Pacey Twitter. Ovvero le sorprese che non ti aspetti

Eccoci in un nuovo caldo, e anche un po’ umido, appuntamento con #MANiCURE che questa settimana continua il suo viaggio nell’igiene personale iniziato qualche settimana fa. Argomento, che non ho mai trattato nei post precedenti, e se la memoria non mi tradisce neanche mai sul mio blog, e che ho deciso oggi di regalarvi. Ma rivedere questo strano personaggio nella mia timeline di twitter, retwittatto da chissà chi, ha scatenato in me una nuova e inaspettate sete di giustizia. E di vendetta. Ecco perchè ora vi attenziono su tutto.

Diverso tempo fa, quando ero ancora una ragazza dell’Upper East Side, e si poteva dire a gran voce che abitavo in centro, mi sono imbattuto in questo ragazzo in linea, che mi faceva scompisciare dal ridere. Non era ancora il tempo dei social sui telefoni, anzi,  per chattare si scambiavano noiserrimi messaggi su Gayromeo e simili. Io restavo affezionato ad MSN, e lì che ce la chattavamo come se non ci fosse un domani. Ci siamo sentiti così a buffo per tipo un mesetto. Addirittura avevamo passato un sabato sera fitto fitto a chattare, mentre facevamo gli stupidi con la cam.

msn

Insomma grasse risate. E lì, in qualche inaspettato modo, si è innescato il discorso sessuale tra di noi. Li abbiamo deciso, entrambi, anzi, forse ognuno aspettava la prima mossa dell’altro, di buttarci a capofitto nel discorso sesso, che in chat ha sempre successo a prescindere. Lui iniziò scrivendo che era molto eccitato, e che gli sarebbe piaciuto se fossi stato lì per baciarlo. Io al pensiero provai una certa emozione. Insomma lui era carino nonostante tutto. E poi assomigliava terribilmente a Pacey Witter di Dawson’s Creek. E questo era un altro dettaglio che tutto sommato non mi dispiaceva.

I tempi ai tempi di MSN erano lunghissimi. Per cui passarono ancora una decina di giorni prima che io e Pacey Twitter decidemmo seriamente di vederci. Mi raggiunse un pomeriggio, caldissimo di luglio, dopo pranzo. Ecco gli orari di certo non erano d’aiuto. Ovviamente ci riservammo un tempo X utile a conoscerci dal vivo, e seppur all’inizio ero un po’ stranito, perché si assomigliava a Pacey ma comunque era diverso dalle foto e dall’idea che mi ero fatto io. Ecco mi appariva un po’ rachitico. Strano. Ed era sudatissimo. Non mi stava facendo l’effetto desiderato. Per niente.

Abbiamo spezzato il tempo con un caffè, e mentre io lo studiavo, anche lui notavo che si soffermava a squadrarmi. Si, mi stava studiando anche lui. Mi sentivo immediatamente sotto esame. Nel momento in cui ho avuto l’impressione che stesse guardandomi mi è salita l’ansia, neanche se lui fosse stato il vero Pacey Witter. Insomma. Ero un po’ combattuto, e forse stavo man mano cambiando idea, ecco non ero più sicuro che ne volessi da lui, anzi, c’era qualcosa che non mi quadrava in lui, e ancora non lo capivo.

Nel frattempo avevo terminato i discorsi. Li avevamo snocciolati tutti via MSN, naturalmente, ed in quel momento brancolavo nel buio. Insomma sapevo già tutto su di lui. Di cos’altro potevo parlare? Guardo la credenza e li appoggiata c’è la risposta. La WII! Si perché senza rifletterci troppo gli ho passato il joystick e ho messo su Super Mario. E lui non si è affatto tirato indietro, perché adorava Super Mario. Ecco, i primi venti minuti sono passati lisci, ed oramai eravamo lì da più di un’oretta. Ecco mi sembrava che stava andando tutto per il meglio, quando forse stufo di pensarci troppo Pacey ha rotto il ghiaccio. In tre secondi.

“Perché non vieni più vicino? Penso che adesso la possiamo anche piantare di giocare..” PANICO. “Certo, ok!”. Inaspettatamente un bacio. Dritto dritto in bocca. Con tutta la lingua. Primo dramma. L’alito pestilenziale. Volevo già urlare. Svenire. Fuggire. E disinfettarmi il cavo orale. Nulla di tutto ciò, ho continuato con la faccia schifata fino a che ce lo fatta a resistere. Quando ho visto che prendeva fiato per respirare, ho immediatamente colto la palla al balzo interrompendo il mood creatosi: “Ce lo beviamo un sorso di tè freddo? Lo vuoi?” dico miagolando.

Pacety

“NO!. Voglio te. Adesso!”. mi dice serio. AHHHHHHHHHHHHHH. Ok. Vabbè almeno non dovrò più baciarlo. Mi abbraccia, mi tira via la t-shirt e mi lecca sotto le ascelle. Io BASITO. Si apre i pantaloni, e tira giù le mutande. In quel momento il dramma si è drammaticamente palesato nel salotto. Mi cade l’occhio nei suoi slip e lo sconcerto mi assale. I suoi slip erano pieni di pellicine morte. Pieni di puntini neri. Ho avuto un momento di smarrimento: poi ho compreso la gravità. QUELLE ERANO DELLE PIATTOLEEEEE. AAAAAHhhhhhhhh. Ragazzi ho detto NO.

Non ci sono riuscito. E’ stato più forte di me. In quel momento ho cedut0, ed ho fatto quello i gay non fanno mai. Ho detto la verità. “Scusami, non mi va di andare avanti. Purtroppo dal vivo non sei come ti avevo immaginato. Mi spiace!”. Silenzio. Mutismo improvviso. Lui si stava già rivestendo. Era arrivato all’uscio di casa dopo quattro secondi netti, e mi stava già salutando, “Ci si becca in giro!” e via. Non l’ho più visto.

La morale: sono stufo di fare il moralizzatore. Non c’è morale, se hai le piattole, ti stai a casa! Non vai a conoscere gente conosciuta su MSN. Basta. Oppure fai qualcosa, ecco lavati per esempio. Ecco, sì. Soprattutto adesso che sei una twitstar! Ed hai più followers di me. Ecco. Adesso ho stata vendicata.

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Annabelle Bronstein

È davvero poco interessante sapere chi sono veramente. Mi sono laureato e subito dopo mi sono trasferito a Roma. Alla ricerca dell’amore. Quello con la A maiuscola, che ti fa battere il cuore e ti stende senza parole. Ma la ricerca, purtroppo, tutt’ora continua e io ho deciso, qualche tempo fa, di condividere con il web le mie avventure. E così è stato! Amante della musica pop, del cinema e del teatro, e col sogno nel cassetto di diventare una star a 360°, per ora non supero i 90! E mi diletto sulle pagine de Il Pisello Odoroso a farne di ben donde. Definito dai più come una puttan blogger, a me piace poco definirmi, e farne di più di ogni!
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