5 cose che faremo invece di guardare le partite dei mondiali

Premesso che io capisco di calcio quanto Kim Jong Un di tendenze in fatto di capelli, mi pare opportuno farvi notare che non è per forza un male quello che ci è capitato contro la Svezia. Purtroppo, per dei motivi che mi sfuggono proprio perché mentre si svolgeva questo memorabile scontro io non sapevo neanche che Buffon giocasse ancora, siamo stati esclusi dalla possibilità di partecipare ai mondiali del giuoco del calcio della prossima estate. Improvvisamente, dato che siamo un popolo di santi, poeti, marinai e soprattutto di rompicoglioni, tutto il popolo del web si è ricordato che la sola cosa che ci unisce a livello patriottico è la nazionale, e giù ad inveire contro i tecnici, massaggiatori, raccattapalle, porta borracce ed immigrati (che comunque hanno sempre le loro colpe, Salvini insegna).

Ora che ho riportato l’attenzione sulla vera cosa che conta, vediamo perché tutto questo rappresenta una rivincita rarissima per noi che il fuorigioco è paragonabile alla fusione nucleare.

Per prima cosa prenoterò le vacanze in qualsiasi posto senza vincoli.

Non ci saranno cene in ristoranti con schermi giganti corredate da monologhi in cui l’essere davanti a noi annuisce senza ascoltare per replicare solo dopo 45 minuti con un lapidario “effettivamente, si.”

Potremo andare ai matrimoni senza temere di fare le solite figure di merda.

Vuoi che siano dovute agli auricolari per ascoltare la cronaca, o preoccuparci di coprire con i colpi di tosse i mugolii in caso di improvviso gaudio, e pregare che l’unica madonna durante la permanenza in chiesa sia la statua.

Non fingeremo di sapere durante le conversazioni con gli amici in che girone siamo, che l’arbitro è stato il solito stronzo e che il tendine di Tizio è infiammato.

Non importerà non saperlo perché questa volta la nostra ignoranza sembrerà distacco. Probabilmente sarà la buona volta che non dovremo sorbirci neanche la canzone ufficiale, anzi, se passa in radio saremo pure autorizzati a cambiare stazione.

Mi pare l’estate perfetta per iniziare un corso formativo.

Non importa cosa, ma se impiegheremo il tempo imparando qualcosa potremmo poi dire tra quattro anni “non ricordo chi ha vinto, io stavo perfezionando il mio mandarino mentre tessevo la trapunta patchwork che un giorno donerò ai miei figli.

Oppure potremmo fare una cosa ancora più utile di tutte quelle elencate fino ad ora. Potremmo visitare la vigna di Al Bano. Non mi pare che questa debba spiegarvela.

 

 

Commenti via Facebook

Diana Prince

Sono nata su un'isola e continuo a viverci. Ho una cultura appena sotto la media, ma da quando riesco ad avere accesso veloce a Google si nota appena. Odio arrivare in ritardo, ma anche arrivare in anticipo. Proprio per questo non mi presento mai da nessuna parte. Dopo aver visto diplomare Donna Martin non mi è rimasto nessun altro sogno nel cassetto.
Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: