Quali personaggi storici si nascondono in Game of Thrones?

In questi anni d’incertezze, dove il fratello di Romolo è Remolo e «migrante» è un gerundio, una luce è apparsa, una nuova stella polare che ogni lunedì illumina il nostro cielo rischiarandoci il cammino: Game of Thrones. L’azione, come in molti altri fantasy storici tipo Il Signore degli Anelli, è ambientata in un passato senza tempo che fonde insieme aspetti pratici e culturali (come l’abbigliamento, le armi, gli utensili ecc.) tipici di epoche storiche diverse, dall’antichità all’età moderna, la cui unica regola inderogabile è quella di essere un mondo pre-elettrico. Inutile negare che uno dei motivi del successo di questa saga è proprio questo suo aspetto di storia, di passato, che, consapevolmente o meno, ci riporta agli anni dei banchi di scuola e a tutti quei personaggi ‘strani’ in cui ci s’imbatteva.

Ecco il gioco: quale personaggio storico realmente esistito ci ricorda il tale personaggio di Game of Thrones? Io ho provato a dare qualche risposta ed ecco cosa è saltato fuori.

1) Daenerys Targaryen – Zenobia di Palmira

In entrambi i casi ci troviamo davanti a due donne forti al potere. Zenobia (240-275 d.C.), ribelle all’impero romano, crea uno stato secessionista a Oriente, che va dall’Anatolia all’Egitto, passando per Siria, Giordania e Israele. Anche l’orizzonte topografico costituisce una cifra comune: il regno di Meereen mostra tante analogie con l’Oriente antico, caratterizzato da culti misterici (vedi ‘I figli dell’Arpia’) e da una propensione più verso i governi assolutistici, i re-dei, che quelli democratici. Due donne rivoluzionarie: Zenobia contro l’ordine politico costituitosi, Daenerys contro l’ordine sociale, contro la schiavitù a favore dell’esistenza di soli uomini liberi.

2) Cersei Lannister – Caterina de Medici

Il prototipo è quella della regina crudele. La leggenda nera che avvolge la figura di Caterina de Medici è davvero lodevole: regina di Francia dal 1547 al 1563, avrebbe organizzato assassini di palazzo e massacri di civili senza alcun ritegno, pur di conservare il potere per sé prima e per i propri figli poi; da molti vista solo come una straniera non interessata al bene del paese che si era ritrovata a governare, bensì più dedita alla magia, alle pratiche alchemiche, agli incontri con Nostradamus. Unica grande differenza: assenza di scrupoli alimentata da un rigido rigore morale, quindi niente vino e incesti.

3) Sansa Stark – Zoe Porfirogenita

La debole fanciulla erede di una stirpe illustre. I due personaggi condividono un destino di peregrinazione da un marito all’altro, con il dovere ultimo di perpetrare la propria dinastia e, per parte dei vari coniugi, di accaparrasi ricchezza, poteri e prestigio di cui esse sono ultime eredi. Zoe, basilissa dei Romei, ossia imperatrice bizantina, ultima propaggine della illustre dinastia macedone, colleziona ben quattro matrimoni, finché finisce per condividere il trono con la propria sorella, Teodora, monaca strappata al monastero e rivestita della porpora imperiale, ma, in virtù dei propri voti, non passibile di portare avanti la propria stirpe. Allo stesso modo sono sempre dei doveri religiosi (i servigi al dio dei mille volti) a privare la sorella di Sansa, Arya, del suo ruolo di Stark.

4) Melisandre – Neferiti

La profonda devozione religiosa e una forte consapevolezza di sé sono i principali punti di contatto tra questi due personaggi. Certo, le differenze sono tante: da una parte troviamo una veggente che consuma rapporti sessuali adulterini col re presso cui serve, dall’altra la prima sposa del faraone. Inoltre Melisandre presenta molte di quelle caratteristiche tipiche di certe figure femminili investite di autorità religiosa e profetica tipiche dell’antico mondo germanico, come le völva. Innegabile però come il Signore unico del fuoco e la lotta verso il culto dei setti dèi di Melisandre ricordi il monoteismo solare del dio Athon, a discapito di tutto il ricchissimo pantheon egizio, perseguito da Neferiti e da suo marito Amenofi IV.

5) Brienne di Tarth – Giovanna d’Arco

Qui ci troviamo davanti al prototipo della donna guerriera. Gli esempi sono numerosi, dalle Amazzoni a Lady Oscar a Sailor Moon che combatte in nome della Luna vestendo alla marinara, ma certo Giovanna d’Arco rimane il più fortunato e, senza dubbio, quello che ha più punti di contatto con Brienne. I due personaggi, infatti, condividono i valori dell’etica cavalleresca tipicamente medievale: Giovanna consacra se stessa alla religione e alla patria, Brienne, in forma ancora più aderente al cosiddetto modello ‘cortese’, alla protezione di una giovane fanciulla (Sansa), in virtù di una promessa fatta (alla madre di lei, Catelyn), diventando in questo modo l’esempio del cavaliere errante che vaga per il mondo con il fine unico di adempire il proprio voto.

Voi cosa ne pensate?

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alepuntoacapo

maestrino dalla penna rossa che vede sempre il bicchiere mezzo pieno (preferibilmente di gin tonic), strenuo difensore dei valori fondanti della cultura occidentale impersonati dalla poesia omerica e dalla discografia di Raffaella Carrà, ricercatore di antichità per passione e per professione, ho la chioma celtica, il nome greco, il cognome ebraico, ma qui vi parlo di latino.
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