Gli 8 tipi di pazienti da Pronto Soccorso

Una volta, durante una puntata di PZSQ, la Wannabefre citandomi disse “Pazzesco goes Grey’s Anatomy”, ad oggi siamo orgogliosi di dirvi che… Signorponza.com goes E.R!

Si amici, avvalendomi della mia esperienza assistenziale, sono qui per illustrarvi quali sono le 8 tipologie di pazienti che incontrerete in Pronto Soccorso, che voi siate dei sanitari o dei normali utenti del Servizio Sanitario Nazionale, vi sarà capitato sicuramente di incontrare qualcuno dei suddetti “casi umani” che andremo di sotto a snocciolare.

Premessa: il post viene fatto con ironia, nessuno vuole dubitare del dolore delle persone, né tanto meno della professionalità degli operatori; le esperienze sotto citate e le persone incontrate sono frutto di momenti di ordinaria follia VERI, capitati durante i miei turni lavorativi in PS.

L’ipocondriaco

È quello che ha paura di tutto, persino di sedersi sulle sedie della sala d’attesa. Durante la visita medica ti guarda come un gatto spiritato, guai a procedere senza che tu abbia spiegato a lui la manovra che andrai a svolgere, che si tratti di una semplice rilevazione pressoria oppure una toracentesi, non importa. LUI VUOLE SAPERE E SCEGLIERE SE ESEGUIRLA O NO. Nei casi limite partono interrogatori, da parte sua a noi operatori, per decidere se può fidarsi (talvolta chiedendoci credenziali o visione di attestati di laurea) o meno. Più sono lunghe le chiacchiere e i momenti di titubanza, più aumenta la coda e l’attesa per gli altri pazienti. All’esasperazione, tante volte mi domando se non sarebbe meglio per questi soggetti starsene sotto una campana di vetro attendendo di guarire…o peggio.

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Il Dottor Google

Raggruppo qui la categoria (affollatissima) di soggetti che si avvalgono alle sapienti cure del Dottor Google, infondo è semplice: apri il motore di ricerca, digiti i sintomi e prendi il primo risultato ottenuto, autodiagnosticandoti infarti in corso o patologie ancora sconosciute a gran parte del mondo, in fase di studio in qualche istituto giapponese. Quando il paziente si presenta al triage sostenendo che “su Google ha letto che…” in genere l’operatore inizia a ridere. Consultate Google per una prima indagine, ma prendete i risultati molto con le pinze.

Il social

Il “salace scorretto” della situazione, è quello che deve far sapere a tutti che è al PS, così sarà sommerso da una pioggia di likes e domande del tipo “Accipicchia ma cosa ti è successo????”, zittite da risposte come “Ti ho scritto in privato” oppure “Sto facendo la flebo non posso risp”. Questa categoria mi sta particolarmente in culo, lo dico apertamente, visto che a parere mio, se una persona sta male pensa alla propria salute, non certo a farsi le foto con l’ago cannula nel braccio; si perchè se vai in PS e non ti fai la foto con la cannula non sei nessuno… sapevatelo. Quando assisto a questi episodi, veramente inadeguati nei confronti degli altri pazienti che magari stanno male seriamente, penso che sia doverosa una rivalutazione del codice colore, chessò… da VERDE a BIANCO???

salace scorretta

Il codice bianco

introduciamo così la categoria di pazienti, la cui problematica poteva essere risolta con un salto dal proprio Medico di base. Le code nei Pronto Soccorsi italiani sono legate sia alla lentezza di alcuni operatori (purtroppo), sia all’esubero di codici bianchi che occupano gli ambulatori per problemi futili esempio: pancia gonfia, insonnia, mal di schiena da due settimane… e tante altre cose risolvibili dalla vostra personale Dottoressa Giò (STRAPAGATA per ascoltare tutti questi problemi). Dal codice bianco deriva ahimè un altro grande problema, il pagamento del Ticket di Pronto Soccorso. Chi è esente, verosimilmente 80% degli anziani italiani, non paga; ed è proprio per questo che non vanno dal medico di base ma direttamente in PS per il check-up mensile completo, a spese mie e vostre che vediamo la pensione con il binocolo. Ammettilo che anche tu, almeno una volta hai pensato: “Vado in Pronto Soccorso così faccio prima”.

