636677.8dd5717.d2017444d5964f338385d63985e4c44b
Il blog del Signor Ponza
Uber Milano

#IoStoConUber, ma anche con tutti gli altri

Nel post che vi apprestate a leggere ho deciso di vestire i panni, per me inconsueti, del Democristiano DOC. Mi sto infatti per lanciare in un’appassionata difesa di tutti gli interessi in gioco nella vicenda, come il peggiore degli avvocati delle cause perse, senza dare ragione a nessuno in particolare. Proprio io che generalmente, non appena nasce una discussione, sento l’esigenza di prendere le parti di qualcuno anche solo per l’effetto che fa.

Aida Yespica Antonella Elia Litigio

Ma facciamo alcuni passi indietro.

#IoStoConUber è l’hashtag lanciato da Uber Milano che accompagna una raccolta firme (una petizione online che trovate a questo link) per convincere il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia a ritornare sui suoi passi, ossia sulla decisione di rendere inefficace la determina che consentiva a Uber di fornire i propri servigi in città.

A questo punto urgono ulteriori passi indietro, e non solo quelli del Sindaco Pisapia. Uber è un servizio, nato negli Stati Uniti e arrivato da circa un anno a Milano, che consente attraverso una apposita app per smartphone di prenotare un’auto privata con tanto di autista. L’applicazione e il servizio, che ho testato personalmente in varie occasioni, sono molto comodi e sfruttano la geolocalizzazione dell’utente non solo per la prenotazione, ma anche per fornire un preventivo della corsa e per inviare successivamente il dettaglio del percorso e dei costi. La prestazione viene poi regolata tramite carta di credito, senza che l’utente debba tirare fuori fisicamente dalle tasche nemmeno 1 euro. E poi vuoi mettere l’ebbrezza di avere un autista privato? Per citare uno dei miei Tumblr preferiti (Gays of Porta Venezia), quando usi Uber, ti senti così:

Quando usi Uber gif

 Ovviamente tutto questo (non solo in Italia) ha messo sul piede di guerra i tassisti e, allo stesso tempo, ha messo in difficoltà le amministrazioni comunali. Vediamo dunque nello specifico caso di Milano chi sono i soggetti protagonisti e perché, secondo me, hanno tutti ragione. *Potere di Pierferdinando Casini, vieni a me*.

Pierferdinando Casini gif

Da un lato c’è Uber, che si propone come una moderna start-up che gioca tutto sull’innovazione, sull’uso delle nuove tecnologie e soprattutto sfrutta una normativa non del tutto chiara sulla materia, anche perché non aggiornata rispetto alle recenti evoluzioni. Il servizio che viene offerto da Uber, tuttavia, è solo in parte concorrente a quello dei Taxi. Lo è perché, checché ne dicano i diretti interessati, i tassisti a Milano non sono in grado di far fronte, soprattutto in alcune fasce orarie, a tutta la domanda che esiste. Dall’altro lato, però, Uber funziona con modalità profondamente diverse (non esistono piazzole di sosta dedicate come per i taxi, né numeri di telefono da chiamare. Solamente l’app) e con prezzi diversi (leggermente superiori a quelli dei Taxi).  Inoltre, si può pagare solo con carta di credito o Paypal che devono essere pre-registrati.

Dall’altro lato ci sono i tassisti. Giustamente, chi possiede un Taxi ha pagato a suo tempo una licenza, sborsando svariate decine di migliaia di euro; è ovvio che si cerchi di tutelare l’investimento fatto. È quindi del tutto normale, ragionevole e comprensibile che i tassisti si oppongano a qualsiasi proposta di liberalizzazione del settore. È esattamente la stessa comprensibile reazione di chi ha comprato una casa e scopre il giorno dopo che vogliono costruire una discarica a 100 metri di distanza. Una città come Milano non potrebbe in ogni caso fare a meno del loro servizio, che rimane il più capillare ed efficiente.

Infine c’è il Sindaco Pisapia, che rappresenta l’Amministrazione Comunale. Forse la posizione più scomoda, perché da un lato cerca di perseguire la (giustissima) strategia di aumentare le forme di mobilità alternativa: non solo Uber, ma anche il car sharing di Car2Go e Enjoy, il noleggio bici di BikeMi o auto di GuidaMi e il potenziamento della rete del trasporto pubblico. Dall’altro però ci sono interessi molto alti in gioco: è chiaro che quando i tassisti minacciano lo sciopero proprio durante una delle settimane più importanti per la città (la settimana della Moda), è più che comprensibile che le gambe tremino e si decida di revocare il “permesso” di Uber ad operare, cedendo al “ricatto” in atto.

Io credo semplicemente che il “percorso” che è iniziato a Milano sia un processo irreversibile e che, a prescindere da Uber, andrà avanti e si estenderà a tutta Italia, come già sta avvenendo nel resto d’Europa e del mondo. Ma questo non può che essere un bene per tutte le parti in gioco: aumentare le forme di mobilità alternative all’automobile privata porta benefici in termini di inquinamento e sostenibilità, ma anche maggiore concorrenza e spinta all’innovazione. Sarà un caso che ormai tutti i servizi di radio taxi si stiano dotando di app per smartphone per la prenotazione delle corse? Più possibilità di muoversi con questi mezzi alternativi significa che più persone saranno incentivate a lasciare l’auto a casa (o addirittura dal concessionario), diventando così potenziali clienti. Clienti dei taxi, di Uber, di Car2Go, dell’ATM e anche dell’eventuale futuro servizio di risciò che potrebbe nascere dopodomani.

Le guerre a colpi di ricorsi e scioperi serviranno a ben poco, se non a danneggiare i cittadini, verso i quali si rischia di provocare un effetto boomerang. Ecco perché secondo me sostenere la campagna #IoStoConUber e firmare la petizione salvaguarda l’interesse e la sopravvivenza di tutti.

Cosmopolis

[L’archivio di Cosmopolis]

Commenti via Facebook
Signor Ponza
Seguimi

Signor Ponza

Founder & Editor at Signor Ponza Blog
Sono bravo in molte cose, tra queste non c'è "scrivere bio".
Signor Ponza
Seguimi
Annunci

Comments (14):

  1. Solodallamente

    25 febbraio 2014 at 13:01

    Beh ma questa è sempre la solita storia. Io sono PRO questi progetti perché modernizzano. Se le PA vogliono continuare a rimanere in gara, in un mercato che non può ignorare le tecnologie, devono dotarsi (e dotare) i propri servizi e in questo caso i loro licenziatari di tutele ma anche di spinte al miglioramento. Uber (che in Terronia arriverà coi calesse, imho) mi sembra una genialata, ma niente di impossibile. Se i tassisti più che incrociare ogni volta le cazzo di braccia per ogni decisione decidessero di ammodernare il loro servizio, facendo un upgrade 2.0, vedi che Uber non sarebbe una minaccia ma solo un concorrente sul mercato. Purtroppo l’unione di queste categorie spesso si trova solo per protestare e non quando si tratta effettivamente di valutare come migliorare il servizio e come renderlo più competitivo rispetto ad avversari privati.

    Rispondi
    • Signor Ponza

      25 febbraio 2014 at 21:56

      Concordo completamente. Mi dispiace dirlo (soprattutto se gli amici tassisti leggessero questo post), ma pur apprezzando sempre i loro servizi, spesso mi scontro con quello che dici tu: la difficoltà ad evolversi. Quanti ad esempio accettano davvero carte di credito e bancomat? E così su tutto il resto…

      Rispondi
  2. Filo

    25 febbraio 2014 at 14:48

    io ai tassisti ci buco le gomme che proprio non li voglio vedere
    #teamcarsharing

    Rispondi
    • Signor Ponza

      25 febbraio 2014 at 21:59

      Vorrei dissociarmi da questo commento, pur ribadendo la stima e la simpatia nei confronti di Filodrama. #Cerchiobottismo

      Rispondi
  3. Giulio GMDB

    25 febbraio 2014 at 15:22

    Qui a Trieste Uber non è manco arrivato. Comunque, visto che esiste una cosa chiamata concorrenza in quasi tutti i settori, non capisco perchè i tassisti debbano continuare a pretendere di avere un monopolio. Non mancano loro le risorse per migliorare il servizio e non farsi fregare dal nuovo arrivato, solo che è più comodo non dover muovere il culo. E chi non muove il culo è giusto che venga sorpassato da chi invece si impegna.

    Rispondi
    • Signor Ponza

      25 febbraio 2014 at 22:05

      Infatti in questo senso sono convinto che l’arrivo di diverse forme di competizione sia benefica per tutti. Spingerà, prima o poi, a fare meglio nell’interesse degli utenti.

      Rispondi
  4. Daniii

    28 febbraio 2014 at 23:33

    Mi sono appena guardato TUTTO gays di porta venezia, solo perchè lo hai nominato tu!

    La rivergination è ormai totale..sono rodotti a questo i miei venerdi olandesi… ;(

    Rispondi
    • Signor Ponza

      1 marzo 2014 at 16:28

      Se ti può consolare, io ci passo le giornate intere su quel sito!

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: