Questione di leaking s01e01 – Justin Timberlake “The 20/20 Experience”

Evviva finalmente ce l’ho fatta! No, non parteciperò a Miss Italia e non farò la valletta al prossimo Festival di Sanremo, ma una rubrica sul blog del Signor Ponza mi sembra duecentomila volte meglio. Per prima cosa un ringraziamento ad Andrea che ha reso possibile tutto ciò: su “Questione di leaking” potremo discorrere di quelle che sono due tra le mie più grandi passioni oltre ai gattini e ai Big Mac, ossia uscite musicali e concerti. Vorrei farvi presente che il Signor Ponza ha scelto me perché “ne so”, io invece vorrei fare presente a lui che le mie canzoni preferite sono questa e questa, che per me la più grande band mai esistita sono le Spice Girls e che il compositore del mio cuore è Max Martin, quindi prevedo un pentimento in 3, 2, 1…

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Per questa prima puntata recensiamo il disco di Justin TimberlakeThe 20/20 Experience”, in uscita nei negozi italiani il prossimo 19 Marzo, ma già in streaming sulla piattaforma web iTunes. Il nostro porno attore cantante preferito non partoriva un album da ben 7 anni; in questa pausa dal mondo della musica non è che sia stato tutto il tempo a mangiare pollo fritto e bere Coca Cola sul divano di casa come una Beyoncé qualsiasi, ma ha trovato il tempo di intraprendere una discreta brillante carriera da attore e di sposare la nostra sorellina Camden preferita, Jessica Biel, in un favoloso resort pugliese (Puglia sempre più the place to be).

Dopo tutto questo tempo ci aspettavamo un album che ci riportasse ai fasti di Like I Love You e Sexyback, due capolavori della musica pop/r’n’b, ed è proprio a questo punto che sulle nostre teste si eleva, con tanto di fuochi d’artificio e giochi di luce in stile Las Vegas, il più grande EINVECE della storia dell’umanità. Ma vediamo nello specifico le tracce una per una:

  1. Pusher Love Girl: apre l’album questa nenia di ben otto minuti. Ok, bello il sound black, belle le atmosfere che ci fanno credere di essere tutte delle nigga coi capelli crespi, ma otto minuti di miagolii di Justin mettono alla prova anche la fan più accanita.
  2. Suit & Tie: il primo singolo del disco, senza infamia senza lode.
  3. Don’t Hold The Wall: uno dei momenti più riusciti, suoni orientaleggianti e i classici beatbox di Timbaland come base. Anche qui la nota dolente è la durata: 7 minuti di canzone mi fanno venire voglia di prendere a testate il muro.
  4. Stawberry Bubblegum: da questo brano in poi ho iniziato a chiedermi di quale droghe faccia uso Justin. Lenta, monotona e pure questa lunghissima. Non ci siamo. 
  5. Tunnel Vision: la base di questa quinta traccia mi ricorda un pochino quelle di Future Sex /Love Sounds, il precedente album di Justin. Nulla di entusiasmante ma nel disastro generale si salva.
  6. Spaceship Coupe: sette minuti di lamenti in cui Justin blatera di sesso e astronavi. Anche qui non ce la si fa.
  7. That Girl: probabilmente estratta dal contesto di questo disco potrebbe anche risultare carina. Sound retrò, ma l’effetto noia è sempre dietro l’angolo.
  8. Let The Groove In: qui Justin prova a farci ballare ma i tempi di “Rock Your Body” sono lontanissimi.  Dopo sette minuti di questa samba ho solo voglia di puntarmi una pistola alla tempia.
  9. Mirrors: il brano più riuscito dell’album nonché secondo singolo già #1 in UK. Finalmente tutto sembra funzionare, e dopo 50 minuti di disco direi che era l’ora.
  10. Blue Ocean Floor: nonostante sia un pezzo lento (come tutto il resto d’altronde) mi piace. Ispirato e quasi new-age, insomma, the best for last.

Se siete riusciti ad arrivare fino alla fine dell’album svegli vi faccio i miei complimenti perché io ho dovuto bere quattro lattine di Redbull. Non so se sotto ci sia una cospirazione della Camomilla Bonomelli, se Jessica Biel gli abbia succhiato via l’anima come un dissenatore o se più semplicemente Justin si sia rotto il cazzo di fare musica, ma quel che è certo è che una delusione del genere non la provavo da quel giorno in cui mi vietarono di entrare nella stanza delle palline IKEA per sopraggiunti limiti d’età.

Scusami Justin, ma solo due gattini su cinque per te!

VOTO:   

Presto il Signor Ponza mi fornirà anche una casella e-mail personale alla quale potrete scrivere commenti, insulti o lasciarmi i vostri numeri di telefono, intanto vi saluto che devo andare a segnare sul calendario i giorni che ci separano dal nuovo singolo di Anna Tatangelo!

Miao!

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Matteowolk

Vivo a Garbagnate Milanese, la piccola Bel Air di Milano. Uso la data di scioglimento delle Spice Girls come riferimento temporale, ascolto musica per passione e divoro Big Mac per professione. Penso che se il pianeta fosse governato dai gattini vivremmo tutti in un mondo migliore. Sono sobrio quanto il matrimonio di Clemente Russo e ho già lasciato disposizioni per esser fritto non appena morirò. Questa bio è stata scritto in un pesante stato di hangover. Mia cugina è una figa.
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