durso sguardo

Quello che non vuole pagare il Ticket

Siamo tutti amici in PS finché non viene presentata la fattura da pagare, lì iniziano i dissapori. Il ticket di Pronto Soccorso è una quota fissa di 25 Euro ai quali si sommano tutte le prestazioni eseguite durante l’accesso, non per scelta nostra, ma per direttive nazionali. Le scene più disparate si sono presentate ai miei occhi ai momento della fattura: gente che voleva denunciarmi per il ticket salato, chi mi chiedeva uno sconto nemmeno fossimo in un volgare H&M, altri che sostenevano che altrove non li avrebbero fatti pagare….insomma, nella mia testa riecheggiavano le parole della povera Emily Charton: “Amo il mio lavoro, amo il mio lavoro, amo il mio lavoro…“.

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Chi non può andare dal medico di famiglia

Una delle mie categorie preferite, a cui tengo tanto, composta da elementi pucciosissimi. Si tratta dei lavoratori, schiavizzati dal sistema capitalista, che sgobbano dalle 10 alle 15 ore al giorno, incuranti della propria salute. Lavorano dal Lunedì al Venerdì, senza possibilità di recarsi dal proprio medico per i problemi di salute che li riguardano. Mi fanno sempre dispiacere e tenerezza, con lo sguardo perso nel vuoto in sala d’attesa, magari appena usciti dal lavoro senza nemmeno essere passati da casa. Grandi o piccole che siano le vostre necessità avete tutto il mio rispetto. Vi ricordo comunque che esiste un servizio di Guardia Medica Notturna, dalle 20 alle 08 per sopperire all’assenza del medico di base. Fate i volpini.

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Il falso

Una macchina da guerra, venderebbe sua madre pur di entrare prima in ambulatorio. Appena intuisce il codice colore assegnatogli, se non di suo gradimento, si lancia sul pavimento con un tuffo carpiato, simulando svenimenti degni di Maurizia Paradiso. Le sue urla lancinanti si placano appena entra e si fa visitare. Non temete, la divina giustizia del PS comporta che all’uscita anche lui sarà pagante… e questo ci riporta indietro inesorabilmente al quinto stereotipo.

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L’esploratore

Inserito qui per la simpatia ed ilarità che scaturisce in noi operatori, amante dei giochi sessuali o estremi, li pratica non curante delle conseguenze. La scusa è sempre quella: “Ci sono scivolato sopra…” SÌ COME NO. Per ora ho solo avuto il piacere di vedere un bicchiere ed una mela nel pertugio posteriore… ed una irritazione al volto dallo sperma canino (NON CHIEDETE).

treno

Poi arriva il momento che stimbri il cartellino, ti domandi se tutto ciò che hai visto durante il turno sia reale o frutto di un trip mentale che hai avuto sniffando accidentalmente la colla Pritt sulla scrivania. MA ERA TUTTO REALE. E voi, avete qualche esperienza particolare da raccontarci? Oppure vi riconoscete particolarmente in una di queste categorie, tanto da attivare il nuovo servizio del blog “T.S.O. via SMS”??? Fateci sapere!

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Mattefloxacin88

Mattefloxacin88

Mentre scrivo ho 29 anni e nella vitaguadagno il pane facendo l’infermiere. Di origini emiliane, faccio la mia apparizione dalla Riviera Adriatica circondato dalle acque come "Valeria Lo Spirito della Fonte", per arruolarmi tra i Ponza’s Angels. Mi batto affinché nessuna “trashata” rimanga nascosta o dimenticata. Sono portatore sano di Maniglie dell'Amore e di R moscia. Tra i miei superpoteri troviamo la capacità di dormire 2 ore a notte ma essere comunque fresco come una rosa ed una pazienza (quasi) infinita, gli altri li sto ancora sviluppando.
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