Push The Bottom s01e06 – Survivors

Push the bottom

Torna in occasione della finalissima di The Voice l’appuntamento con i giudici più stronzi competenti di tutto l’internèt, che per questo episodio conclusivo sono rimasti solo in due: Fabry e Annabelle Bronstein. Sciolte le squadre, i coach di Così è (se vi pare) si esprimono a ruota libera sull’ultima puntata del talent musicale che ci ha tenuto compagnia in queste settimane piovose, che se solo ci fosse stato bel tempo col cavolo che stavamo a casa tutti i giovedì sera. Ma bando alle ciance, lascio la parola ai giurati (mentre se vi siete persi la puntata, potete recuperarla qui).

Fabry

Siamo alla fine di questo strazio, perché diciamocelo, ci aspettavamo qualcosa di pazzesco. E invece un misto di mediocrità e buonismo che no, non avete sbagliato canale, siamo proprio su A sua Immagine presentato da Lorena Bianchetti.

Vorrei fare un commento in generale sui vari finalisti, perché sento di non aver detto abbastanza nelle scorse puntate.

Silvia Capasso credo che sia la migliore per tutta una serie di motivi: in primo luogo sa cantare e lo fa anche bene, poi è grassa ed infine è lesbica che è un valore aggiunto. Nel senso, non è che essere lesbiche sia meglio rispetto a non esserlo, è che esserlo pubblicamente sulla televisione di Stato in Italia non è da tutti i giorni. Quindi i miei complimenti. Veronica nonmiricordoilcognome mi sa di miracolata dell’ultimo minuto, portata alla ribalta solo per le sfortune avute di recente. Mi dispiaccio seriamente della sua perdita, ma ho come l’impressione guardandola che l’effetto dei farmaci stia per finire da un momento all’altro. Non mi convince, ed ha Timothy Cavicchini è la metafora di quei vostri colleghi ignoranti e rozzi che vi scavallano solo perché l’hanno leccata al capo. Io comunque in un lago ogni volta che si esibisce. Elhaida Dani, e anche qua che brividi nello sperare di scrivere correttamente il nome, per me è no. Umberto Bossi non centra niente, non fraintendetemi, ma questa quando canta mi ricorda la naftalina che usa mia nonna nei cassetti per tenere in stato criogenizzato il corredo di quando si è sposata.

Scherzi a parte, niente. The Voice mi ha deluso più di tutte le ragazze galline. Mi aspettavo di vedere Raffaella Carrà lacrimare glitter, Pelù far vedere il cazzo in diretta, Cocciante morire di infarto e Noemi lavarsi. E invece niente di tutto questo è accaduto, ci siamo dovuti pure sorbire Troiano per tredici settimane che vivaiddio torna a fare le fiction della mafia su Canale 5.

Detto questo, i duetti con i propri coach sono una cosa agghiacciante. Non so, forse parto prevenuto perché non vedo l’ora che se ne tornino tutti a casa a spulciare gli annunci di InfoJobs, ma non riesco a farmi piacere questo programma. Io totally così.

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Per quanto riguarda gli inediti, subito il mio commento tecnico. Veronica De Simone canta Nati Liberi, e ho i brividi. Ma forse sarà dissenteria. Elhaida Dani con una canzone della quale non ho capito il titolo, e della quale non ho capito le parole ma soprattutto della quale non ho capito il senso di esistere. Timothy ho già detto altrove che potrebbe fare il bagnino in casa mia quando mi lavo, che il cantante anche no. La canzone fa cagare ça va sans dire, e pure il titolo A fuoco dice tutto. Nemmeno Luce di Silvia Capasso mi attraversa dentro come fece a suo tempo Mengoni. Cosa paghiamo il canone a fare se poi non abbiamo i soldi per chiamare i produttori giusti? The Voice è il programma che avrebbe dovuto scovare la Shakira di Atripalda, e non la Céline Dion di Tirana!

