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Il blog del Signor Ponza
Maurizio Crozza nel Paese delle Meraviglie

Perché il Bagaglino è meglio di Maurizio Crozza

Ci sono tante cose che non riesco a spiegarmi: la gente che vota Beppe Grillo, le persone che trovano sexy Johnny Depp, coloro a cui piace la pizza con l’ananas e soprattutto quelli che trovano divertente Maurizio Crozza.

Vi assicuro che mi sono impegnato con tutto me stesso per cercare capire il motivo del suo successo e, per farlo, mi sono visto sorbito varie volte le brillantissime copertine di Ballarò, nonché pezzi interi del suo spettacolo su La7 Crozza nel paese delle meraviglie. Ma di fronte alle sue imitazioni e ai suoi monologhi il massimo che sono riuscito a concedergli è stato qualche sorriso. Di risate grasse, nemmeno l’ombra.

Studiando il comico genovese (un’espressione che fa temere per una sua futura discesa in campo) ho sviluppato una teoria: Maurizio Crozza non è nient’altro che il Bagaglino 2.0. Se ci si pensa, in fondo, la comicità è la stessa:

  • Imitazioni di politici o altri personaggi che esteticamente, citando Johnny Stecchino, “non ci somigliano per niente”
  • Voci e cadenze degli imitati che ricordano solo vagamente quelle degli imitati (perfino Berlusconi, che è nell’ABC dell’imitatore insieme ad Adriano Celentano, riesce ad essere diverso)
  • Battute di livello molto basso, di facile comprensione per il grande pubblico e basate su tormentoni e frasi ricorrenti (un po’ à la Drive In, per intenderci)
  • Comici che ridono delle loro stesse battute (per questa cosa io darei l’ergastolo).

A questo punto, però, permettetemi tra i due di preferire di gran lunga il Bagaglino. Innanzitutto perché non è un one-man show, e infatti non è che quelli del Bagaglino oggi li troviamo a guidare Movimenti, al massimo guidano la loro macchina. Faccio fatica ad immaginare l’impegno politico di Martufello: Movimento 5 Mozzarelle. Ed è molto meglio così.

Martufello

E poi al Bagaglino c’era anche quel piacevole contorno che si chiama varietà. Pamela Prati, Valeria Marini sollevata a fatica dal corpo di ballo, la verve di Lorenza Mario, la conduzione frizzante di Pippo Franco, l’edizione “Saloon” del 2001 in cui le 4 prime donne si sfidavano per decidere chi fosse la regina, mostrando le tette.

Momenti altissimi che hanno fatto la storia della televisione italiana. Tra 10 anni potremo dire le stesse cose delle imitazioni di Crozza?

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Comments (2):

  1. entropid

    3 giugno 2014 at 19:17

    Secondo me ci sono da fare le dovute distinzioni. Perché a volte Crozza si butta sulla comicità, soprattutto quando fa le imitazioni, e altre nella satira, quando invece fa i monologhi a Ballarò, per esempio. Nel secondo caso lo scopo è tutt’altro che provocare “grasse risate” ed è proprio per questo che mi piace ascoltarlo. Quando invece si limita a fare il comico, cambio video (o canale) perché in quel caso convengo con te che non sia granché divertente.

    Rispondi
    • Signor Ponza

      15 giugno 2014 at 17:29

      Io a dire il vero Crozza, in particolar modo coi suoi monologhi a Ballarò, faccio fatica a considerarlo Satira. Per me la Satira, quella vera e pungente, è quella che fanno i Guzzanti e Luttazzi, tanto per dirne alcuni. A me sembra che Crozza, anche in quel contesto, si limiti a fare battute un po’ sempliciotte.

      Rispondi

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