Push The Bottom s01e05 – L’insostenibile assenza di Jessica Morlacchi

Push the bottom

La scorsa settimana ci siamo presi una pausa in segno di protesta nei confronti della regia e degli autori di The Voice. Gli effetti della nostra protesta si sono visti e il live show ci è sembrato tutto sommato più piacevole delle battles, quindi torniamo sulle nostre poltrone e ci prepariamo a sfoderare i nostri giudizi sulla puntata di ieri sera che potete sempre e comunque rivivere nel mio spumeggiante post (con tanto di citazione in diretta di un mio tweet).

Team Annabelle Bronstein – Team Noemi

Noemi

Miei cari amici scrivere di The Voice è sempre più appassionante. Così come scrivere di Fabio Troiano e della sua irriverente verve. A me da solo un’incontenibile voglia di buttarmi dalla prima finestra utile. Violentemente. Come se non ci fosse un domani.

Noemi. Mia cara Noemi. Cosa vogliamo fare? Vogliamo sistemare questo look? Vogliamo darci pace? Vogliamo capire la direzione giusta? Non so magari verso un bel team di lookmaker di livello? Basta questi improbabili look imbarazzanti che mia nonna sei pazzescah. Basta la permanente. Basta questo mood noi siamo i ragazzi giovani e ci divertiamo. Ecco forse questo è già avvenuto, perché la mia coach ha fatto una seconda puntata un po’ sottotono e anche durante la sua esibizione di Vuoto a Perdere non ha per niente esaltato. Condivido, infine, la scelta su Diana Winter. Pezzo unico che convince sempre.

Altro momento iconico la Carrà. Sempre più Carramba alike, e sempre più icona, ma talmente icona che Madonna levati ASAP. Oppure levate Troiano e lasciate Carolina Di Domenico per sempre, che davvero è l’unica capace di gestire una conduzione che abbia una dignità.

Team Fabry – Team Pelù

Piero Pelù

Cari amici, siamo qua riuniti per commentare la puntata odierna di The Voice of Tuscany. Dice, ma è scemo? Anche, ma mi sono accorto che ci sono tanti concorrenti in gara che vengono da una delle mie regioni preferite. Detto questo, il mio giudice e i suoi quattro cantanti si esibiscono per ultimi, e io e Giancarla facciamo grande fatica a seguire il tutto.

Alessandra Parisi è la prima ad esibirsi in questa strabiliante puntata, e ci delizia con L’immensità di Don Backy. Alessandra, sei tu la Talpa? Due palle mostruose, non so se sia la canzone, la voce di Alessandra, l’arrangiamento ma ragazzi che pecola! Tornare a friggere crocchette di patate ASAP. Cristina Balestriere la amo, ma nonostante questo stasera mi è sembrata un po’ la versione poraccia di Marisa Laurito. La sentiamo comunque sulle note di Call me dei Blondie. E la vediamo incastonata in un vestito che nemmeno mia nonna Elsa al funerale della zia Aida. Non ho altro da aggiungere, vostro onore. Il terzo cantante in gara è Marco Cantagalli, che canta Le ragazze fanno grandi sogni di Edoardo Bennato. Spero che muoia stirato dal Frecciarossa per Salerno, perché non solo è brutto ma canta anche male. E vorrei ricordare a tutti che è l’autore di quello scempio assurdo di How to save a life delle scorse puntate. A casa, se non ora quando?! Francesco Quasti segna la fine delle esibizioni del Team Pelù. Finalmente. Questo è un cane, e ce lo dimostra con un pezzo dei Nirvana, Smell like teen spirits. Mi sembra di stare al centro sociale quando sono tutti fatti e i marocchini ti toccano.

Facciamola finita che ho sonno. Il pubblico salva Cristina Balestriere e Pelù tiene Francesco Quasti, gli altri in coda all’Adecco.

La regia di questo programma è pietosa, su questo mi darete ragione, e il regista deve essere affetto da Parkinson perché sembra di stare sulle montagne russe a Gardaland e ho voglia di vomitare tutta l’anestesia. Dio, che periodo dalla grammatica incerta. Carolina Di Domenico è sempre più falsa, e vorrei condividere con voi una notizia: Carolina Di Domenico si fa schiacciare dal cantante dei Velvet, così da darvi anche qualche riferimento culturale. Comunque è pieno di lesbiche e io ne ho timore. Molto carino il duetto di Gianna Nannini e Cocciante, e invece. Troiano, su cui abbiamo già espresso il nostro disappunto in ogni dove, questa sera ha dato il peggio di sé: zero tempi comici, zero memoria coi nomi dei cantanti, zero verve. Zero voglia di rivedere altre puntate. Canzoni attualissime per altro in questa puntata, Vasco Rossi, Ramazzotti, Diana Ross. The Voice of INPS. Ora che il Signor Ponza è stato citato in diretta vorrei dire solo una cosa. LEVATEVI.

