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Il blog del Signor Ponza

Questione di leaking s01e02 – Woodkid “The Golden Age”

Amiche chips, patatine Pai e leccatori di Fonzies ben trovati per una nuova puntata di Questione di leaking. Prima di iniziare fatemi fare un po’ la Barbara D’Urso della situazione e permettetemi di ringraziare tutti coloro che settimana scorsa sono passati di qua a leggere e commentare, vi voglio bene tutti, continuate così che per il 2014 ambisco ad essere il presidente della giuria di qualità del prossimo Festival di Sanremo, sto già prendendo lezioni di accavallamento gambe da Alba Parietti!

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Oggi vi parlo del disco d’esordio di Woodkid dal titolo The Golden Age, in uscita sul mercato italiano proprio oggi Venerdì 22 Marzo. In risposta a tutte le mie amiche bionde che ora staranno pensando “Woodchi?!?!?!” vi elenco tre semplici motivi per i quali dovete volergli bene a) perché è discretamente figo: io, nonostante il look da hipster-vado-al-glitter-tutti-i-sabati-sera, mi farei attaccare al muro molto volentieri, non so voi b) perché oltre ad essere un cantante è un brillante regista di videoclip, suoi Blue Jeans di Lana Del Rey, Teenage Dream di Katy Perry nonché il fantastico Take Care di Drake e Rihanna c) perché ha fatto una cover dell’inno mondiale delle donnemerda Someone Like You, e questo è sinonimo di tanti weekend passati a casa in pigiama a guardare le repliche di “Cortesie Per Gli Ospiti” su Realtime con il cuore in mille pezzi. Insomma, Woodkid una di noi!

The Golden Age è un disco intenso, dai mille contrasti. Nelle canzoni all’apparenza più semplici spesso intervengono percussioni, archi e soprattutto fiati per dare al disco un’atmosfera gotica, forse un po’ fredda, ma comunque molto diversa da ciò che va di moda ultimamente. I brani migliori del disco sono senza dubbio i tre singoli estratti: “Iron”, “Run Boy Run” e infine “I Love You”, tutti accompagnati da meravigliosi videoclip che vi consiglio di guardare; è infatti attraverso il binomio musica/immagini che Woodkid riesce a dare il meglio di sé. Si fanno apprezzare anche “The Great Escape”, uno dei momenti più allegri del disco grazie alla profusione di campane, e “Conquest Of The Spaces”, che parte con un riff futuristico per poi virare verso un finale quasi barocco (ok, volevo solo una scusa per usare la parola “barocco”).

Vi ricordo infine che Yoann Lemoine (questo il suo vero nome) sarà nel nostro paese il mese prossimo per due date del “The Golden Age Tour”, più precisamente a Milano (il 10 Aprile al Teatro Franco Parenti) e a Roma (l’11 Aprile all’Auditorium Parco della Musica). Appuntamenti da non perdere dato che Woodkid dal vivo riesce sempre ad essere molto suggestivo (qui un assaggino di quello che vi aspetta) e inoltre perché, almeno a Milano, avrete l’occasione di conoscermi e darmi una palpatina al culo o di insultarmi face to face!

Bravo Woodkid, ben quattro gattini per te!

VOTO: 

Al momento non ho ancora un indirizzo e-mail personale per cui le vostre domande tenetevele per voi come fossi un esponente qualsiasi del Movimento 5 Stelle, ora scappo che devo andare in cameretta ad attaccare il poster degli One Direction, vi abbraccio a tutti come foste una collezione di pupazzi Trudi, alla prossima puntata!    

PS. Sembra che Justin Timberlake, risentito dalla nostra recensione della scorsa settimana, abbia deciso di pubblicare “The 20/20 Experience Volume 2” il prossimo Novembre, dai Justin che magari al secondo tentativo ci fai un bel disco!

[L’archivio di Questione di leaking – Clicca sulla copertina per leggere la recensione]

Justin Timberlake - The 20/20 Experience

[Matteowolk su Twitter]

Commenti via Facebook

Matteowolk

Vivo a Garbagnate Milanese, la piccola Bel Air di Milano. Uso la data di scioglimento delle Spice Girls come riferimento temporale, ascolto musica per passione e divoro Big Mac per professione. Penso che se il pianeta fosse governato dai gattini vivremmo tutti in un mondo migliore. Sono sobrio quanto il matrimonio di Clemente Russo e ho già lasciato disposizioni per esser fritto non appena morirò. Questa bio è stata scritto in un pesante stato di hangover. Mia cugina è una figa.
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Comments (33):

  1. DISCO REX

    22 marzo 2013 at 11:06

    Che hipster questa recensione.
    Solo perchè lui ha tanta barba.

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  2. Robert Frobisher (@endymion85)

    22 marzo 2013 at 12:16

    Premesso che se penso a Woodkid mi viene in mente Woodcock e quindi Fabrizio Corona e quindi miao, farò ‘sto sforzo e andrò ad ascoltarmelo.
    Mi aspetto 5 gattini e lode per Anna Tatangelo asap.

