e, godendo il Papa di infallibilità, egualmente ogni documento emanato dalla Congregazione per la dottrina della fede e espressamente approvato da egli.

          • LeoneLewis

            20 novembre 2014 at 09:31

            Però come sai, il cattolicesimo (ma anche il cristianesimo in generale), a differenza delle altre religioni monoteiste, è una religione di interpretazione. La stessa infallibilità del Papa è stata messa in discussione dagli ultimi papi.

          • Daniii

            20 novembre 2014 at 11:15

            sigh… non ci riesco a decodificare il tuo messaggio, stamattina sono biondo ossigenato 🙁
            In ogni caso a questa infallibilita’ del Papa secondo me non ci credono piu’ neppure loro, non dopo che la BennyXVI (amica di CharliXCX) ha abdicato.

  2. Riccardo Onorato

    19 novembre 2014 at 13:15

    Sono d’accordo in parte. E’ vero che la responsabilità di combattere l’omofobia spetta, prima di tutto, allo Stato tramite leggi e operazioni concrete che permettano di difendere le persone colpite e punire chi la pratica. Così come spetta alle “persone comuni” nel dover ogni giorno combatterla, sia come cittadini ma anche come figure di riferimento di gruppi sociali (il genitore per il nucleo familiare, l’insegnante per la scuola, ecc).

    Però non si può negare che la Chiesa faccia di tutto per creare dei misunderstanding nei confronti della questione LGBT. A partire dalla “non unificazione” nell’evangelizzazione: ogni prete, vescovo e eminenza episcopale dice la sua, citando versi della Bibbia sempre diversi e interpretandoli in maniera del tutto personale. Questa “diaspora” del significato non fa che creare confusione, forse non tanto in loro che hanno studi teologici e sanno bene interpretare il significato delle parole, ma nei loro seguaci, nelle persone religiose che si sentono bombardate da informazioni tutte diverse e a volte contrastanti. Suore che dicono che i gay devono essere annientati sono realtà. E una persona comune, religiosa, che sente dire questa cosa non ha le competenze teologiche tali da poter filtrare questa informazione. La prende come buona, ci crede e quindi “agisce di conseguenza”.

    Il problema quindi non è la Chiesa in sè, ma il “suo fanclub” (cit.) Però mi sento di incolpare in parte il fanclub. Perchè se il fanclub non capisce, la Chiesa dovrebbe interrogarsi e dire “forse non mi sto spiegando bene, forse dovrei fare qualcosa per far capire bene il mio messaggio, forse è ora che comincio a richiamare tutti quelli che sono responsabili dei messaggi cristiani e li inviti a non fare di testa loro”.

    Questo modo di fare “superficiale” è comunque colpa della Chiesa. E questo modo di fare indubbiamente fortifica l’atteggiamento omofobico.

    Rispondi
    • entropid

      19 novembre 2014 at 13:26

      D’accordo con te ma non farei questa distinzione tra Chiesa e “fan club”. Anzi, se come Chiesa intendiamo il clero allora è dovuta proprio a loro gran parte della responsabilità, piuttosto che ai credenti.

      Rispondi
    • LeoneLewis

      19 novembre 2014 at 13:27

      beh, non è una questione puramente religiosa, anche molti politici dicono delle cose imbarazzanti parandosi dietro una sorta di morale.
      che poi ci sia una lobby di persone in abito talare legate al potere politico che usano la bibbia per acquistare sempre più potere è un’altra questione.
      per quanto riguarda gli strumenti che una persona ha o meno per filtrare vale per la chiesa come per chi vede i tg di mediaset…

      Rispondi
      • Riccardo Onorato

        19 novembre 2014 at 16:30

        Ma il politico non ha il compito di insegnare il senso civile, mentre il clero è l’unico che ha il compito di insegnare, di far conoscere e di diffondere il pensiero religioso. Quindi ciò che dice il clero è l’unica cosa che ha importanza per un credente. Quello che dice una suora è importante, perchè lei è una suora e vive secondo religione, conosce la religione e ciò che dice lo dice in base ad un credo religioso. Questo è ciò che percepisce un credente. E la Chiesa non può far finta di ignorarlo.

        Non è poi una questione di potere: anche il parroco del mio paesino (che a livello di potere non è nessuno) può influenzare il giovane laureato credente. Perchè il giovane laureato, anche se intelligente, vede in lui (perchè è la Chiesa a dirlo che deve vedere in lui) la persona che può “infondergli” la religione. E proprio per questo, non può essere fatto lo stesso ragionamento dei TG di Mediaset. La cultura per contrastare l’ignoranza “laica” me la dà la scuola, me la dà il giornale, me la dà la controinformazione. La cultura religiosa invece viene infusa solo dal clero: non esiste una controinformazione. Ciò che è controinformazione, se è tale, non è qualcosa che dice la Chiesa. E quindi non è qualcosa di religioso. Quindi non si può dare la colpa al singolo uomo comune credente se non ha gli strumenti: la Chiesa deve farsi un mea culpa sul fatto che, essendo l’unica che agli occhi dei credenti ha il diritto di diffondere e spiegare il messaggio religioso, non dà dei messaggi coerenti e unitari. I messaggi sono confusi, sono tutti diversi e molti di questi sono indubbiamente carichi di odio.

        Rispondi
        • LeoneLewis

          19 novembre 2014 at 16:51

          Scusa ma la trovo un po’ pregiudizievole come posizione. Perché il politico non ha il compito di insegnare il senso civile? Tutti abbiamo delle responsabilità nei confronti degli altri. Come ho detto già a entropid, è una questione di comodità: le persone si comportano davvero secondo tutto ciò che comanda la Chiesa oppure la gente sa scegliere bene quando è il caso di usare indulgenza per se stessi e quando invece si usano parole che arrivano da religiosi per porsi in odio contro altri?

          Rispondi
          • Riccardo Onorato

            19 novembre 2014 at 20:22

            No certo, mi sono espresso male. Il politico può (e deve) insegnare il senso civile, così come posso (e devo) insegnarlo io. Nel commento però io mi soffermavo sulla percezione di chi deve ricevere tale insegnamento: per il credente il Papa, il vescovo e il clero in generale è l’unico legittimato a dare spiegazioni, a dare degli insegnamenti sulla religione. In campo civile no. In campo religioso sono loro i possessori di tale conoscenza. In campo civile no. Quindi non è una questione di comodità: se una persona è religiosa si comporta secondo ciò che comanda la Chiesa. E’ questo che gli viene detto ed è questo che loro seguono. E se la Chiesa dà dei messaggi ambigui, le persone seguiranno messaggi ambigui. E la Chiesa sembra sottrarsi sempre a questo concetto, non riesce a uniformare i propri pensieri e a diffonderli in modo tali che tutti ne siano concordi. Questo crea il caos e questo crea indubbiamente una cementificazione maggiore del concetto omofobico.

        • LeoneLewis

          19 novembre 2014 at 16:55

          Te la faccio più diretta la domanda: possibile che gli italiani darebbero ragione alla Chiesa sono nel ‘combattere’ l’omosessualità e non negli altri principi che predica sul sesso, divorzio, aborto, ecc?

          Rispondi
          • Riccardo Onorato

            19 novembre 2014 at 20:28

            Gli italiani religiosi danno ragione alla Chiesa anche per altri argomenti da te citati (pensa alle notizie di quanti obiettori tra i medici esistono). Solo che questi ultimi sono stati superati tramite una legislazione, che tutela quindi a prescindere dal credo religioso, mentre per la questione omosessuale lo Stato è bloccato e quindi in mancanza di un sostegno da parte dello Stato il pensiero religioso diventa quello più forte. E’ successo lo stesso anche per le donne per tanti anni. Fino a quando non c’è stata una legge che stabilisse che l’uguaglianza era giusta e che chi la pensasse diversamente stava sbagliando, tutti i credevano che la donna non avesse ad esempio il diritto di votare e in generale di vivere come una persona di sesso maschile. Oggi questa cosa ci sembra impensabile, ma nel periodo in cui la legge non c’era era diffusa questa idea. E a questa idea indubbiamente contribuiva la Chiesa, che non andava predicando “siamo tutti uguali” o “la tua donna ha diritto di fare le stesse cose”. Anche in quel caso, la colpa era della gente come dici anche tu. Ma indubbiamente la Chiesa restava inerme nel non dire che si stessero sbagliando, mandando messaggi ambigui che alimentavano tale situazione.

  3. Daniii

    19 novembre 2014 at 23:50

    Mi spello le mani.
    I singoli esponenti della Chiesa hanno la piena responsabilità di ciò che dicono, e la colpa non è certo delle religioni in sé (che comunque costituiscono un patrimonio culturale non indifferente a cui inevitabilmente attingiamo tutti, atei e non).
    Tra l’altro noto che Supersimo ha una battuta pronta per ogni argomento (persino il tweet sulla possibile elezione di Scola LOL!). Magari ci fosse lei al posto di Fedez, perchè l’arroganza da parte di una 50enne che ha condotto tutto il conducibile la posso anche tollerare, mentre dover sopportare quel frocetto (Oooops, OMOFOBIA ALERT! scusate) odioso davvero…DAVVERO.

    Rispondi
    • LeoneLewis

      20 novembre 2014 at 09:31

      vorrei che non venisse mai fuori che Fedez sia davvero gay.

      Rispondi
      • Daniii

        20 novembre 2014 at 11:12

        neanche io ma se mentre parla chiudi gli occhi ti ritrovi magicamente al Borgo.

        Rispondi
      • Daniii

        20 novembre 2014 at 11:13

        Aggiungo che pero’, con tutti i distinguo del caso (e’ giovane, un po’ stupidello, presuntuoso ecc ecc) apprezzo molto il messaggio che (in maniera piu’ o meno paracula) fa passare contro l’omofobia.

        Rispondi

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