Team Filodrama – Team Cocciante

Riccardo Cocciante

Allora, non posso non premettere il fatto che la seconda puntata del live di The Voice non riesca a salvarsi dal margine più infimo della decenza nemmeno utilizzando Laura – il jolly dei gays – Pausini: fallire anche con la Pausini dimostra non solo il tracollo morale ed etico di tutta la Rai ma anche l’incapacità di comunicare dei contenuti nel 2013. E vabbè, questa è la televisione che paghiamo, e così ce la teniamo. Dopo l’eliminazione di Jessica Morlacchi il team Cocciante ha perso ogni genere di credibilità e ambizione, diventando davvero lo specchio di un nano che canta le operette pensando di fare dell’arte popolare mentre invece fa solo della merda amata da borghesi arricchiti che credono di andare a vedere IL teatro.

Invitato sul palco da Fabio Troiano che a questo punto non voglio nemmeno spendere una parola per commentare un fantoccio degno della Seconda Repubblica e di scelte completamente fuori da ogni logica di intrattenimento, Cocciante esordisce con Io canto facendomi rimpiangere quando al liceo caddi sulle scale in auditorium davanti a tutto l’Istituto.

Per farla breve: LA LAIDA Dani canta All By Myself ed è subito Bridget Jones sul divano. Sì brava, tutto quello che vuoi, ma io le tipe che se la menano perché tengono la nota non le tollero a priori, quindi per me è levati subito e torna da Ceausesku invece di rubarci il lavoro. Poi con i genitori che piangono in studio è proprio rimpatrio immediato. A seguire Donato Perrone che in questo momento devo googlare perché ho dimenticato la sua faccia. Segue Mattia Lever, un 16enne con i baffi da 16enne che canta Angels di Robbie Williams, la canzone dei funerali. Per quanto mi riguarda da Grom in Corso Buenos Aires cercano personale, ciao. Infine Federica la commessa di Celio che ci saluta e va ad insegnare agli angeli a piegare le camicie 100% acrilico.

Risultato della serata: il pubblico fa passare Mattia Lever, mentre Cocciante salva La LAIDA. Ponza aiutami tu a tirare le conclusioni perché io veramente sono arrivato al limite della tolleranza: The Voice è la prova che senza un cast decente una trasmissione non si fa. E dire che avevano Jessica Morlacchi. Che amarezza.

Team Signor Ponza – Team Carrà

Raffaella Carrà

Io credo sia giunto il momento di guardarci negli occhi e di parlarci chiaramente: The Voice va avanti solo grazie al mio giudice. La Raffaella più amata dagli italiani discriminati è infatti l’unica in grado di imprimere un minimo di verve a questo programma che, per la maggior parte del tempo, è un gigantesco “vorrei ma non posso”. Entra insieme agli altri giudici, ma ruba subito la scena facendo ballare tutto il The Voice Stadium sulle notte dei suoi indimenticabili successi; si esibisce coi suoi ragazzi su un medley di Ballo Ballo e Rumore che è già tra i video più visti del mondo su Dailymotion (perché la RAI è scema e ancora non ha capito che la deve smettere di rimuovere i video da Youtube); imbastisce le migliori performance per i suoi ragazzi, al contrario degli altri coach che hanno un effetto pari alla Filtrofiore Bonomelli. Quindi l’interrogativo è inevitabilmente questo: perché Michaela Biancofiore è Sottosegretario alle Pari Opportunità e Raffaella Carrà non è ancora Presidente della Repubblica?

Purtroppo però, le scelte relative ai concorrenti del Team Carrà non mi hanno visto altrettanto entusiasta. I promossi al prossimo turno sono Veronica De Simone che si è esibita in una versione sciapissima di You Are Not Alone di Michael Jackson (di cui ho apprezzato solo i coristi di bianco vestiti piazzati su una scalinata) ed Emanuele Lucas che concorrente più gigione non c’è. Pollice verso per la scelta di mandare a casa la bella e brava Pamela Lacerenza, grazie alla quale sono finito in televisione. Mentre Matteo Lotti chissene.

Con questo è tutto, arrivederci alla prossima settimana con nuove puntate di The Voice of Ponza e Push the Bottom. Diffidate dalle imitazioni.

[Le puntate precedenti di Push the bottom]

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