Se il problema dell’Italia sono le bestemmie

Bisogna prendere atto che se non ci fosse stato il Grande Fratello VIP chissà di che cosa avremmo discusso in queste settimane. E non sono nemmeno troppo ironico, visto che gli spunti di riflessione offerti dall’edizione 2017 sono stati numerosi (e no, non mi riferisco ai reggiseni di Carmen Di Pietro conservati nel freezer).

Faccio riferimento a quei temi importanti che sono stati i protagonisti, più o meno diretti, della maggior parte delle puntate andate in onda fino a oggi: omofobia, bestemmie, ignoranza generalizzata, immagine e rispetto della figura della donna.

Se dovessimo valutarne la rilevanza sulla base del bollettino di guerra non ci sarebbero dubbi: le bestemmie hanno mietuto più vittime di quante ne mieta ogni anno l’astinenza (da cibo e da altre sostanze) all’Isola dei Famosi. Sono infatti stati mandati a casa, rei di aver bestemmiato, Marco Predolin e Gianluca Impastato. Inoltre, sia Daniele Bossari che Luca Onestini sono stati a lungo sotto la lente di ingrandimento a causa di presunte imprecazioni di analogo tenore.

Il problema è che, anche nella sostanza, il Grande Fratello VIP ha dimostrato che davvero la bestemmia è l’unica azione ritenuta grave da esibire in televisione (da persone definite “famose”), mentre tutto il resto può passare in secondo piano, risolto con una pacca sulla spalla.

Sull’omofobia ci siamo già espressi. Mi limiterò in questa occasione a far notare che episodi abbastanza gravi che hanno visto Marco Predolin o Giulia De Lellis protagonisti di affermazioni di stampo omofobo sono state liquidate con semplici “ramanzine”.

Un trattamento altrettanto blando è stato riservato a commenti e atteggiamenti di poco rispetto nei confronti delle donne. Due esempi: il primo riguarda Ignazio Moser, che ha raccontato di avere un diario nel quale attribuisce un voto a tutte le ragazze con cui è stato. Come se fosse un catalogo di prodotti da recensire. Il secondo ha visto protagonista il mattatore (in negativo) di questa edizione: Marco Predolin. In un momento goliardico, quest’ultimo si è permesso di passare (in modo plateale) la mano sulle parti intime di Carmen Di Pietro, concludendo il gesto con un sorriso beffardo di grande soddisfazione, nel silenzio generale. Nel primo caso era stato Bossari a far notare a Moser che il suo atteggiamento descriveva un’idea del ruolo della donna decisamente antiquato (ed era stato per questo attaccato anche da altri inquilini della Casa). Nel caso di Predolin nessuno mi risulta che abbia sollevato nemmeno un’obiezione.

Predolin Carmen Di Pietro GF VIP

L’aria che si respira nel reality show non è molto diversa dal clima a cui stiamo assistendo con il caso che riguarda il produttore cinematografico Harvey Weinstein. Se n’è parlato molto anche da noi, non solo perché negli Stati Uniti si tratta di uno scandalo assai rilevante visti i personaggi e il contesto (quello di Hollywood) coinvolti, ma anche perché fra i protagonisti c’è l’italiana Asia Argento. Quest’ultima è una delle donne che ha accusato Weinstein di molestie e violenza sessuale (per una spiegazione approfondita, vi consiglio questo articolo del New Yorker).

Colpisce l’atteggiamento riservato dai media italiani nei confronti delle (presunte) vittime e, nel nostro caso specifico, di Asia Argento. Tralasciando gli aspetti su cui si dovrà esprimere la Magistratura (nessuno di noi ha il diritto, né le competenze, per poter stabilire se Weinstein sia colpevole o meno), molti giornalisti e altre “personalità di spicco” hanno attaccato l’attrice a causa della sua scelta di parlarne solamente oggi, a distanza di molti anni dai fatti accaduti. L’aggravante che le viene riconosciuta è quella di aver continuato a lavorare con Weinstein per tutto il tempo successivo alla presunta violenza.