E poi cosa dobbiamo dire su Carolina Di Domenico? Che simpatica che sei quando leggi i tweet dove ti insultiamo. Che simpatica che sei quando la prendi benissimo perché ti diciamo che i tuoi capelli fanno pena. Che simpatica che sei quando vai a casa e ti fai schiacchiare dal cantante dei Velvet.

E detto questo dovete andare a zappare la terra tutti, che non ha vinto Silvia Capasso e io sono un fiume in piena di odio. Spengo la televisione e faccio le trecce al mio cane che merita di più. Ricordatevi che avete commesso un grande errore quando avete eliminato Jessica Morlacchi. Spero che nella prossima edizione cambino i giudici, mettendo al posto di queste suore laiche qualcuno che porti un po’ di pepe nel programma, qualcuno tipo me.

Annabelle Bronstein

Ecco qua. L’Italia ancora una volta non ha deluso ed ha proclamato vincitrice una ragazza proveniente dalla ridente Albania che si è presentata come il clone di una noiosa cantante melodica. Per carità, una voce strepitosa, brava è brava, nessuno lo mette in dubbio. Ma perché non dare una svecchiata alla sua immagine? In soldoni sto parlando della vincitrice della prima edizione di The Voice of Italy, Elhaida Dani, che grazie al suo coach non ha sbagliato un’esibizione, anzi, è andata sempre meglio. Ovviamente le scelte sono state a mio avviso troppo barbose. Prima Whitney Houston, poi Margherita con il coach Cocciante, per concludere con un inedito When Love Calls Your Name che non porta nulla di nuovo nel mercato musicale odierno. Anzi. Tutto il contrario. Ma secondo me è solo colpa della Rete 2 e del suo target ed anche dell’impostazione che è stato dato a questo talent. A mio avviso, su Sky sarebbe stata tutta un’altra musica (vedi X Factor).

La finale è stata più barbosa del previsto, ed io naturalmente mi sono addormentato anche per circa un’oretta buona. Risvegliandomi nel momento della premiazione dove le capacità di un goffo Troiano hanno secondo me distrutto tutto il momento. Già si parla di una sostituzione per lui, ma sono certo che tutti siamo super contenti che finalmente ce lo siamo tolti dalle balle. Insopportabile Pelù e le sue gag insopportabili, neanche il suo pacco me lo ha fatto digerire. Tutt’altra storia per Timothy che nonostante delle discutibili canzoni starebbe bene solo in un posto: nel mio letto. Che Rihanna levati ASAP. La Raffa resta sempre il meglio. È lei la vincitrice morale di questa edizione. Nonostante una serie di scelte orrende, musicalmente parlando, ci ha ripagato con dei look inaspettati e omosessuali al 100%. L’avrei preferita un po’ meno Carramba Che Sorpresa!, ma il filone lacrima ha condito tutta questa edizione, per cui non possiamo lamentarci poi troppo. Non mi piace l’inedito di Veronica De Simone, anche se l’ho preferita fra tutti i finalisti. Soprattutto nel duetto col coah dove ci è stata regalata una perla di inestimabile valore: E Salutala Per Me. Arrivo al team Noemi. Finalmente. Finalmente una ragazza lesbica dichiarata. Forse l’unica che durante tutta la prima edizione si è saputa distinguere per aver fatto un percorso, una crescita, regalandoci delle piccole perle, la migliore l’esibizione di Try di Pink. Questo sicuramente per le scelte della sua coach Noemi, meno attenta al suo look, naturalmente. Piacevole il duetto di Sono Solo Parole, anche se alla fine mi è risultato un po’ troppo sterile. Mi è piaciuta molto invece con Girl On Fire di Alicia Keys. L’inedito, come gli altri, poca roba. Il look. NON PERVENUTO.

Tutto sommato, non è stata una prima edizione devastante. Con alti e bassi, ma non ci è dispiaciuta. Unica pecca è stata relegare la favolosa Carolina Di Domenico a leggere tweet e mail, quando sarebbe stata molto più presente e all’altezza di Troiano.

[Le puntate precedenti di Push the bottom]

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