Piccolo dizionario e piccola guida all’acquisto dell’auto usata

Questa settimana abbiamo un ospite: @solodallamente o Endimione, che dir si voglia. Anche lui amico blogger e twittatore (NO, non è una nuova rubrica, state sereni) e molto spesso commentatore del blog. Con lui abbiamo deciso di scrivere un post a quattro mani (di cui almeno tre però sono sue, visto che io mi limito a scrivere questa introduzione ricca di contenuti) ispirato dal mio Piccolo dizionario dell’annuncio immobiliare. Visto che ho esaurito i contenuti, lascio a lui la parola.

Il sottoscritto è sempre stato pendolare. Abitando in un paesucolo attaccato a Napoli a mo’ di cisti ovarica, da quando ero un preadolescente delle scuole medie, fino ad ora che sono un neo disocc… laureato, ho affidato le sorti della mia istruzione e della mia vita sociale all’efficientissima (e invece) e collegatissima (credeghe) rete dei trasporti partenopei.

Tuttavia, come ci ricordano Nelly Furtado e gli Zeri Assoluti, “All good things come to an end” ed è quindi giunto anche per il sottoscritto il momento di automunirsi e mettere un’altra qualifica da escort. Visto che come si dice da noi in Terronia “l’acqua è poca e la papera non galleggia”, ho dovuto rivolgermi al fiorente mercato dell’usato imbattendomi in un mondo caleidoscopico ed affascinante, a tratti grottesco come Kate Middelton in topless, a tratti sorprendente come i risvolti della storia tra Steffy Forrester e Liam Spencer. Naturalmente non posso non ringraziare il Signor Ponza per avermi offerto questo spazio serio e di cultura per potermi esprimere liberamente.

Partire con la ricerca dell’auto dei tuoi sogni ti pone però davanti al primo bivio: cercare su internet o cercare sul giornale? (Sì, i giornali esistono ancora. E anche i libri, perché FORTUNATAMENTE non tutti amano i Kindle. Signor Ponza mi leggi?). Ora io che sono intelligente ho deciso di provare da entrambe le parti.

Il giornale è interessante perché trovi annunci molto pittoreschi che però necessitano di interpretazione per essere capiti. Ad esempio, “CREVOLET MATIZ VENDESI” è stato un top gamma (e voi che siete ghei e amate Parigi, la moda, la Tour Eiffel e Carla Bruni saprete che si scrive Chevrolet); naturalmente si può ipotizzare si tratti di un errore di battitura, ma poi trovi “FIAT SEDICI 1.6” e pensi che la crisi abbia fatto perdere 584 alla Seicento, ma soprattutto pensi che se laggente non compra più i giornali un motivo evidentemente ci deve essere. Al che la scelta passa automaticamente agli annunci su internet.

La domanda successiva da porsi è quindi: da chi voglio farmi prendere per il culo? (dato il target di questo blog, credo sia doveroso per me sottolineare che si tratta di una domanda retorica e che potete anche riabbottonarvi la patta dei pantaloni che le foto del Signor Ponza che spara dalle tette in Hd sono in quell’altro post).
La risposta quindi è: concessionario o privato.

Se cerchi annunci di concessionari, l’annuncio tipo sembra scritto da una fan degli 1Direction.
(¯`°.•°•.★* COME NUOVA FANTASTIKA OKKASIONE *★ .•°•.°´¯)” e ti chiedi in primis perché i Maya non ci lancino un meteorite ASAP e non ci fanno morire tutti e poi realizzi che non c’è scritto nemmeno di che auto si tratta. Scartata tutta la charmap dei caratteri ASCII, gli annunci che rimangono ti lasciano perplesso: “Vendesi Citroen C3, anno 2004, 16.000KM“. Praticamente camminano più i travioni in autostrada in un mese che questa Citroen in otto anni. Noi frosh che guardiamo le serie tv ameriggane però non siamo mica dei lesbici (cit.) e sappiamo che dai concessionari vale la seguente equazione: “km dell’auto sul contakilometri : Km reali dell’auto = gli anni che Cher dice di avere : gli anni che Cher ha”.

Passiamo invece al privato. I privati hanno tutti la coda di paglia e cercano di dare spiegazioni creative per quanto riguarda il motivo per cui vendono la macchina.

La macchina veniva usata solamente per fare la spesa“: immagino che viviate nell’Oltretomba se vi serve un’auto solo per questo.

Perché passo ad un’altra auto“: come mai non ha valutato un pedalò?

La macchina è perfetta, mi ha solo un po’ stancato e vorrei passare da un altro modello“: sssshhh, non dica così che ci rimane male. Guardi che ha dei sentimenti questa auto!

Una volta che hai scelto la scusa che ti pare meno inverosimile, passi quindi a leggere le caratteristiche della macchina. Qui si tratta di un lavoro dove la semiotica è tutto: se infatti leggete “piccole ammaccature dovute al parcheggio” è probabile che la macchina abbia praticamente un paletto spartitraffico stampato nel portabagagli della macchina; “graffi dovuti alla città” invece deve farvi capire che la vostra macchina sarà zebrata e state attente, amiche e amighe, perché l’animalese è sempre out; esistono poi quelli che decidono di essere temerari e di esibrisi in dimostrazioni delle loro competenze meccaniche: “l’auto è dotata di blok shact” è stata una frase che mi ha tenuto concentrato per ben 10 minuti prima di immaginare che si trattasse del “block shaft” (sebbene ancora non abbia capito di cosa si tratti ad essere sincero).

Di annunci bizzarri potremmo fare un blog a parte, ma credo sia meglio terminarla qui e non esagerare per due motivi: 1) non vorrei scoraggiarvi nella ricerca della vostra scassetta usata, 2) perché altrimenti il post diventa grosso “e non ci entra” (cit.). Tuttavia vi consiglio di tenere a mente queste poche ma decisive indicazioni che vi ho dato per potervi destreggiare nella giungla degli annunci di auto usate: se saprete farli vostri e metterli in pratica, riuscirete come me ad aggiudicarvi una piccola scassetta tanto caruccia targata “313” (e non è uno scherzo) come la macchina di Paperino. Quando si dice “omen nomen”.

Ora che sapete come destreggiarvi tra gli annunci, potete finalmente pensare di acquistare la macchina. E potrete andare a casa di Endimione per corcarlo di mazzate fargli i complimenti per questo post. Nel frattempo, potete però seguirlo sul suo blog e sul suo Twitter.

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Founder & Editor at Signor Ponza Blog
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