    Rispondi
  3. Daniii

    22 marzo 2013 at 12:30

    Ok FIGO quello che si dice un FIGO….diciamo che il woodkid non lo è…non bastano un po’ di barba e degli occhiali da Arisa eh… Peró de gustibus…

    Delle canzoni conosco solo Run Boy Run perché da brava Biondah ascolto solo radio Diggei…o improponibili stazioni radio spagnole che non fanno altro che passare le solite 3 canzoni tra l’altro uscite 2 anni fa. Tipo “on the floor”, per dire…

    Quanto al Giustino, dopo attento esame direi che almeno MIRRORS vale da sola tutto l’album (da sola è anche lunga piú o meno come un album standard delle Spice…quindi). Certo, è CRY ME A RIVER 2.0…ma me piasce. Aspettiamo l’altro pezzo, hai visto mai che rinsavisce…

    MatteoWolk vorrei essere tuo amico solo per farti ascoltare tutte le meravigliose canzoni super HIPSTER che il mio “scopamico” neozelandese (di cui sono superpreso che lo so giá finiró a guardare cortesie per gli ospiti singhiozzando ASAP) mi sta facendo conoscere…della serie “che me tocca ascoltá pe fá na scopata…”

    BACI OVUNQUE dal tuo fan numero 1

    Rispondi
    • Daniii

      22 marzo 2013 at 12:39

      Guarda..a volte le ragioni del sangue hanno la meglio, pure io non mi spiego la ragione per cui certi cessi a volte mi facciano un sangue assurdo.. 😉

      TI AMO per il consiglio musicale, sembra abbastanza fatta e hipster per piacergli, ora me la ascolto per bene, mi faccio una cultura e vediamo come va 😛

      PS. L’altra sera si è scolato 4 birre mentre io bevevo l’equivalente del collo della bottiglia di una….non so quanto spazio abbia dentro al suo cuore…magari nel suo fegato trovo un posticino 🙂

      Rispondi
      • Signor Ponza

        24 marzo 2013 at 12:57

        Io Daniii mi perderei i giorni ad ascoltare i tuoi racconti che parlano di Paesi stranieri e apertura culturale.

        Rispondi
  4. DanieleEMERITO (@danieleflani)

    22 marzo 2013 at 22:12

    Va be’, io ormai utilizzo come unico metro di giudizio i gattini… In questo caso, anche io avrei lanciato 4 gattini sul disco di Woodkid, perché se li merita tutti! :3
    Dal momento che con i dischi la pensiamo quasi sempre allo stesso modo, da ora in avanti, il mio scopo primario sarà quello di fare un “First Listen” con Matteo!
    Piccoli cuori rosa (smetto la cit. qui) tutti per te!

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  5. makko88

    22 marzo 2013 at 22:22

    No vabbè, io una botta da Woodkid me la farei dare eccome 😀

    D’accordissimo con i quattro gattini messi alla fine di questa pseudo recensione. Il disco a me piace, è tra le mie preferite c’è anche Where I Live!!
    Come hai osato tralasciarla :D?

    Propongo di fondare il gruppo Woodkid uno di noi!! Io sarò il primo iscritto U_U

    Rispondi
    • Honey Boo Boo (@matteowolk)

      23 marzo 2013 at 15:03

      Ahahah potremmo preparare un cartellone da fargli leggere al concerto,
      WOODKID ONE OF US ma anche WOODKID A DONNAMERDA LIKE US… sarebbe bellissimo!

      Rispondi
  6. filodrama

    23 marzo 2013 at 13:42

    anche io sono del partito Where i Live!! <3

    Rispondi
  7. Honey Boo Boo (@matteowolk)

    23 marzo 2013 at 15:08

    Avete ragione è bellissima anche “Where I Live” anche se dopo averla ascoltata avevo voglia di fare un giro bendato sulla tangenziale ovest!

    Rispondi
    • makko88

      23 marzo 2013 at 16:06

      Ma è quello sicuramente il compito di quella canzone…Spingerti ad un suicidio ben organizzato!!

      Rispondi
  8. Ari

    24 marzo 2013 at 17:42

    bellissima recensione 😀 lui mi ricorda la versione hipster (più hipster e meno trans) di Antony & The Johnsons!

    Rispondi
    • Signor Ponza

      24 marzo 2013 at 18:47

      Io amo che i lettori del blog siano così acculturati e ne sanno a palate, tanto che mi sento una olgettina qualsiasi in confronto.

      Rispondi
  9. Brembils

    28 marzo 2013 at 14:33

    Non riusciró mai a perdonare l’esclusione dal disco di “Baltimore Fireflies”, mia fedele compagna di wintertime sadness sul GrecoPirelli delle 8.19.
    Se non me la canta al concerto faccio un macello che neanche Soraya Montenegro con la maldita lisiada.

    Rispondi
  10. Baol

    26 aprile 2013 at 18:03

    Ho scoperto Woodkid da pochissimo ma sto ascoltando “i Love You” in loop praticamente da quattro giorni. Il concerto a Milano lo avrei visto con piacere…vivessi ancora lì (porcaputtanazza)

    Rispondi

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