Perdere l’amore – #AskFabry

L’altro giorno sono stato chiamato ad espletare uno dei compiti più complicati che vengono riservati agli amici: consolare un cuore spezzato. Mi aspettavo di dover rimettere insieme i pezzi della mia amica che, tradita dal ragazzo, mi ha chiesto aiuto. Di norma quando le persone si lasciano in seguito ad un evento imprevedibile come il tradimento chi ne risente di più è la persona tradita, ma non è questo il caso. Con la mia amica le cose sono un po’ diverse, e anche con me. “Ho lasciato Marco. Puoi venire?” Dopo aver ricevuto questo sms ho messo in moto la catena della solidarietà: ho avvisato amici in comune, ho chiesto alla madre cosa fosse successo, ho spulciato nei vari social di lui e lei per farmi un’idea della portata della tragedia ma niente, sembrava tutto normale. Sara è stata tradita e ha avuto la sfortuna di scoprirlo con i suoi occhi, ma anziché disperarsi come ci si aspetta che uno faccia in queste occasioni, si è trasformata in una iena assettata di sangue. Ha preso i pezzi del suo cuore e li ha riconficcati dentro a forza, tra un urlo e l’altro. Urla che andava tutto bene, che non ha letto nessun segnale di squilibrio. Grida che lo vuole morto, che domani si presenterà a casa sua per restituirgli le sue cose debitamente bruciate. Mi aspettavo di vedere una persona ferita, una persona che veicolasse il dolore attraverso le lacrime, e invece non è accaduto niente di tutto questo.

Mi sono trovato quella sera a farmi qualche domanda, perché i sentimenti non hanno mai logica ma quando accade quello che accade dopo che svaniscono dovrebbero averla. Forse sono io che ci devo trovare per forza una logica, non lo so. Forse sono io che ci ragiono sopra con la testa quando sono dinamiche che solo i sentimenti sanno comprendere. Forse è l’assenza della logica stessa a determinarne una logica. Quando ci innamoriamo di qualcuno veniamo completamente annientati, un bollito misto di cervello e un paté di emozioni che ci fanno volare, come diceva un grande poeta dei nostri tempi, tre metri sopra al cielo. Il buon senso viene sostituito dall’amore, il giudizio lascia spazio all’amore, l’obiettività lascia spazio all’amore. Quando siamo innamorati il nostro cervello chiede un periodo di aspettativa non retribuita sapendo benissimo che quando dovrà tornare a fare il proprio dovere, saranno ore ed ore di straordinari.

Ma quando l’amore si esaurisce?

Ti accorgi un giorno che quello che hai sempre avuto davanti non era quello che stavi vedendo, ti svegli. Il torpore che ti lasciano le grandi emozioni ti lascia stordito per molto tempo, ti fa male. La fiducia viene meno e concederti agli altri diventa sempre più difficile. Il tuo cervello si surriscalda costantemente cercando le ragioni che il tuo cuore non ha saputo trovare. Ma quando l’amore ha giocato tutte le sue carte, quando veniamo presi in pieno da un treno di delusione, quando ci violentiamo costringendoci a stare con qualcuno che non amiamo, a cosa pensiamo esattamente? Perché siamo così stupidi da credere che qualcosa che avere non funziona sia meglio di non avere niente del tutto? La paura di rimanere da soli. La paura di notare allo specchio un giorno lo stesso sguardo triste che abbiamo scorto in qualcuno, la paura di provare la stessa compassione che abbiamo provato noi. Il terrore, agghiacciante, di vivere la nostra vita senza poterla condividere con qualcuno. Questo forse ci rende umani, vulnerabili, in difetto, e allora corriamo alla ricerca di qualcuno che anche per qualche istante possa farci sentire meno soli.

Ma quando l’amore prende fuoco perché chi amiamo ci ha ferito è diverso. Oggi lo amo, domani voglio vederlo morto. Ma come riusciamo a razionalizzare così bene i sentimenti da trasformare l’amore in odio in pochi attimi, quando passiamo la vita ad innamorarci delle persone sbagliate? Operando sullo stesso principio il cervello dovrebbe plasmare quello che prova il cuore in ogni situazione, perché non lo fa? C’è forse una selezione che il nostro intelletto compie a seconda della situazione? Ci sono, a onor del vero, persone completamente dominate dalla razionalità, persone che si rifiutano di lasciarsi travolgere dal maremoto di sentimenti di cui siamo capaci. Eppure, per quanto questo tipo di atteggiamento possa salvaguardarci parecchio, ho sempre preferito non domare i miei pensieri e lasciarli cedere sotto il peso delle emozioni. Tra ragione e sentimento ho sempre scelto la seconda via. Una via meno trafficata e decisamente più adatta per fare incidenti, perché per quanto ne valga la pena è destino di ognuno di noi soffrire. L’amore è complicato anche da spiegare, ma io ci ho sempre provato e voglio provarci anche qui, la settimana prossima. Chiudo questo post con una delle cose che mi riesce meglio fare nella vita, citare Grey’s Anatomy.

“C’è una ragione se dicevo che sarei stata felice da sola. Non è perché pensassi che sarei stata felice da sola, era perché pensavo che se avessi amato un uomo e poi fosse finita potevo non farcela. È più facile stare da soli, perché se impari che hai bisogno dell’amore e poi non lo hai? E se ti piace e ti appoggi ad esso? Se fondi la tua vita su di esso e poi tutto crolla? Potresti sopravvivere ad un dolore del genere? Perdere l’amore è come una lesione fisica…è come morire. L’unica differenza è che la morte è un’attimo. Questo può andare avanti per sempre.”

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Fabry

Livelli di egocentrismo da denuncia penale. Sto zitto solo quando dormo e ascolto solo quando si parla di me.
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