Si potrebbe anche aprire un’infinita parentesi sulle colleghe donne che in questi giorni hanno attaccato Asia Argento, come ad esempio Rossella Brescia.

O Antonella Clerici (con una punteggiatura alquanto incerta).

Sono stato particolarmente colpito da due aspetti: uno di forma e uno di sostanza.

La forma, come spesso accade, è stata violenta. I titoli dei quotidiani, gli editoriali e i dibattiti dedicati ad Asia Argento negli ultimi giorni sono arrivati a paragonarla (più o meno esplicitamente) a una prostituta. Allo stesso tempo, non ho letto né sentito nessun commentatore definire “porco schifoso” Harvey Weinstein.

La sostanza è che in una situazione di squilibrio di potere (in questo caso più che evidente) alcuni personaggi italiani si sono schierati evidentemente dalla parte del più forte. E questo è avvenuto a prescindere dalla legittima aspettativa secondo cui dovranno essere le indagini e il processo a stabilire effettivamente la colpevolezza dell’imputato.

Harvey Weinstein Copertina Time

Si tratta cioè di atteggiamenti decisamente peculiari del nostro Paese, tanto da farci guadagnare le attenzioni dei media americani (vi segnalo questo articolo di Slate che fa capire come ci vedono negli USA). L’aspetto più preoccupante è che approcci di questo tipo scoraggiano ancora di più le donne che sono state (o che saranno ancora, ahimè) vittime di violenza. Ragionando in questi termini non si fa altro che rinforzare un modo di pensare che porta le donne a sentirsi (ingiustamente) complici e in alcuni casi perfino colpevoli di aver subito violenza.

E allora forse in Italia abbiamo un problema. Un problema che riguarda il modo in cui i media raccontano le storie che hanno a che fare con tematiche molto delicate. Un problema che racconta di una scala di valori con l’ordine delle priorità completamente incasinato.

Non è ammissibile che l’unica ragione per cui si squalifichi un concorrente da un reality show guardato da milioni di persone sia la bestemmia. Anche perché se si adottasse una definizione stringente di “bestemmia”, probabilmente nella casa del Grande Fratello non ci potrebbe entrare nessuno. Ma non è nemmeno questo il punto. Sebbene bestemmiare determini una mancanza di rispetto verso le persone che credono in (un) Dio, non si tratta di un’offesa diretta alle persone.

Ritenere “contro natura” due uomini che si baciano in pubblico o considerare una donna come se fosse un oggetto è una grave violazione del semplice concetto di uguaglianza fra persone. Una vera e propria offesa nei confronti di chi subisce questo tipo di discriminazioni. Trattare una donna che confessa di aver subito una violenza come se fosse una prostituta, un’opportunista o una che semplicemente si lamenta troppo è quanto di più sbagliato si possa fare per promuovere un’idea di rispetto che per troppi anni è stata dimenticata.

Mi rendo conto che mettere sullo stesso piano un “mannaggia alla Madonna” e un insulto omofobo o un’offesa nei confronti di una donna possa fare storcere il naso a chi si illude di vivere ancora in tempi oscuri. La realtà dei fatti ci dovrebbe tuttavia ricordare che siamo nel 2017 e che l’Italia è uno stato laico. L’idea di società patriarcale che ha dominato la nostra cultura per molti anni, da cui consegue una presunta posizione dominante dell’uomo, è decisamente anacronistica. E per questo rischiamo di ritagliarci il ruolo di zimbelli dell’Occidente.

È arrivata l’ora di uscire dal Medioevo.

Commenti via Facebook
Signor Ponza
Seguimi

Signor Ponza

Founder & Editor at Signor Ponza Blog
Sono bravo in molte cose, tra queste non c'è "scrivere bio".
Signor Ponza
Seguimi
Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: